Si sofferma quindi sull'articolo 6, rilevando che la disciplina in materia di enti pubblici, volta a regolare i compensi dei componenti e i titolari degli organi, nonché a ridurre il numero di componenti degli organi collegiali di tutti gli enti pubblici, anche economici, degli organismi pubblici, anche con personalità di diritto privato, richiede un coordinamento con la disciplina disposta dal decreto-legge n. 112 del 2008, all'articolo 26 che delinea il cosiddetto procedimento "taglia-enti".
Quanto alle misure, contenute all'articolo 43, circa l'istituzione di zone "a burocrazia zero", ritiene che sarebbe stato più opportuno non circoscrivere tali interventi alle sole zone meridionali, ma prevedere una semplificazione dei procedimenti amministrativi su tutto il territorio nazionale. Critica inoltre la previsione contenuta al comma 2, lettera b) del medesimo articolo 43, che indirettamente elimina le agevolazioni economiche già previste a favore delle zone franche urbane.
Ritiene infine opportuno intervenire quanto prima sulla legge n. 241 del 1990, al fine di semplificare ulteriormente i procedimenti amministrativi, in particolare in tema di silenzio-assenso e di denuncia di inizio attività. Inoltre, occorre modificare l'articolo 29 della medesima legge, in particolare prevedendo che le regioni e gli enti locali possano adottare procedure ulteriormente semplificate.