Ritiene però che i contenuti della manovra siano, in ogni caso, profondamente iniqui.
In primo luogo reputa eccessivamente gravoso il carico di sacrifici richiesti alle regioni e agli enti locali rispetto a quelli sopportati dallo Stato. Le misure previste appaiono in netto contrasto con l'attuazione del federalismo fiscale, come pure con i progetti di riforma volti ad assicurare un ulteriore, effettivo decentramento dei poteri pubblici. Gli interventi appaiono infatti ispirati da una logica centralista, finalizzata a incidere indiscriminatamente sulle finanze locali, con conseguente lesione dell'autonomia riconosciuta alle regioni, alle province e ai comuni. Osserva, in proposito, che le misure contenute nel provvedimento sono in contrasto con quanto auspicato in diverse sedi, non solo parlamentari, circa l'opportunità che, al fine di accelerare il federalismo fiscale, le manovre economiche siano adottate con particolare considerazione delle esigenze di decentramento e di responsabilizzazione dei centri di spesa locali.
Quanto alle misure volte a colpire in modo rilevante i lavoratori del pubblico impiego, la previsione di tagli generalizzati alle retribuzioni nella pubblica amministrazione, oltre ad apparire irragionevole e penalizzante rispetto ad altre categorie di lavoratori, rischia di produrre un effetto negativo sulla efficienza della amministrazione pubblica, demotivando il personale a danno dei servizi offerti ai cittadini. In proposito osserva che tali misure appaiono contraddittorie rispetto alle intenzioni manifestate dal governo, di potenziare i meccanismi premiali e incentivanti nella pubblica amministrazione, i quali vengono sostanzialmente soppressi.
Si sofferma infine sull'articolo 54 del provvedimento relativo all'Expo 2015. Dopo aver denunciato il ritardo sulle opere necessarie per la realizzazione dell'importante evento che avrà sede a Milano, lamenta ancora una volta la vocazione centralista del Governo: è previsto infatti che i contributi erogati a carico del bilancio dello Stato a favore della società Expo 2015 S.p.A. sono versati su un apposito conto corrente infruttifero da aprirsi presso la Tesoreria centrale dello Stato. Inoltre, la società è tenuta ad inviare apposite relazioni al Governo sull'utilizzo delle risorse e sulle iniziative assunte. Ciò a suo avviso mortifica la società civile e le istituzioni milanesi e lombarde coinvolte nel progetto limitando fortemente l'autonomia e l'iniziativa delle stesse.