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Legislatura 16ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 203 del 23/06/2010


         Il senatore SANNA (PD), nell'esprimere le sue riserve sui contenuti della manovra economica, esprime in primo luogo le sue riserve sulle misure, contenute all'articolo 43, in materia di zone a burocrazia zero. In proposito, soffermandosi sul comma 2, lettera b) del medesimo articolo, censura la scelta di abolire sostanzialmente le zone franche urbane. In proposito richiama l'impegno con il quale tutte le forze politiche, in sede di conversione del decreto-legge n. 194 del 2009 (recante proroga di termini legislativi), difesero il regime delle zone franche urbane, anche in considerazione delle aspettative sorte tra i privati che avevano deciso di investire nelle zone interessate. Ritiene auspicabile che anche in sede di conversione del decreto n. 78, possa maturare una convergenza analoga che scongiuri la sostanziale abolizione delle zone franche urbane, per le quali erano già in corso iniziative imprenditoriali fondate su una legittima aspettativa.

            Quanto alle misure contenute all'articolo 5 relative alle economie negli organi costituzionali, di governo e negli apparati politici, censura la sostanziale elusione della legge del 1965 che vietava il cumulo delle indennità per i parlamentari con incarichi nelle amministrazioni locali. La disapplicazione di tale norma, che sarebbe sostenuta anche da un parere favorevole del Ministero dell'economia e del Ministero dell'interno, produce non pochi costi a carico dei bilanci degli enti locali. Ritiene in proposito auspicabile un intervento, quanto più possibile condiviso da tutte le forze politiche, finalizzato a fornire un'interpretazione autentica dell'articolo 3, comma 1 della legge n. 1261 del 1965, volto a chiarire che l'indennità parlamentare non è cumulabile con le indennità percepite da sindaci, presidenti di provincia, consiglieri ed assessori di comuni e province, nonché con le indennità percepite per l'esercizio di ogni altro incarico politico-amministrativo, compresi quelli esercitati in enti o società conferito a seguito di elezione o di nomina. Segnala, in proposito, un emendamento già presentato in tal senso, che a suo avviso appare particolarmente virtuoso da una parte assicurando un effetto diretto sotto il profilo finanziario, dall'altra favorendo una riduzione delle cariche plurime.