Ciò premesso, permane una valutazione nettamente negativa sullo schema di decreto sia per il metodo sia per il merito: relativamente al primo aspetto, è evidente l'eccesso di delega che vizia l'intero provvedimento; con riguardo al merito, si assiste all'impropria applicazione al mondo di internet di istituti propri del settore televisivo, a partire dalla tutela del diritto d'autore; sarebbe pertanto opportuno stralciare dal provvedimento sia le disposizioni sul web sia, per l'appunto, quelle sul diritto d'autore.
È necessaria poi un'urgente correzione di definizioni tecnico-giuridiche caratterizzate da aspetti di indubbia criticità, quali quelle di "servizio di media audiovisivo", "palinsesto televisivo" e "responsabilità editoriale".
Altresì, la previsione concernente la limitazione dei tetti pubblicitari per le televisioni private a pagamento appare permeata dal conflitto di interessi oltre che da una evidente caduta di stile.
Un'ulteriore questione che meriterebbe un'approfondita riflessione concerne il conferimento di adeguati poteri di vigilanza e regolamentazione all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni; parallelamente, va affrontato il tema della predisposizione di un equilibrato sistema di pesi e contrappesi nel rapporto tra potere legislativo, potere esecutivo e autorità amministrative indipendenti. Sul punto, le questioni sollevate dal presidente Calabrò non vanno intese come una sorta di schiaffo al Governo, bensì come ragionevoli rilievi sollevati da un soggetto istituzionale che non può essere degradato a mero interlocutore dell'Esecutivo.
In conclusione, nel rinnovare l'apprezzamento al vice ministro Romani per le aperture avanzate nella seduta antimeridiana di ieri, evidenzia tuttavia come non possa sfuggire che alcune manifestazioni di disponibilità siano state presentate come benevole concessioni, piuttosto che come l'avvio di un confronto effettivo.
Infine, coglie l'occasione per richiamare l'attenzione del presidente Grillo e del Governo sulla necessità di aprire un dibattito sull'assetto societario di Telecom Italia e, più in generale, sulle prospettive della rete telefonica.