Durante la trattazione delle questioni di natura procedurale, si è svolto uno scambio di opinioni che ha registrato alcuni interventi di rilievo, tra i quali occorre annoverare i seguenti: Michael Connarty, Presidente della competente Commissione della Camera dei Comuni inglese, ha posto il problema della differenziazione, ai fini dello scrutinio di sussidiarietà, tra il concetto di "atto legislativo" e la nozione di "procedimento legislativo speciale", argomentando come, secondo l’interpretazione del Governo del Regno Unito, non tutti gli atti di cui all’articolo 289 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea possono vantare il rango di veri e propri atti legislativi; Enrico Farinone, vice Presidente della Commissione per le Politiche dell’Unione europea della Camera dei deputati, ha ribadito il punto di vista secondo cui bisogna continuare a considerare la COSAC come un forum dove è possibile, per i rappresentanti dei Parlamenti nazionali, procedere allo scambio di informazioni e di best practices, reputando, per molti aspetti, non più opportuno l’esercizio collettivo del controllo dei criteri di sussidiarietà e proporzionalità finora svolto nel suo ambito; Pierre Lequiller, Presidente della Commissione Affari europei dell’Assemblea nazionale francese, ha esortato i parlamentari a realizzare un vaglio degli atti comunitari basato anche sul merito delle stesse proposte, e, quindi, non solo sui profili della sussidiarietà e della proporzionalità.
I Presidenti hanno, quindi, ascoltato la relazione imperniata sullo stato di crisi economica del continente europeo, svolta dal Segretario di Stato per le Finanze e il Bilancio del Regno di Spagna, Carlos Ocaña Pérez de Tudela, cui ha fatto seguito un dibattito, che ha visto intervenire la stessa presidente BOLDI, la quale - alla luce dell’esperienza italiana, caratterizzata, come è noto, da un tessuto produttivo in cui operano prevalentemente i piccoli e medi imprenditori - ha paventato il rischio che si pervenga, anche in seguito alla definizione degli accordi cosiddetti "Basilea 3", a misure ulteriormente restrittive del credito destinato in particolare alle PMI, ovvero nei confronti di quei soggetti economici che hanno finora dimostrato maggiore resilienza agli effetti negativi della crisi. La Presidente ha, inoltre, chiesto se non siano maturi i tempi per una più ponderata riflessione sulle modalità di applicazione del Patto di stabilità e di crescita.
In sede di replica, il Segretario di Stato, dopo aver riconosciuto l’esistenza di un drammatico problema di liquidità che interessa, soprattutto, le piccole e medie imprese, ha tenuto a precisare che, presso le istituzioni finanziarie comunitarie, non è in discussione il principio dell’applicazione flessibile del Patto di stabilità. Ciononostante, a suo avviso, tale flessibilità non deve essere intesa come una sorta di abbandono della disciplina di bilancio, che rappresenta l’autentica fonte di credibilità e il vero punto di forza dell’Unione rispetto alla business community mondiale.
Successivamente, si è rivolto ai rappresentanti parlamentari apicali della Conferenza, il Ministro degli esteri del Regno di Spagna, Miguel Angel Moratinos Cuyaubé, il quale ha illustrato i punti salienti del programma di lavoro della Presidenza di turno spagnola. Nella discussione seguita a tale intervento, ha preso la parola l’onorevole Farinone, il quale ha, tra l’altro, evidenziato come l’Unione europea sia stata in grado di mostrare autorevolezza e peso nello scacchiere internazionale quando ha saputo agire come entità unica e non molteplice.
La seduta termina alle ore 14,15.