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Legislatura 16ª - 8ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 188 del 18/05/2010


Il relatore, senatore ZANETTA (PdL), ringrazia la senatrice Donaggio per l'importante iniziativa legislativa che nasce dalla nobile passione, da lui condivisa, per il patrimonio filatelico.

Come riportato nella Relazione di accompagnamento, la principale motivazione alla base della proposta risiede nella necessità di offrire all'ingente patrimonio archivistico, filatelico e strumentale del servizio postale italiano un'organica collocazione, che ne permetta l'idonea conservazione, lo studio sistematico e la fruizione da parte di un pubblico quanto più vasto possibile. Infatti, attualmente il patrimonio del servizio postale si trova conservato in luoghi disparati e non fruibili dagli studiosi, dagli appassionati e dalle giovani generazioni: la principale di queste raccolte è oggi rappresentata dai beni del Museo storico delle poste e delle telecomunicazioni presso il Ministero dello sviluppo economico-Dipartimento per le comunicazioni.

Pertanto, il disegno di legge in esame - formato da due articoli - vuole porre rimedio a siffatta situazione, istituendo un ente idoneo, nella struttura e nei mezzi, a conseguire le finalità di conservazione, studio e valorizzazione del patrimonio del servizio postale, con il compito altresì  di ampliarlo attraverso scambi e acquisizioni.

L'articolo 1, comma 1, istituisce una Fondazione, promossa dal Ministero dello sviluppo economico-Dipartimento per le comunicazioni, la cui finalità consisterà nella realizzazione, a Roma, del Museo nazionale della comunicazione postale e telegrafica. Alla Fondazione potranno partecipare anche altre amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, nonché regioni, enti territoriali ed enti privati.

L'articolo 1, comma 2, prevede che il consiglio di amministrazione della Fondazione sia composto da non più di sette membri, in rappresentanza dei vari enti partecipanti, e presieduto da un presidente nominato dal Ministro dello sviluppo economico.

L'articolo 1, comma 3, pone la Fondazione sotto la diretta vigilanza del Ministero dello sviluppo economico- Dipartimento per le comunicazioni.

L'articolo 1, comma 4, individua analiticamente le finalità del Museo, tra le quali si ricordano: la raccolta, conservazione, restauro e valorizzazione di beni, strumenti e attrezzature inerenti alla produzione dei servizi postali e telegrafici; la raccolta, conservazione e studio dei documenti postali; la raccolta, conservazione, restauro e valorizzazione di francobolli, valori bollati e oggetti complementari alla filatelia; la costituzione e conduzione di una biblioteca specializzata; la costituzione e conduzione dell'Archivio nazionale di documentazione dell'arte postale (Mail Art); la catalogazione e conservazione delle opere originali pervenute all'Archivio Mail Art, nell'ambito delle iniziative promosse sui temi della comunicazione, della libertà e dei diritti umani; la promozione, progettazione e conduzione di iniziative di studio, approfondimento e diffusione, ivi comprese quelle didattiche, nei temi oggetto dell'attività istituzionale del Museo.

L'articolo 1, comma 5, attribuisce alla Fondazione i beni conservati attualmente nel Museo storico delle poste e telecomunicazioni del Ministero dello sviluppo economico, nonché, con appositi decreti emanati dai Ministri competenti, i beni statali aventi rilevanza storica e culturale per i temi rientranti nelle finalità di cui al sopra illustrato comma 4.

L'articolo 1, comma 6, prevede che il Museo, per la sua attività, possa avvalersi della collaborazione di enti ed istituzioni che svolgano funzioni utili al raggiungimento delle finalità di cui al menzionato comma 4. Sul punto, la relazione di accompagnamento evidenzia come il comma 6 dell'articolo 1 sia stato predisposto per permettere alla Fondazione di beneficiare dell'apporto di enti ed istituzioni, anche di carattere finanziario, attraendo risorse tecniche per lo svolgimento delle proprie funzioni.

Da ultimo, l'articolo 2 autorizza, ai fini della realizzazione del Museo, la spesa di 6 milioni di euro per l'anno 2009, nonché la spesa di 1,5 milioni di euro annui, a decorrere dal 2009, quale contributo alle spese di funzionamento. Tali risorse sono reperite attraverso una corrispondente riduzione di stanziamenti di spesa iscritti nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze.

Rileva quindi - oltre all'ovvia necessità di rimodulare l'onere finanziario di cui all'articolo 2, tenendo conto della data di effettiva entrata in vigore della legge - l'opportunità di individuare, alla luce delle difficili condizioni in cui versano le finanze pubbliche, forme virtuose di sponsorizzazione che, attraendo risorse private, alleggeriscano gli oneri a carico dell'erario. Una soluzione potrebbe consistere nel coinvolgimento, attraverso apposite convenzioni, di enti privati come la Cassa depositi e prestiti S.p.A. ovvero Poste italiane S.p.A. Propone al riguardo di avviare una serie di audizioni, per approfondire tali aspetti.