Legislatura 16ª - 3ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 83 del 23/03/2010
Il presidente relatore
DINI (
PdL) illustra il disegno di legge in esame, concernente la Convenzione con il Qatar per evitare le doppie imposizioni, che si inserisce nel novero degli accordi di questo tipo sottoscritti dall’Italia.
La Convenzione contribuisce a rafforzare l’insieme dei rapporti finanziari e commerciali intrattenuti dall’Italia con i Paesi del Medio Oriente ed è uno strumento che mira ad incrementare le opportunità d’investimento per gli operatori economici italiani, in condizioni di maggiore competitività con le imprese concorrenti degli altri paesi industrializzati poiché il Qatar sta ampliando la propria rete di accordi con i Paesi appartenenti all’Unione europea. Inoltre, essa agevolerà i già proficui rapporti bilaterali e la cooperazione economica tra Italia e Qatar e risulta attesa dalle Autorità di tale Paese.
A livello contenutistico, la struttura della Convenzione ricalca gli schemi più recenti accolti sul piano internazionale dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). La sua sfera soggettiva di applicazione è costituita dalle persone fisiche e giuridiche residenti di uno o entrambi gli Stati contraenti e tra le «imposte considerate» figurano, per l’Italia, l’IRPEF, l’IRPEG e l’IRAP.
Tutte le restanti disposizioni di dettaglio relative alle singole categorie di redditi immobiliari, da lavoro, d'impresa e di capitale sono conformi al modello OCSE.
Richiama peraltro che riguardo alla «procedura amichevole» di risoluzione delle controversie (articolo 25), a conferma del nuovo indirizzo inteso a fornire maggiori garanzie per il contribuente, la disposizione è stata adottata in conformità al modello OCSE.
In materia di «scambio di informazioni» (articolo 26), la relativa clausola è stata adottata nella più recente versione prevista dal modello OCSE, la quale estende lo scambio di informazioni ad ogni tipo di imposta, non solo a quelle incluse nella Convenzione, onde rafforzare gli strumenti per la lotta all’evasione fiscale. Si evidenzia, peraltro, l’inserimento di un inciso nel primo paragrafo, in base al quale detto scambio di informazioni deve avere anche la più generale funzione di prevenire l’evasione fiscale.
Il provvedimento di autorizzazione alla ratifica comprende anche un Protocollo di rettifica alla Convenzione firmato a Doha il 19 marzo 2007. Dopo la firma della Convenzione, infatti, il Ministero dell’economia e delle finanze ha evidenziato l’esistenza di alcune difformità, sia lessicali che sostanziali, fra il testo in lingua italiana e quello in lingua inglese, peraltro facente fede in caso di divergenze interpretative. Per potere avviare le procedure per la ratifica da Parte italiana della Convenzione e del relativo Protocollo addizionale, si è reso pertanto necessario apportare delle modifiche al testo originale in lingua italiana, in modo da correggere le parti che si presentavano difformi dal testo in lingua inglese che avrebbero potuto creare difficoltà applicative.
Ricorda che il 18-19 gennaio del corrente anno una delegazione della Commissione affari esteri composta da lui stesso e dai senatori Alberto Filippi e Pedica si è recata, su invito del locale Parlamento, in Qatar. Richiama che la relazione della predetta missione è a disposizione dei commissari e che nel corso della visita è stata sollecitata la ratifica da parte italiana dell'accordo in esame.
Evidenzia quindi che lo Stato del Qatar, pur di recente istituzione, ha un'economia di volume consistente legata allo sfruttamento dei giacimenti di gas naturale e che ha assunto una posizione centrale nel contesto dei Paesi arabi. Sussiste peraltro un collegamento diretto per il trasporto di gas verso l'Italia.
Ciò premesso, auspica il conferimento del mandato a riferire favorevolmente all'Assemblea sul provvedimento.
Il sottosegretario Stefania CRAXI ricorda a sua volta che il Qatar ha in progetto la costruzione di importanti opere infrastrutturali, e ciò costituirà un'importante opportunità anche per le imprese italiane, e che tale Paese presenta, nonostante la difficile congiuntura economica, un forte tasso di crescita con la correlativa capacità ad operare ingenti investimenti all'estero.