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Legislatura 16ª - 2ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 166 del 24/05/2010


 

GIUSTIZIA    (2ª) 

 

LUNEDÌ 24 MAGGIO 2010

166ª Seduta 

 

Presidenza del Presidente

BERSELLI 

 

            Intervengono il ministro della giustizia Alfano e il sottosegretario di Stato per lo stesso dicastero Caliendo.  

 

La seduta inizia alle ore 21,30.

 

IN SEDE REFERENTE 

(1611) Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della disciplina in materia di astensione del giudice e degli atti di indagine. Integrazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, approvato dalla Camera dei deputati 

(212) COSSIGA.  -  Informativa al Parlamento in materia di intercettazioni delle comunicazioni  

(547) COSTA.  -  Modifiche al codice di procedura penale e al codice penale in materia di intercettazione di conversazioni o comunicazioni  

(781) DELLA MONICA ed altri.  -  Norme in materia di intercettazioni telefoniche e ambientali e di pubblicità degli atti di indagine  

(932) CASSON ed altri.  -  Modifiche ai codici penale e di procedura penale in materia di intercettazione di conversazioni e comunicazioni e di pubblicità degli atti di indagine  

- voti regionali nn. 20 e 21 e petizione n. 848 ad essi attinenti

(Seguito e conclusione dell'esame congiunto)

 

            Riprende l'esame congiunto, sospeso nella seduta pomeridiana del 19 maggio scorso.

 

     Il relatore CENTARO (PdL) ritira l'emendamento 1.2008.

 

         La senatrice DELLA MONICA (PD) interviene sull'ordine dei lavori, invitando il Governo a valutare l'opportunità di ritirare il disegno di legge nel suo complesso, con il quale si introducono misure destinate ad incidere negativamente sulle intercettazioni quale mezzo di ricerca della prova. Ritiene che il ritiro dell'emendamento 1.2008 non risolva il grave vulnus che si è inferto al diritto di cronaca, nella parte in cui sono fatte salve le modifiche apportate al regime di pubblicità degli atti di indagine. Con il disegno di legge che il Governo e la maggioranza si stanno apprestando a varare si recherà un grave danno alla attività di contrasto della criminalità ed in particolare di quella organizzata di stampo mafioso. Conclude osservando come l'indisponibiltà della maggioranza al dialogo risulti evidente dal fatto che ben poche delle proposte emendative dell'opposizione sono state accolte.

 

         Il senatore D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE) chiede che sia precisato se vi sia ed in quali termini una certa disponibilità della maggioranza a modificare il testo all'esame della Commissione. Laddove dovesse essere manifestata tale volontà, si domanda se non sia più opportuno intervenire sul testo del disegno di legge in Commissione senza attendere l'esame in Assemblea.

 

         Il senatore LONGO(PdL), in occasione della ricorrenza del 24 maggio, commemora i caduti del primo conflitto mondiale.

 

         Il senatore LI GOTTI (IdV) si associa alla commemorazione testè svolta dal senatore Longo.

            Alla luce delle dichiarazioni rese da taluni esponenti della maggioranza, per le quali il testo licenziato dalla Commissione sarà modificato ampiamente nel corso dell'esame in Assemblea, esprime la propria irritazione per il sostanziale svilimento dell'attività svolta in Commissione. Il fatto che fin da ora sia chiaro che il testo definitivamente licenziato risulterà ben diverso da quello approvato in Commissione, rappresenta una vera e propria mortificazione per il lavoro anche dell'opposizione, che il relatore Centaro ha avuto modo di definire quale di "ostruzionismo costruttivo".

 

         Il senatore ZANDA (PD) esprime preliminarmente la propria viva disapprovazione per la mancata partecipazione del Ministro della giustizia ai lavori della Commissione. Questi infatti, seppure presente fisicamente in Senato, ha preferito trattenersi con la stampa piuttosto che intervenire all'attività della Commissione. Alla luce di immediate agenzie sembra doversi dedurre che il testo che il Senato intende licenziare sia quello approvato sostanzialmente in prima lettura della Camera dei deputati e sulla quale peraltro il Governo aveva già posto la fiducia. Se tali dichiarazioni sono fondate non si può che rilevare l'obsolescenza e l'inutilità dei lavori della Commissione.

 

         Il senatore VALENTINO (PdL) ritiene che il fatto che il testo possa essere emendato nel corso dell'esame in Assemblea debba essere considerato nell'ambito della fisiologica dialettica parlamentare per la quale ogni testo legislativo non può che considerarsi perfettibile. Nel merito del provvedimento ritiene che esso intervenga su una materia, quale quella delle intercettazioni, sulla quale un intervento appare oggi quanto mai necessario. Ritiene infine che tali misure, nonostante i timori paventati dall'opposizione non incida sulle attività di indagine per il contrasto dei reati di criminalità organizzata e di terrorismo.

 

         Il presidente BERSELLI, nell'associarsi alla commemorazione dei caduti della prima guerra mondiale, esprime piena condivisione per i rilievi formulati dal senatore Valentino, osservando come afferisca alla fisiologica dialettica parlamentare la possibilità che un testo licenziato dalla Commissione sia modificato nel corso dell'esame in Assemblea. Rispondendo a talune delle questioni poste dai senatori dell'opposizione, fa presente che allo stato attuale la Commissione è chiamata a proseguire nell'esame del disegno di legge così come licenziato dalla Camera dei deputati e in parte già modificato in sede referente dalla Commissione stessa. Nel merito fa presente di avere già personalmente preannunciato la presentazione per l'Aula di un emendamento volto a sopprimere la disposizione del disegno di legge che reca sanzioni per gli editori.

 

         Il senatore CASSON(PD), replicando al senatore Valentino, osserva come non sia vero che il disegno di legge governativo non incida sulle indagini per reati di mafia e di terrorismo, il disegno di legge in realtà è destinato a recare un vero grave vulnus all'attività di indagine per i reati distrettuali. In particolare ribadisce le proprie critiche sulle norme in materia di acquisizione di dati telematici e telefonici; su quelle relative alle intercettazioni su utenze intestate a soggetti diversi da quelli indagati; su quelle relative alla disciplina delle intercettazioni su utenze intestate ad agenti dei servizi, ed infine sulle limitazioni introdotte con riguardo ai reati comuni, in quanto reati "satelliti".

 

         Il senatore LATORRE (PD) dopo aver sottolineato come sia ben nota la contrarietà dell'opposizione al merito del provvedimento, sottolinea come le dichiarazioni rese dal Ministro inducano a ritenere le riunioni della Commissione una inutile perdita di tempo. Se infatti la volontà della maggioranza e del Governo è quella di approvare il testo così come licenziato dalla Camera dei deputati non si comprende per quale ragione la Commissione debba proseguire i propri lavori addirittura fino a tarda notte. Conclude esprimendo un giudizio fortemente critico nei confronti del Ministro guardasigilli, il quale non partecipando ai lavori della Commissione ma limitandosi unicamente a rilasciare interviste alla stampa proprio nell'area antistante l'Aula della Commissione ha mostrato un atteggiamento profondamente irrispettoso nei confronti del Parlamento.

 

         Il senatore MARITATI (PD) nel sottolineare come il Ministro nelle proprie ultime dichiarazioni abbia manifestato la volontà di introdurre modifiche ben precise al testo, ritiene che l'attività della Commissione  rischi di perdere ogni tipo di rilevanza. A suo parere la possibilità di emendare il testo nel corso dell'esame in Assemblea non può in alcun modo travalicare l'importanza che un attento dibattito in Commissione può rappresentare per la predisposizione di un testo legislativo di rilievo quale quello sulle intercettazioni.

 

         Il senatore LI GOTTI (IdV) ritiene che il comportamento del Ministro sia fortemente irrispettoso delle istituzioni parlamentari ed in particolare dell'attività della Commissione.

 

         La senatrice DELLA MONICA (PD) , nel dare lettura del testo dell'agenzia recante le dichiarazioni del ministro Alfano sul disegno di legge in materia di intercettazioni, ritiene che tali parole rappresentino un pericoloso svuotamento del ruolo del Parlamento. Si domanda poi per quale ragione il Governo e la maggioranza si stiano affrettando per licenziare il testo di un provvedimento indubbiamente peggiorativo rispetto alla disciplina vigente. Nel merito chiede che sia precisato il tenore delle modifiche che il Governo intende apportare al testo del disegno di legge.

 

         Il senatore SCANU (PD) esprime la propria solidarietà per il sottosegretario Caliendo e per il sostanziale "commissariamento" della sua attività. Si associa poi alle critiche formulate con riguardo all'operato del Ministro, il quale piuttosto che riferire alla Commissione ha preferito intrattenersi con la stampa.

 

            Il sottosegretario CALIENDO ritiene eccessive le accuse mosse dall'opposizione nei confronti del Ministro. Venendo al merito, ricorda alla Commissione la disponibilità mostrata sia da parte del Governo che del relatore a modificare il testo del disegno di legge anche attraverso l'accoglimento di puntuali proposte emendative dell'opposizione. Al riguardo ricorda il dibattito svoltosi in relazione alle sanzioni per gli editori per quel che concerne poi la possibile reviviscenza del testo licenziato dalla Camera dei deputati fa presente come tale questione si porrà con particolare riferimento alle modifiche apportate all'articolo 684-bis in seguito al ritiro da parte del relatore Centaro dell'emendamento 1.2008.

            Conclude manifestando la disponibilità della maggioranza e del Governo anche ad intervenire sulle parti del disegno di legge con le quali si apportano modifiche all'articolo 114 del codice di rito.

 

         Il senatore D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE) si domanda quindi se, al di là del ritiro dell'emendamento 1.2008, il Governo e la maggioranza non abbiano intenzione di modificare ulteriormente il testo licenziato dalla Commissione.

 

         Il senatore LI GOTTI (IdV) chiede che sia posta ai voti la richiesta di audizione del Ministro della giustizia, ai sensi dell'articolo 46, comma 1, del Regolamento.

 

         Il senatore CASSON (PD) interviene per dichiarazione di voto favorevole sulla proposta testè formulata dal senatore Li Gotti, osservando come le dichiarazioni rese dal sottosegretario Caliendo non risultino del tutto in linea con le affermazioni del Ministro della giustizia.

            Si domanda poi se la reviviscenza del testo Camera sia limitata alle sole norme toccate dall'emendamento 1.2008. Appare necessario poi che il Ministro chiarisca nel dettaglio quali siano le puntuali modifiche che intende apportare al testo. Si domanda in conclusione come possa il Guardasigilli ritenere che la Commissione sia in grado di chiudere i propri lavori entro la mezzanotte di oggi.

 

            La proposta del senatore Li Gotti è posta ai voti e respinta.

 

         Il presidente BERSELLI  avverte quindi che si riprenderà dall'esame del subemendamento 1.2009/8.

 

         Il senatore CASSON (PD) interviene per dichiarazione di voto favorevole sul subemendamento 1.2009/8, svolgendo considerazioni sulla questione relativa all'acquisizione  dei tabulati telefonici di utenze intestate a parlamentari. Dopo aver sottolineato come tale materia richiedesse un intervento mediante legge costituzionale, fa presente come recenti interventi della Corte costituzionale sulla tematica delle intercettazioni indirette abbiano già indicato linee guida per la disciplina di tale materia, in particolare, impedendo un possibile allargamento ad altri soggetti di prerogative spettanti ai parlamentari.

 

         Il senatore LI GOTTI (IdV) pur esprimendo apprezzamento per l'enorme sforzo di sintesi svolto dal relatore, ritiene che la norma così come delineata si presti a sostanziali elusioni. Appare infatti del tutto vanificata l'utilità delle intercettazioni quando per poterle effettuare appare necessaria la richiesta di un'autorizzazione davanti alla Camera di appartenenza. Un intervento poi su tale materia non appare del tutto necessario in quanto a ben vedere la Corte costituzionale ha svolto fino ad ora un ruolo ampiamente suppletivo. Nel merito il disegno di legge sembra introdurre una prerogativa ulteriore rispetto a quelle già contemplate dall'articolo 68 della Costituzione.

 

Il subemendamento 1.2009/8 è quindi posto ai voti e respinto.

 

         Il senatore CASSON (PD) interviene per dichiarazione di voto contrario sul subemendamento 1.2009/100, con il quale si intende espungere dal testo dell'emendamento del relatore il comma 29-quater .

 

            La Commissione approva quindi il subemendamento 1.2009/100.

           

         Il senatore CECCANTI (PD) interviene per dichiarazione di voto contrario sull'emendamento del relatore 1.2009, in quanto con esso si incide su  una materia di indubbia rilevanza costituzionale.

 

            La Commissione approva quindi l'emendamento 1.2009, così come emendato.

 

         La senatrice DELLA MONICA (PD) interviene per dichiarazione di voto favorevole sugli identici emendamenti 1.296 e 1.297 esprimendo perplessità per il parere contrario reso dalla Commissione bilancio. Nel merito il comma 30 introduce misure non condivisibili nella parte in cui dalla procedura di ripartizione risultano esclusi non solo i procuratori distrettuali ma anche il procuratore nazionale antimafia.

 

         Il senatore D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE) interviene per dichiarazione di voto favorevole sugli emendamenti 1.296 e 1.297, esprimendo un giudizio critico sul tenore del parere reso dalla Commissione bilancio. Egli ritiene infatti che la 5a Commissione debba effettuare le proprie valutazioni sulla copertura finanziaria degli emendamenti alla luce della normativa vigente e non già in considerazione dell'impatto che questi sono destinati ad avere sugli interventi legislativi de jure condendo. Analoga questione, ricorda l'oratore, fu sollevata dal proprio gruppo nell'ambito dell'esame del disegno di legge di conversione del decreto- legge sulla protezione civile.

 

         Il senatore CASSON (PD) intervenendo in dissenso rispetto al proprio Gruppo preannuncia che non parteciperà al voto, in quanto ritiene che le misure introdotte dal comma 30 siano talmente gravi da non poter neppure essere considerate emendabili.

            Dopo aver sottolineato come sulla questione relativa alla spesa per le intercettazioni, il proprio Gruppo abbia invitato la maggioranza a riflettere sull'opportunità di adottare regime di natura forfetaria quale quello di matrice tedesca, si sofferma criticamente sul comma 30 nella parte in cui le limitazioni di spesa determineranno seri problemi per l'effettuazione delle intercettazioni. Dal tenore della norma non si comprende poi cosa accadrà con riguardo alle intercettazioni svolte dalle procure nazionali antimafia.

 

         Il senatore MARITATI (PD) interviene, in dissenso rispetto al proprio Gruppo preannunciando, che si asterrà dal voto. Il comma 30 del disegno di legge n. 1611 rappresenta la più evidente prova dell'arroganza e della faziosità del Governo, il quale con misure del tutto inidonee si ripromette di porre un limite alle intercettazioni attraverso il contingentamento delle risorse finanziarie dedicate. Al riguardo ricorda le misure contenute nel disegno di legge predisposto nel corso della passata legislatura e riproposto in questa da alcuni senatori del Partito democratico, le quali sono concretamente in grado di definire la questione relativa ai profili finanziari delle intercettazioni.

 

         Il senatore LI GOTTI (IdV) interviene per dichiarazione di voto favorevole, sottolineando come la questione affrontata dal comma 30 afferisca da un lato alla problematica dei costi di noleggio delle apparecchiature e dall'altro a quella relativa alla paradossale situazione per la quale il canone sulle utenze intercettate viene pagato integralmente anche dallo Stato, con un conseguente duplicazione dei guadagni da parte dei gestori. Nel merito poi della gestione delle risorse ritiene inaccettabile che siano completamente escluse dalla loro gestione sia le procure distrettuali che il procuratore nazionale antimafia.

 

            Il sottosegretario CALIENDO nel sottolineare come le procure antimafia non rappresentino in alcun modo delle "super procure" precisa come per quelle distrettuali non sembrano dover operare i limiti stabiliti dal comma 30.

 

            Gli identici emendamenti 1.296 e 1.297 sono quindi posti ai voti e respinti.

 

Il senatore LI GOTTI (IdV) annuncia il voto favorevole all'emendamento 1.298, e ritiene che la riformulazione dell'articolo 30 in esso proposta appaia tanto più opportuna alla luce delle considerazioni del Governo, al fine di evitare che la procura nazionale antimafia possa trovarsi priva delle necessarie risorse per effettuare le intercettazioni.

 

         Intervengono altresì il senatore CASSON(PD), per dichiarazione di voto favorevole e, in dissenso dal Gruppo, il senatore GALPERTI (PD) , che annuncia la sua astensione.

 

            L'emendamento 1.298, posto ai voti, non è approvato.

 

         Il senatore D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE) annuncia il voto favorevole all'emendamento 1.299, con il quale si suggerisce una linea alternativa dal disegno di legge per la riduzione degli oneri delle intercettazioni, una linea che è peraltro coerente con la filosofia degli interventi governativi in favore della diffusione di buone pratiche ai fini del contenimento dei costi.

 

         Il relatore CENTARO (PdL) manifesta la disponibilità a modificare il precedente parere contrario qualora il senatore D'Alia trasformi il proprio emendamento da sostitutivo al comma 30 in aggiuntivo.

 

            Concorda il sottosegretario CALIENDO.

 

         Il senatore D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE) accetta la riformulazione proposta e l'emendamento 1.299, posto ai voti, è approvato.

 

            Sono quindi respinti con separate votazioni gli emendamenti 1.301 e 1.302.

 

         Dopo dichiarazione di voto favorevole del senatore D'ALIA(UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE), il quale sottolinea come ai fini del contenimento degli oneri delle intercettazioni sia essenziale contrastare l'attuale caotica situazione delle stazioni appaltanti, l'emendamento 1.303, posto ai voti, non è approvato.

 

            Fa il suo ingresso in Aula il ministro Alfano.

 

         Il senatore CASSON (PD) esprime la sua soddisfazione per l'arrivo del Ministro.

 

Si associa la senatrice DELLA MONICA (PD) la quale chiede che il Ministro chiarisca alla Commissione il senso delle dichiarazioni da lui rilasciate questa sera ai giornalisti sulla soglia della Commissione e riportate dall'agenzia di stampa della quale egli ha dato precedentemente lettura.

 

Si associa il senatore LI GOTTI(IdV).

 

Il senatore MARITATI (PD) coglie in primo luogo l'occasione della presenza del Ministro per reiterare la domanda, che da ormai due anni rivolge ripetutamente al Governo, sul motivo per il quale il Governo stesso - che pure si mostra così preoccupato per i costi delle intercettazioni, tanto da farne uno degli argomenti con i quali a livello di opinione pubblica viene giustificata l'adozione del disegno di legge in titolo - non adotti il sistema centralizzato che era stato studiato dallo scorso Governo, e in particolare da lui stesso in quanto sottosegretario, e che avrebbe consentito notevolissimi risparmi, in particolare garantendo che gli oneri dell'appalto sarebbero rimasti immutati per dieci anni indipendentemente dal numero delle intercettazioni effettuate.

Ritiene poi che, dopo che la Commissione avrà ascoltato le dichiarazioni del Ministro, sarebbe necessario chiudere la seduta, dal momento che in caso contrario si verserebbe in una situazione di palese irregolarità; la seduta infatti, come risulta dall'ordine del giorno stampato e distribuito, è stata convocata per le 21,15 di lunedì 24 maggio, mentre nella giornata martedì 25 maggio risulta convocata una seduta alle ore 14,30.

Qualora dunque la Commissione proseguisse i suoi lavori nella giornata di martedì 25 si porrebbe in evidente contrasto con quanto era stato programmato.

 

Il presidente BERSELLI  fa presente al senatore Maritati che nessuna norma regolamentare impone che una seduta si concluda nella giornata nella quale era stata convocata, ed è prassi costante delle Commissioni e dell'Assemblea proseguire le sedute notturne anche molto oltre la mezzanotte.

 

Il ministro ALFANO ringrazia in primo luogo la Commissione giustizia del Senato per l'impegno con cui sta esaminando il disegno di legge in titolo, ed in particolare il relatore Centaro, il sottosegretario Caliendo ed il Presidente.

Per quanto riguarda il senso da attribuire all'agenzia che riportava le sue dichiarazioni, egli fa presente che l'affermazione secondo cui il Governo considera come testo di riferimento quello approvato dalla Camera dei deputati ha un valore soprattutto di carattere politico: si tratta infatti di un testo sul quale il Governo si è impegnato in prima persona, affrontando una serie di votazioni segrete, e che ha avuto un consenso più ampio rispetto alla stessa maggioranza di Governo, sarebbe quindi paradossale se il Governo stesso non l'appoggiasse.

Peraltro il Governo si è presentato al Senato senza alcun atteggiamento di chiusura, e non ha promosso alcuna blindatura del testo; ha anzi proposto due emendamenti importanti, concordando su altri del relatore e accettandone diversi delle opposizioni.

In particolare il Governo ha proposto l'emendamento, ritenuto essenziale per migliorare significativamente l'equilibrio di interessi che già il testo approvato dalla Camera dei deputati realizzava, con il quale si modifica il presupposto degli evidenti indizi di colpevolezza che il testo approvato dalla Camera dei deputati indicava quale presupposto per l'autorizzazione delle intercettazioni, sostituendolo con la formulazione che fa riferimento ai gravi indizi di reato - sia pure definiti secondo modalità che garantiscono una maggiore soggettivizzazione rispetto al sistema attualmente vigente - conservando peraltro il sistema a doppio binario, che consente l'effettuazione di intercettazioni anche in presenza di sufficienti indizi di reato relativamente ai reati di criminalità organizzata e terrorismo.

Evidentemente, secondo quella che è la fisiologica dialettica democratica, il Governo sarà disponibile a vagliare ulteriori modifiche in Assemblea, che del resto sono in parte preannunciate dallo stesso dibattito in Commissione, nel corso del quale è stata evidenziata su diversi punti la necessità di una riflessione più attenta nel passaggio all'esame in Assemblea plenaria. Per quanto riguarda poi la domanda del senatore Maritati, il Ministro fa presente che il Governo ha già conseguito notevoli risultati nella riduzione dei costi delle intercettazioni, in particolare promuovendo una maggiore sensibilità da parte dei pubblici ministeri nella contrattazione con le stazioni appaltanti: è infatti evidente, sol che si guardi alla differenza dei costi e delle intercettazioni fra le varie procure, che non tutti i pubblici ministeri contrattano con la stessa diligenza, non essendo responsabilizzati così come il disegno di legge in esame intende fare.

 

Il senatore LI GOTTI (IdV) ritiene che la risposta del Ministro al fondato problema sollevato dal senatore Maritati non possa essere considerata sufficiente, dal momento che l'attribuzione di tutta la responsabilità all'insufficiente diligenza delle procure nella stipulazione dei contratti lascia nell'ombra le gravissime storture verificatesi al Ministero, proprio negli anni in cui si pretendeva di aver introdotto tecnocrazia ed efficienza.

In proposito egli ricorda l'assurda situazione per cui, ai fini della redazione del cosiddetto "listino", il consulente del Ministero è stato per anni lo stesso dei soggetti con cui esso trattava, una situazione evidentemente deprecabile che ha determinato anche un'inchiesta della magistratura per truffa ai danni dello Stato conclusa - come ricordò la dottoressa Augusta Iannini in un'audizione svolta nella scorsa legislatura in questa Commissione nell'ambito di un'indagine conoscitiva sulle intercettazioni - con un'archiviazione singolarmente motivata con la circostanza che non poteva esservi truffa essendo il Ministero consenziente.

 

Il senatore CASSON(PD), nel prendere atto di quanto affermato dal Ministro circa la disponibilità del Governo ad ulteriori modifiche, ritiene che sarebbe opportuno conoscere l'orientamento del Ministro circa la possibilità di ritornare sugli emendamenti, che a parere non solo dell'opposizione, ma di tutto il mondo dell'informazione, hanno carattere fortemente peggiorativo rispetto alla disciplina dell'articolo 114 del codice di procedura penale, così come novellata dalla Camera dei deputati.

 

Dopo un intervento della senatrice DELLA MONICA(PD), la quale ribadisce le considerazioni già svolte all'inizio della seduta dal senatore Casson circa i gravi timori che, al contrario di quanto afferma il Governo, la nuova disciplina suscita anche per quanto riguarda l'efficacia della lotta alla criminalità organizzata, il senatore MARITATI (PD) esprime la sua profonda insoddisfazione per le dichiarazioni del Ministro, osservando come una volta di più non venga data una risposta vera alla sua domanda sul motivo che ha indotto il Governo a non implementare il sistema centralizzato per la gestione delle intercettazioni che era stato messo a punto dal precedente Governo.

 

Riprende l'esame degli emendamenti.

 

Il senatore LI GOTTI (IdV) dichiara il proprio voto favorevole all'emendamento 1.304, diretto a sopprimere il comma 32, che rappresenta una delle norme più pericolose recate dal disegno di legge in esame.

La predetta disposizione abroga l'articolo 13 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, in materia di lotta alla criminalità organizzata.

La disposizione in parola prevede un percorso agevolato, rispetto a quanto previsto dall'attuale formulazione dell'articolo 267 del codice di procedura penale, per l'autorizzazione a disporre le intercettazioni per lo svolgimento di indagini a delitti di criminalità organizzata o di minaccia per mezzo del telefono; in particolare, si chiede la mera necessità dell'intercettazione e non che essa sia "assolutamente indispensabile", e ci si limita a richiedere che vi siano "sufficienti indizi di reato" e non " gravi indizi".

La soppressione di questa norma viene giustificata col fatto che il regime speciale viene, con il disegno di legge in esame, trasfuso nelle disposizioni codicistiche. In realtà - e la cosa è particolarmente preoccupante laddove si rifletta sul fatto che la disciplina ordinaria dei presupposti e delle modalità per l'autorizzazione delle intercettazioni viene fortemente aggravata dal testo in discussione - le fattispecie incriminatici richiamate nell'articolo 13 avevano una portata ben più ampia di quelle cui il disegno di legge riserva la disciplina più favorevole alle intercettazioni. Si pensi a tante forme anche molto pericolose di criminalità organizzata che non rientrano tra quelle di natura mafiosa di cui all'articolo 416-bis del codice penale. Va anche ricordato che la disciplina dell'articolo 13 si applica per relazione a delitti disciplinati da leggi speciali quali la legge 11 agosto 2003, n. 228 e il decreto-legge 18 ottobre 2001, n. 374, delitti non tutti rientranti nell'elencazione di cui all'articolo 51, commi 3-bis e 2-quater del codice di procedura penale.

 

Dopo dichiarazione di voto favorevole della senatrice DELLA MONICA (PD) sull'emendamento 1.305, di identico contenuto, gli emendamenti 1.304 e 1.305, posti ai voti, sono respinti.

 

 

         Il senatore CASSON (PD) interviene sugli identici emendamenti 1.306 e 1.307  preannuncaindo il proprio voto favorevole. Con essi si intende sopprimere il comma 33 il quale reca modifiche al codice della privacy che non appaiono condivisibili. A ben vedere, infatti, sarebbe più opportuno, come del resto prevede il successivo emendamento 1.308, implementare le sanzioni di carattere disciplinare.

 

            La Commissione respinge quindi con un'unica votazione gli identici emendamenti 1.306 e 1.307.

 

         Il senatore LEGNINI (PD) contesta la decisione della Presidenza di proseguire ben oltre la mezzanotte i lavori della Commissione, tenuto conto anche che nell'ordine del giorno non si fa riferimento ad una prosecuzione ad oltranza dell'attività. Fa presente che laddove la Commissione dovesse procedere alla conclusione dell'esame del provvedimento la questione sarà comunque sottoposta all'Assemblea.

 

         Il senatore D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE) si sofferma sulla questione relativa al termine di durata della seduta, chiedendo se sulla possibilità di una prosecuzione ad oltranza dei lavori della Commissione in seduta notturna sia stata decisa in sede di ufficio di Presidenza.

 

         Il senatore LI GOTTI (IdV) precisa che tale decisione era stata assunta nel corso dell'Ufficio di Presidenza convocato mercoledì 19 alle ore 21,15. Tuttavia ritiene che quanto stabilito in quella sede doveva essere tuttavia valutato anche alla luce della convocazione di altri organi parlamentari per la mattinata di domani.

 

         La senatrice DELLA MONICA (PD) conferma che nel corso dell'Ufficio di Presidenza si era convenuto sulla prosecuzione ad oltranza dei lavori della seduta notturna di lunedì 24 maggio.

 

         Il senatore CASSON (PD) esprime perplessità sulla decisione di proseguire ad oltranza con i lavori della Commissione tenuto conto che la prosecuzione dei lavori fino a tarda notte non consente di garantire adeguati tempi di sonno ai parlamentari.

 

         Il presidente BERSELLI  ribadisce che la possibilità di proseguire ad oltranza i lavori delle sedute notturne appare ampiamente riscontrabile nella prassi parlamentare e che peraltro la decisione di procedere ad oltranza nei lavori era stata unanimemente assunta in Ufficio di Presidenza.

 

         Il senatore VITA (PD) interviene per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 1.308, il quale riscrive integralmente  il comma 33 dell'articolo 1 del disegno di legge governativo al fine di rendere più circostanziato e puntuale il dettato della norma in questione. Tale riscrittura - che costituisce peraltro un'ipotesi subordinata all'integrale soppressione del comma - in ogni caso risulta idonea a rendere più chiara la definizione dell'illecito inserito dopo l'articolo 164 del codice della privacy. Con la modifica in esame si tende ad un rafforzamento delle sanzioni di natura disciplinare le quali appaiono più incisive di quelle di altra natura.

Auspica in conclusione che il Governo e la maggioranza rivedano le proprie posizioni in ordine alle norme in materia di stampa e di editoria contenute nel disegno di legge, anche alla luce dell'unanime condanna da parte degli operatori del settore.

 

            La Commissione respinge quindi l'emendamento 1.309.

 

         Il senatore CASSON (PD) interviene per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 1.309 con il quale si intende impedire la circolazione e la diffusione di notizie afferenti o a fatti estranei alle indagini o comunque a persone terze. Al riguardo ricorda come analoghe previsioni risultino già contemplate dall'ordinamento sebbene prive di ogni forma di sanzione. Con l'emendamento in questione si intende arrivare ad una maggiore responsabilizzazione dei soggetti che a vario titolo intervengono nelle operazioni captative.

 

         La senatrice DELLA MONICA (PD) preannuncia che si asterrà dal voto, in quanto l'ordinamento già contempla tali condotte. A suo parere sarebbe sufficiente che la norma fosse concretamente applicata. Ricorda poi come la Corte di cassazione si sia più volte pronunciata sull'illegittimità di decisioni adottate sulla base di fatti estranei alle indagini o che comunque involgevano persone terze.

            Conclude osservando come il rischio che fatti e persone estranei alle indagini siano coinvolte appare più probabile alla luce di alcune delle modifiche introdotte con il disegno in esame in particolare con quelle norme che prevedono l'obbligo di trasmissione integrale degli atti senza alcun tipo di preventiva selezione.

 

         Il relatore CENTARO (PdL) invita i presentatori a riformulare l'emendamento 1.309 in un testo 2, nel senso di sopprimere le lettere h)-ter e h)-quater e espungere dalla lettera h)-bis le parole "e che ledono l'onore o la riservatezza dei predetti".

 

Il senatore CASSON (PD) riformula, nel senso indicato dal relatore, l'emendamento 1.309 in un testo 2, il quale è posto ai voti ed approvato.

 

            La Commissione respinge quindi l'emendamento 1.310.

 

         Il senatore CASSON (PD)  interviene per dichiarazione di voto favorevole sul subemendamento 1.1100/4, il quale modifica il comma 34 del disegno di legge prevedendo che le disposizioni della presente legge non possono trovare applicazione ai procedimenti pendenti alla data della sua entrata in vigore.

 

         Il senatore D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE) interviene per dichiarazione di voto favorevole sul subemendamento 1.1100/4, sottolineando come l'applicazione delle norme del disegno di legge ai procedimenti pendenti rischi di impedire il completamento delle indagini in corso., rappresentando quindi una vera e propria forzatura.

 

         La senatrice DELLA MONICA (PD) preannunciando che non parteciperà al voto, evidenzia l'incostituzionalità del comma 34 così come formulato, nella parte in cui introduce norme del tutto irragionevoli che rischiano di impedire il completamento delle indagini.

 

         Il senatore LI GOTTI (IdV) interviene per dichiarazione di voto favorevole sul subemendamento 1.1100/4, sottolineando come il comma 34 così come attualmente formulato appaia in contrasto con uno dei principi cardine del diritto processuale penale cioè quello del tempus regit actum.

 

            In esito a distinte e successive votazioni la Commissione respinge i  subemendamenti 1.1100/4, 1.1100/8 e 1.1100/5.

 

         La senatrice DELLA MONICA (PD) interviene per dichiarazione di voto favorevole sul subemendamento 1.1100/10, evidenziando l'irragionevole discrasia fra il trattamento riservato a diverse tipologie di reato a norma del comma 34 così come formulato dall'emendamento governativo.

 

            In esito a distinte e successive votazioni la Commissione respinge i subemendamenti 1.1100/10 e 1.1100/6.

 

         Il senatore LI GOTTI (IdV) interviene per dichiarazione di voto favorevole sul subemendamento 1.1100/9, rilevando l'erroneità del richiamo all'articolo 380, comma 2, lettera m) del codice di rito, il quale prevede la sanzione dell'arresto obbligatorio in flagranza. Al riguardo si domanda in che modo tale istituto possa trovare applicazione con riguardo ai procedimenti pendenti.

 

         Il relatore CENTARO (PdL) si riserva una più ampia riflessione sulla questione affrontata dal subemendamento 1.1100/9 in vista dell'esame in Assemblea.

 

            In esito a distinte e successive votazioni la Commissione respinge i subemendamenti 1.1100/9 e 1.1100/7.

 

Il senatore BENEDETTI VALENTINI(PdL), dopo aver ritirato i subemendamenti 1.1100/1 e 1.1100/2, accedendo alla richiesta del sottosegretario riformula il subemendamento 1.1100/3 in un testo 2, il quale posto ai voti è approvato.

 

Il presidente BERSELLI  avverte quindi che si riprenderà l'esame degli emendamenti accantonati.

 

            Dopo che la Commissione ha respinto il subemendamento 1.2002/1, sono approvati il subemendamento 1.2002/100 e l'emendamento 1.2002 così come emendato.

 

         Il senatore LI GOTTI (IdV) interviene per dichiarazione di voto favorevole sugli identici emendamenti 1.66, 1.67 e 1.68. Al riguardo esprime la propria contrarietà alle modifiche apportate all'articolo 266 e ai limiti che esso introduce allo strumento delle intercettazioni.

           

         Il senatore CENTARO (PdL) fa presente che è intenzione del Governo e del relatore svolgere una più attenta riflessione sulle questioni testèè segnalate in vista dell'esamne in Assemblea.

 

         La senatrice DELLA MONICA (PD) intervenendo per dichiarazione di voto favorevole sottolinea l'importanza che le intercettazioni ambientali svolte in luoghi diversi da quelli di privata dimora quali ad esempio il commissariato, hanno svolto nell'ambtio di indagini per fatti di cronaca giudiziaria particolarmente noti, quale quello relativo, ad esempio, all'omicidio di Novi Ligure.

 

         Dopo una breve precisazione del senatore CASSON(PD), la Commissione respinge gli identici emendamenti 1.66, 1.67 e 1.68.

 

         La senatrice DELLA MONICA (PD) interviene per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 1.69, il quale è posto ai voti e respinto.

 

         Dopo che sono stati respinti in esito a distinte e successive votazioni gli emendamenti 1.70, 1.71, 1.72, 1.73, 1.74 e 1.75, il senatore LI GOTTI (IdV) interviene per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 1.76 con il quale si inserisce all'interno della lettera f) del comma 1 dell'articolo 266 anche il reato, di recente introduzione, di atti persecutori.

 

         Il relatore CENTARO(PdL), rivedendo il parere già reso, si esprime in senso favorevole all'emendamento 1.76, il quale è posto ai voti ed approvato.

 

         Dopo che sono stati respinti in esito a distinte e successive votazioni gli emendamenti da 1.77 a 1.85 e 1.192, il senatore CASSON (PD) interviene sull'emendamento 1.273, con il quale si esclude, in linea con la più recente giurisprudenza della Corte di Strasburgo, la pena dell'arresto per i casi di pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale.

 

         La senatrice DELLA MONICA (PD) intervenendo in dissenso rispetto al proprio Gruppo, preannuncia che non parteciperà al voto. Con riguardo all'emendamento 1.273 sollecita una più ampia riflessione sulla fattispecie di cui all'articolo 684, sottolineando come essa debba essere inquadrata nell'ambito della nuova disciplina in materia della pubblicità degli atti.

 

         Dopo che è stato respinto l'emendamento 1.273, il senatore LI GOTTI (IdV) interviene per dichiarazione di voto favorevole sugli identici emendamenti 1.274 e 1.275, sottolineando come appaia paradossale la sanzionabilità per i casi di diffusione anche solo di immagini di repertorio relative ai magistrati inquirenti. A suo parere per ovviare ai perniciosi fenomeni di protagonismo che hanno caratterizzato parte della magistratura sarebbe necessario prevedere misure di diversa natura rispetto a quelle di carattere penale.

 

Il senatore BENEDETTI VALENTINI (PdL) ritira l'emendamento 1.276.

 

Dopo dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 1.277 del senatore CASSON(PD), il quale rileva che la proposta emendativa, al pari delle successive, è diretta a recepire le indicazioni della Corte europea dei diritti dell'uomo nelle tre sentenze contro la Francia, la Grecia e la Finlandia, da lui più volte richiamate, l'emendamento, posto ai voti, non è approvato.

 

Il senatore VITA(PD), nell'annunciare il suo voto favorevole sugli emendamenti 1.278 e 1.279, invita il Governo e il relatore a riflettere sulla necessità di trovare una formulazione che salvaguardi in pieno il diritto di cronaca e, soprattutto, il diritto dei cittadini ad essere informati sulle vicende di maggior rilievo politico e sociale.

 

Il relatore CENTARO (PdL) ritiene di non poter modificare il suo parere contrario ai suddetti emendamenti; tuttavia, conviene sull'opportunità di studiare per l'Assemblea una formulazione che dia una soddisfacente soluzione alle questioni sollevate dalle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo.

 

Il senatore BENEDETTI VALENTINI(PdL), nell'annunciare il suo voto contrario su entrambi gli emendamenti, pone all'attenzione dei colleghi i rischi connessi ad una causa di non punibilità, ovvero ad un'attenuante, la cui valutazione è lasciata alla mera opinione individuale del giudice, disancorata da qualunque parametro oggettivo.

 

L'emendamento 1.278, posto ai voti, non è approvato.

 

Il senatore GALPERTI(PD), in dissenso dal Gruppo, annuncia che non parteciperà al voto sull'emendamento 1.279, dal momento che è alquanto singolare far conseguire dal riconoscimento di "eccezionale rilevanza sociale" un'attenuante e non un'esimente.

 

Dopo che il senatore D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE) ha fatto proprio l'emendamento 1.311 del senatore Cossiga, il senatore CASSON (PD) interviene per dichiarazione di voto favorevole, che subordina il perseguimento del reato di cui all'articolo 684 del codice penale alla previa condanna del delitto di rivelazione illecita di segreti inerenti a un procedimento penale, reato che evidentemente costituisce il presupposto di quello di pubblicazione arbitraria e che è sicuramente più grave.

 

Il senatore LONGO (PdL) annuncia il suo voto contrario a questo emendamento, dal momento che esso impedirebbe di perseguire il reato di pubblicazione qualora, come spesso avviene, non fossero individuati i responsabili della propalazione del segreto stesso.

 

Il senatore D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE) annuncia il voto favorevole all'emendamento 1.311, con il quale il senatore Cossiga ha messo in evidenza uno dei principali difetti del disegno di legge in titolo, quello cioè di pretendere di contrastare la propalazione dei segreti processuali non perseguendo chi l'ha commessa, ma i giornalisti che pubblicano le notizie.

 

L'emendamento 1.311, posto ai voti, non è approvato.

 

Il senatore CASSON (PD)  ritira l'emendamento 1.287, riservandosi di riformularlo per l'Assemblea.

 

La Commissione approva quindi il mandato al relatore Centaro a riferire all'Assemblea nei termini emersi nel corso del dibattito.

 

            La seduta termina alle ore 3.

EMENDAMENTI AL DISEGNO DI LEGGE 

N. 1611

Art.  1

1.299

D'ALIA

Sostituire il comma 30 con il seguente:

        «30. Al fine di contenimento della spesa pubblica per operazioni di intercettazione, con decreto dei Ministri della giustizia, dello sviluppo economico e della pubblica amministrazione e innovazione, da adottarsi entro 120 giorni dalla pubblicazione della presente legge, sono stabilite le tariffe per la fornitura dei servizi connessi all'esecuzione delle operazioni di intercettazione da parte delle società concessionarie di pubblici servizi di telefonia».

1.299 (testo 2)

D'ALIA

Dopo il  comma 30 inserire il seguente:

        «30-bis. Al fine di contenimento della spesa pubblica per operazioni di intercettazione, con decreto dei Ministri della giustizia, dello sviluppo economico e della pubblica amministrazione e innovazione, da adottarsi entro 120 giorni dalla pubblicazione della presente legge, sono stabilite le tariffe per la fornitura dei servizi connessi all'esecuzione delle operazioni di intercettazione da parte delle società concessionarie di pubblici servizi di telefonia».

1.309

CASSON, CHIURAZZI, D'AMBROSIO, GALPERTI, GARRAFFA, LUMIA, DELLA MONICA, ARMATO

Dopo il comma 33 inserire il seguente:

        «33-bis. Al comma 1 dell'articolo 2 del decreto legislativo 25 febbraio 2006, n. 109, e successive modificazioni, dopo la lettera h) sono inserite le seguenti:

            ''h-bis) l'inserimento nella motivazione di un provvedimento giudiziario di circostanze relative a fatti personali di terzi estranei, che non rilevano a fini processuali e che ledono l'onore o la riservatezza dei predetti;

            h-ter) la mancata osservanza delle norme di cui agli articoli 268-bis, comma 1, 268-ter, comma 1, ultimo periodo, 268-quater, commi 1,2 e 3, e 293, comma 3;

            h-quater) il mancato rispetto delle norme di cui ai commi 2 e 3 dell'articolo 89-bis delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271»;

1.309 (testo 2)

CASSON, CHIURAZZI, D'AMBROSIO, GALPERTI, GARRAFFA, LUMIA, DELLA MONICA, ARMATO

Dopo il comma 33 inserire il seguente:

        «33-bis. Al comma 1 dell'articolo 2 del decreto legislativo 25 febbraio 2006, n. 109, e successive modificazioni, dopo la lettera h) è inserita la seguente:

            ''h-bis) l'inserimento nella motivazione di un provvedimento giudiziario di circostanze relative a fatti personali di terzi estranei, che non rilevano a fini processuali.

1.1100/2

BENEDETTI VALENTINI

All'emendamento 1.1100, al comma 34-ter sostituire le parole: «acquistano efficacia decorsi sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge» con le seguenti: «acquistano efficacia decorsi ventiquattro mesi dall'entrata in vigore della presente legge».

1.1100/2 testo 2

BENEDETTI VALENTINI

All'emendamento 1.1100, al comma 34-ter sostituire le parole: «acquistano efficacia decorsi sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge» con le seguenti: «acquistano efficacia decorsi dodici mesi dall'entrata in vigore della presente legge».

1.1100

Il Governo

Sostituire il comma 34 con i seguenti:

        «34. Salvo quanto previsto ai commi 34-bis, 34-ter e 35, le disposizioni di modifica del codice di procedura penale contenute nella presente legge non si applicano ai procedimenti pendenti alla data della sua entrata in vigore, in relazione ai quali sia già stato emesso il decreto di autorizzazione allo svolgimento delle operazioni di cui all'articolo 266 del codice di procedura penale. In tal caso, le medesime operazioni non possono ulteriormente proseguire per un tempo superiore al termine massimo di durata previsto nell'articolo 267, comma 3, del codice di procedura penale, come modificato dal comma 10 deI presente articolo.

        34-bis. Le disposizioni di cui agli articoli 114, 115, 268, comma 7-bis, 329, 329-bis e 380, comma 2, lettera m), del codice di procedura penale, come modificate o introdotte dal presente articolo, si applicano anche ai procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore della presente legge.

        34-ter. Le disposizioni di cui agli articoli 267, comma 1, del codice di procedura penale, limitatamente all'attribuzione della competenza al tribunale del capoluogo del distretto e alla composizione collegiale stesso, acquistano efficacia decorsi sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge. Fino a tale data continuano a trovare applicazione le disposizioni precedentemente vigenti».