Il ministro ALFANO ringrazia in primo luogo la Commissione giustizia del Senato per l'impegno con cui sta esaminando il disegno di legge in titolo, ed in particolare il relatore Centaro, il sottosegretario Caliendo ed il Presidente.
Per quanto riguarda il senso da attribuire all'agenzia che riportava le sue dichiarazioni, egli fa presente che l'affermazione secondo cui il Governo considera come testo di riferimento quello approvato dalla Camera dei deputati ha un valore soprattutto di carattere politico: si tratta infatti di un testo sul quale il Governo si è impegnato in prima persona, affrontando una serie di votazioni segrete, e che ha avuto un consenso più ampio rispetto alla stessa maggioranza di Governo, sarebbe quindi paradossale se il Governo stesso non l'appoggiasse.
Peraltro il Governo si è presentato al Senato senza alcun atteggiamento di chiusura, e non ha promosso alcuna blindatura del testo; ha anzi proposto due emendamenti importanti, concordando su altri del relatore e accettandone diversi delle opposizioni.
In particolare il Governo ha proposto l'emendamento, ritenuto essenziale per migliorare significativamente l'equilibrio di interessi che già il testo approvato dalla Camera dei deputati realizzava, con il quale si modifica il presupposto degli evidenti indizi di colpevolezza che il testo approvato dalla Camera dei deputati indicava quale presupposto per l'autorizzazione delle intercettazioni, sostituendolo con la formulazione che fa riferimento ai gravi indizi di reato - sia pure definiti secondo modalità che garantiscono una maggiore soggettivizzazione rispetto al sistema attualmente vigente - conservando peraltro il sistema a doppio binario, che consente l'effettuazione di intercettazioni anche in presenza di sufficienti indizi di reato relativamente ai reati di criminalità organizzata e terrorismo.
Evidentemente, secondo quella che è la fisiologica dialettica democratica, il Governo sarà disponibile a vagliare ulteriori modifiche in Assemblea, che del resto sono in parte preannunciate dallo stesso dibattito in Commissione, nel corso del quale è stata evidenziata su diversi punti la necessità di una riflessione più attenta nel passaggio all'esame in Assemblea plenaria. Per quanto riguarda poi la domanda del senatore Maritati, il Ministro fa presente che il Governo ha già conseguito notevoli risultati nella riduzione dei costi delle intercettazioni, in particolare promuovendo una maggiore sensibilità da parte dei pubblici ministeri nella contrattazione con le stazioni appaltanti: è infatti evidente, sol che si guardi alla differenza dei costi e delle intercettazioni fra le varie procure, che non tutti i pubblici ministeri contrattano con la stessa diligenza, non essendo responsabilizzati così come il disegno di legge in esame intende fare.