Seguito dell'indagine conoscitiva sulla condizione del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia ad ordinamento militare: audizione del Capo di Stato maggiore dell'Esercito
Riprende l’indagine conoscitiva, sospesa nella seduta del 10 novembre 2009.
Il generale VALOTTO pone innanzitutto l’accento sul positivo quadro morale e motivazionale della Forza armata, riscontrabile anche nei più difficili contesti operativi, che rende indispensabile soddisfare le numerose e legittime aspettative e, di conseguenza, elevare -anche attraverso una migliore qualità della vita- gli attuali standard di lavoro e di rendimento di un personale.
Con riferimento, quindi, alla situazione alloggiativa, osserva che la carenza di alloggi di servizio, ormai quasi insostenibile specie nelle grandi città, costringe il personale a cercare soluzioni in zone anche molto distanti dalle sedi di servizio, dando vita a fenomeni di pendolarismo che presentano riflessi negativi sulla funzionalità e sull’efficienza dell’organizzazione. Per limitare questo fenomeno, l’Esercito cerca costantemente di promuovere convenzioni con i vari servizi di trasporto, estendibili anche ai familiari e applicabili su scala nazionale.
Nel dettaglio, il patrimonio immobiliare attualmente in uso alla Forza armata, comprensivo delle differenti tipologie di soluzioni abitative, consta di 10.305 unità, di cui 4.027 regolarmente assegnate, 3.618 occupate da utenti sine titulo e 2.660 non utilizzate. Di queste ultime, 2.524 sono in attesa di lavori di ristrutturazione e 136 sono reimpiegabili. Per quanto concerne gli alloggi proposti per l’alienazione, ne sono invece stati individuati 2.335. Gli alloggi più in uso sono quelli di temporanea assegnazione, seguiti da quelli di servizio all’incarico. In ogni caso, dal raffronto tra esigenze alloggiative e le unità abitative effettivamente assegnate emerge un’aspettativa soddisfatta di circa il 10 per cento. La situazione alloggiativa dei sine titulo appare poi localizzata più nelle regioni del centro (2.031 unità) che in quelle settentrionali (1.048 unità) e meridionali (539 unità, Sardegna compresa), per un totale di 603 alloggi abitati da ufficiali (150 dal grado di colonnello in su), 1.246 da sottufficiali, 2 da volontari in servizio permanente, 54 da civili e 1.713 da personale in quiescenza. Per quanto concerne, invece, gli alloggi di servizio collettivo, non risultano grosse carenze, fermo restando l’impegno costante della Forza armata per dare un forte impulso all’esecuzione di interventi infrastrutturali finalizzati ad aumentare l’entità del patrimonio disponibile.
Da quanto precede, appare quindi evidente che la qualità della vita in chiave alloggiativa, deve essere un obiettivo fondamentale e prioritario per la Forza armata, e riguarda non solo il personale militare e civile della Difesa, ma -di riflesso- anche i rispettivi nuclei familiari. Risulta pertanto necessario adottare una serie di misure volte a indirizzare la problematica su binari risolutivi, con la predisposizione di risorse per la sistemazione e la manutenzione del patrimonio esistente, la definizione di un’efficace linea d’azione per il recupero degli alloggi occupati sine titulo, e la cartolarizzazione del patrimonio disponibile, unita all’attuazione di una politica di sostegno mirata ad agevolare l’accesso all’abitazione di proprietà mediante l’impulso al cosiddetto "Fondo Casa". Un’ulteriore, auspicabile, misura potrebbe poi essere rappresentata da opportune attività negoziali finalizzate alla sottoscrizione di protocolli d’intesa e accordi di programma in materia immobiliare ed edilizia.
Relativamente alle attività assistenziali, ricreative e di promozione sociale, l’oratore osserva quindi che la residenza di gran parte del personale in aree geografiche diverse, e in molti casi distanti dalle regioni e dalle città di origine, comporta delle evidenti penalizzazioni non solo sotto l’aspetto affettivo e logistico ma anche e soprattutto sotto l’aspetto economico. Al riguardo, la Forza armata è fortemente impegnata a ricercare ogni possibile soluzione per attenuare tali disagi come attestato dalle numerose attività assistenziali poste in essere, quali l’erogazione del rimborso spese per le rette degli asili nido, l’elargizione di aiuti in denaro, il pagamento di provvidenze per l’elevazione culturale, l’assegnazione di borse di studio a favore dei figli dei dipendenti militari e l’organizzazione di periodi di soggiorno per figli disabili di militari presso strutture della Forza armata. Inoltre, a seguito dell’istituzione del fondo per l’organizzazione e il funzionamento di servizi socio-educativi per la prima infanzia, sono stati direttamente realizzati degli asili nido presso alcune strutture (a Roma, Torino, Vercelli, Solbiate Olona e Casarsa della Delizia). Sempre in materia di assistenza, riveste particolare importanza il supporto ed il sostegno psicologico prestato alle famiglie dei militari colpiti da gravi infortuni o patologie, oppure deceduti in servizio in Patria o nei teatri operativi.
Un’altra attività istituzionale di rilievo si è poi estrinsecata in una serie di interventi di protezione sociale, attraverso organismi costituiti presso vari enti, con la finalità di favorire la necessaria integrazione tra condizione militare e condizione familiare: sale convegno, a favore del personale in servizio, circoli per personale in servizio e in quiescenza ed organismi a connotazione mista, presso enti con prevalente presenza di dipendenti civili.
Per quanto attiene al servizio di vettovagliamento, fornito attraverso l’organizzazione delle mense presso i vari reparti, rileva che la professionalizzazione dello strumento militare ha indotto la Forza armata a ricorrere in misura pressoché generalizzata all’outsourcing, avviato a partire dal 2005, ed al riguardo, particolare attenzione è stata posta nell’elaborazione dei capitolati tecnici delle gare, nella tracciabilità degli alimenti e nel rispetto delle norme antinfortunistiche. Tuttavia, allo stato attuale, la configurazione del servizio appare fortemente condizionata dalla situazione infrastrutturale nelle caserme di vecchia concezione, che ha reso necessaria una programmazione di medio e lungo termine volta a garantire i necessari interventi di ristrutturazione dei locali adibiti al vettovagliamento.
Tra i vari sistemi adottati, poi, il catering misto si è dimostrato molto efficace per la gestione del vettovagliamento presso le unità operative in quanto mantiene all’interno dell’Amministrazione Difesa la responsabilità dell’acquisto e della gestione delle derrate, consente di provvedere all’addestramento degli addetti al vettovagliamento ed assicura elevata autonomia in caso di esercitazioni, operazioni, interventi per calamità naturali. Inoltre, a seguito dei tagli di bilancio sull’esercizio, a partire dal 2006 si è reso necessario procedere al contenimento della spesa, con una parziale reinternalizzazione del servizio.
Il generale Valotto prosegue la propria esposizione procedendo alla disamina delle problematiche inerenti alla sicurezza sui luoghi di lavoro. In particolare, oltre alle normali necessità di prevenzione e protezione della salute e dell’incolumità personale si è tenuto conto della peculiarità degli ambienti lavorativi in cui il personale si trova a operare, con una continua e costante attività di ricerca e di adeguamento tecnologico e tenendo conto di quanto riconosciuto dal decreto legislativo n. 81 del 2008 in ordine alle peculiarità organizzative delle Forze armate.
Con riferimento, quindi, agli aspetti di tutela sanitaria, pone l’accento sia sulla figura dell’Ufficiale medico competente (profilo professionale che assomma le competenze tipiche della medicina del lavoro a quelle peculiari della medicina militare), sia sul know-how specifico in materia allocato nel comando logistico dell’Esercito, rilevando altresì le costanti e positive evoluzioni della Sanità militare, della medicina del lavoro (che ha ampliato nel tempo le proprie competenze in molteplici ambiti), dell’attività medica preventiva e del servizio trasfusionale militare (che garantisce il funzionamento delle attività chirurgiche, sia sul territorio nazionale sia in operazioni fuori area, e che fornisce un’importante riserva di scorte da utilizzare anche in caso di calamità e disastri in collaborazione con il Servizio sanitario nazionale e la Protezione civile).
In ordine ai cosiddetti Fringe Benefits a disposizione del personale, l’oratore osserva che, sempre nell’ottica di sostenere e privilegiare la componente umana, la Forza armata ha provveduto, nel tempo, a instaurare molteplici contatti con società, ditte ed aziende in svariati settori merceologici, con l’obiettivo di conseguire forniture commerciali di servizi e relativi tariffari preferenziali sull’intero territorio nazionale, ad eccezione di quello dei trasporti, causa il necessario confronto con le competenze devolute alle singole regioni amministrative.
Dopo aver illustrato le condizioni di vita degli allievi degli istituti militari di formazione (fortemente condizionate dalla vetustà delle strutture in cui tali organismi insistono, ed in ordine a cui sono state avviate numerose e importanti opere di rinnovamento cercando di concentrare il maggior numero di unità in strutture polifunzionali), l’oratore passa ad analizzare le problematiche connesse al trattamento giuridico ed economico, osservando, riguardo al primo, che, in base alla normativa vigente, il personale interessato gode comunque di un trattamento sufficiente a salvaguardarlo per tutti gli aspetti connessi con lo sviluppo della carriera, e rilevando, in ordine al secondo, che la categoria dei militari rientra per lo più nella fascia dei redditi medio-bassi, in quanto destinataria, nel 90 per cento dei casi, di retribuzioni oscillanti tra i 900 e i 2.000 euro mensili netti. Tale problema assume poi contorni drammatici soprattutto per i quadri più giovani, poiché l’accentuata mobilità, fisiologica nell’organizzazione militare, mantiene elevata la percentuale delle famiglie monoreddito. Inoltre, il trattamento economico risulta carente anche sul piano strutturale e dell’equità specie per quanto concerne le indennità accessorie, con l’eccezione di quanto percepito dal personale militare impiegato nelle operazioni internazionali, al momento giudicato soddisfacente e sostanzialmente in linea con quello delle Forze armate dei principali partner occidentali.
Relativamente al trattamento previdenziale ed assicurativo, sottolinea quindi la necessità di prevedere adeguate forme di previdenza complementare per il personale militare, ancora non implementato, ponendo successivamente l’accento sulla predisposizione, da parte dell’Amministrazione della Difesa, di un’adeguata convenzione assicurativa per morte e invalidità permanente, mediante la stipula di un contratto annuale che tutela i militari impiegati in operazioni all’estero.
Dopo aver ribadito la necessità di mantenere l’istituto della rappresentanza militare organo interno alla Forza armata, il generale Valotto illustra la condizione del personale femminile, osservando che esso risulta completamente integrato in tutti gli aspetti della vita professionale. Pertanto, grazie ad un quadro normativo di riferimento celermente perfezionato, è stato possibile assicurare una piena equiparazione uomo-donna. Con riferimento, poi, alla problematica del ricollocamento nel mondo del lavoro del personale congedato senza demerito, sottolinea l’istituzione, per i volontari di truppa e per gli ufficiali in ferma prefissata, di specifici corsi di formazione per il conseguimento di qualifiche professionali mirate all’inserimento nel mercato del lavoro.
Per quanto attiene all’organizzazione penitenziaria e giudiziaria ed alla riforma dei codici penali militari, l’oratore precisa che le carceri militari sono istituzionalmente preposte alla custodia di detenuti per reati militari che, conservando lo stato giuridico militare, continuano ad essere soggetti a leggi e regolamenti propri di tale status, sotto la giurisdizione della competente magistratura. Inoltre, sulla base di quanto disposto dall’articolo 63 del codice penale militare di pace, nel caso di condanna alla pena della reclusione per reati contemplati dalla legge penale comune senza l’interdizione dai pubblici uffici, si applica la reclusione militare, a differenza di quanto prescritto per il personale delle Forze di polizia dell’art. 79 della legge n. 121 del 1981, che prevede la possibilità di scontare la pena detentiva presso un carcere militare anche in presenza della medesima misura. Tuttavia, tale differenziazione non appare giustificata da una ratio condivisibile spingendo la Forza armata a sollecitare un coerente adeguamento del quadro normativo. L’Esercito segue poi con particolare attenzione lo sviluppo dei lavori relativi alla riforma dei codici penali militari.
Con riferimento, da ultimo, al riordino delle carriere, osserva che esso dovrebbe tenere conto di una serie di fondamentali principi ispiratori, quali la suddivisione del personale in tre diverse categorie (esecutiva, direttiva e dirigente), e l’istituzione di un adeguato regime transitorio, accompagnato da un provvedimento volto ad eliminare in tempi brevi ogni eccedenza di personale.
I commissari presenti pongono alcuni quesiti.
Il senatore SERRA (PD) chiede delucidazioni in ordine agli esuberi presenti nella carriera dei marescialli (domandando altresì notizie sulle loro attuali mansioni e sulle future possibilità di reimpiego), sul coinvolgimento della Forza armata nel riordino del modello di difesa (oggetto del lavoro di un’apposita Commissione di alta consulenza e studio istituita presso il Ministero), e sulle prospettive di razionalizzazione e di valorizzazione dell’area industriale della Difesa.
Il generale VALOTTO precisa che l’attuale esubero di sottufficiali (stimato in 13.000 unità), è una diretta conseguenza della rideterminazione della posizione retributiva adottata nel 1997 che prevedeva, altresì, un riassorbimento in un arco temporale di 20 anni. Sotto tale aspetto, si è pertanto in linea con gli obiettivi a suo tempo prefissati. Tale personale, inoltre, è impiegato nelle funzioni ordinarie, e non è oggetto di nessuna forma di marginalizzazione.
Con riferimento, quindi, al riordino del modello di difesa, osserva che il coinvolgimento dell’Esercito è stato totale ed a tutti i livelli. Inoltre, è stata garantita la piena proiettabilità del nucleo operativo della Forza armata (composto da 69 mila uomini), senza variazioni negative.
Infine, per quanto attiene alle problematiche connesse all’area industriale, pone l’accento sul ruolo fondamentale ed insostituibile svolto dai poli di mantenimento.
Il senatore RAMPONI (PdL) pone l’accento sulla necessità di impiegare efficacemente gli strumenti giuridici esistenti per recuperare gli alloggi occupati dagli utenti sine titulo, rimarcando altresì l’opportunità di consentire al personale militare di ottenere un anticipo del trattamento di fine rapporto ai fini dell’acquisto di un’abitazione (materia peraltro oggetto di un disegno di legge di sua iniziativa).
Esprime quindi il proprio apprezzamento in ordine alla istituzione di appositi asili nido presso le strutture militari ed al sostegno psicologico offerto alle famiglie, rimarcando, altresì, la positività delle misure adottate dalla Forza armata in campo sanitario e la presenza di una capacità interna alla stessa accanto alle varie misure di outsourcing in ordine ai vettovagliamenti ed alla gestione delle mense.
Con riferimento alle problematiche inerenti al trattamento giuridico, economico e previdenziale, sottolinea quindi la necessità di una riforma della legislazione penale militare, di misure legislative volte a rendere effettivo il riconoscimento della specificità della professione (oggetto di un futuro disegno di legge a sua firma), e dell’istituzione di apposite forme di previdenza complementare.
L’oratore prosegue domandando chiarimenti in ordine alla problematica dei trasporti ed all’impiego del personale femminile in mansioni spiccatamente operative.
Conclude concordando sulla necessità di consentire lo sconto della pena in una struttura militare anche al personale militare colpito dall’interdizione dai pubblici uffici, al pari di quanto già previsto per gli appartenenti alle Forze di polizia, e sull’opportunità di prevedere congrue risorse al fine di salvaguardare l’operatività dello strumento militare.
Replica il generale VALOTTO, concordando sull’opportunità di prevedere un anticipo del trattamento di fine rapporto ai fini dell’acquisto di unità abitative da parte del personale militare e ponendo l’accento, per quanto attiene alla problematica dei trasporti, sulla difficoltà nel giungere ad apposite convenzioni con gli enti che gestiscono il trasporto pubblico locale. Relativamente, quindi, all’impiego del personale femminile, precisa che esso comprende anche le mansioni prettamente operative.
Prende quindi la parola il senatore DEL VECCHIO (PD), ponendo l’accento sull’opportunità di garantire un adeguato sostegno economico sia in ordine all’esercizio, sia per il settore formativo. Infatti, da un lato lo strumento operativo -inizialmente previsto nella misura di 75 mila uomini- ha già subito una consistente riduzione, e dall’altro la mancanza di risorse potrebbe compromettere la qualità della formazione del personale, in cui si sono registrati degli importanti e significativi progressi.
Con riferimento, poi, al riconoscimento della specificità della condizione militare, ricorda che la sua parte politica aveva presentato uno specifico disegno di legge sulla materia, auspicandone l’approvazione.
Il generale VALOTTO osserva che l’attuale nucleo operativo della Forza armata non sarà oggetto di modificazione, e che per il 2009 le risorse destinate all’esercizio sono state comunque salvaguardate. Ribadisce quindi il carattere essenziale dell’aspetto formativo, sia per i comandanti che per il personale volontario, che sarà oggetto di opportune misure di tutela.
Il senatore GALIOTO (PdL), dopo aver rimarcato il ruolo positivo svolto dalle Forze armate in campo civile e sociale (sia in occasione degli eventi calamitosi che hanno colpito la regione dell’Abruzzo, sia in occasione delle emergenze nella regione Campania, sia, ancora, per quanto attiene all’operazione "strade sicure", nonché in ambito internazionale), chiede quale sia, sotto questo aspetto, il contributo offerto dalle scuole militari.
Il generale VALOTTO precisa che, sia in ambito interno che internazionale, il rapporto con le persone e con le autorità locali è considerato fondamentale, ed in ragione di ciò la formazione del personale in ordine a tali tematiche è particolarmente curata a tutti i livelli.
Il senatore TORRI (LNP), dopo aver espresso piena condivisione sulle osservazioni del senatore Ramponi in ordine alle abitazioni occupate sine titulo, osserva che la problematica alloggiativa potrebbe trovare soluzione per il tramite della società Difesa Servizi S.p.A., attraverso l’effettuazione di anticipi del trattamento di fine rapporto attingendo delle risorse acquisite per il tramite del suddetto organismo.
Il generale VALOTTO osserva che la Forza armata nutre molte aspettative in ordine al futuro operato della società Difesa Servizi, soprattutto considerato che, attualmente, non è possibile disporre delle attuali fonti di introito in quanto direttamente versate al demanio. Relativamente al problema alloggiativo, ribadisce quindi la necessità di pervenire quanto prima ad una soluzione ottimale, stante la stretta ed immediata connessione con il benessere del personale.
Interviene da ultimo il senatore GAMBA (PdL), chiedendo delucidazioni in ordine alla possibilità di risolvere, tramite apposite convenzioni con gli enti locali ovvero strumenti ad hoc, la problematica del personale militare che occupa sine titulo l’alloggio di servizio e sulla rilevante differenza tra le retribuzioni corrisposte ai militari operanti fuori area e quelli impiegati in patria.
L’oratore prosegue domandando quali siano le principali carenze dell’attuale disciplina penale militare in prospettiva di una futura riforma, e quale sia stato l’impatto dell’ingresso delle donne nelle scuole militari.
Con riferimento alla problematica degli alloggi, il generale VALOTTO precisa che l’obiettivo prioritario consiste nel recupero delle unità abitative occupate da personale non più in servizio. Relativamente, quindi, alle retribuzioni, osserva che eventuali incrementi concerneranno il trattamento economico ordinario.
In ordine alla riforma della legislazione penale militare, rileva quindi la necessità di garantire una maggiore tutela ai comandanti, soprattutto quando impegnati fuori area, attraverso un impianto giuridico adeguato.
Conclude osservando che l’obiettivo formativo delle scuole militari non è esclusivamente finalizzato alla prosecuzione della carriera nelle Forze armate. Sotto tale aspetto, quindi, tali strutture rappresentano un importante punto di osmosi tra il mondo militare e la società civile.
Non essendovi altri iscritti a parlare, il presidente CANTONI ringrazia il generale Valotto per la sua disponibilità, dichiarando conclusa l’odierna procedura informativa.
Il seguito dell’indagine conoscitiva è quindi rinviato.
"Resoconto stenografico"
La seduta termina alle ore 17.