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Legislatura 16ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 97 del 04/11/2009


 

DIFESA    (4ª) 

 

MERCOLEDÌ 4 NOVEMBRE 2009

97ª Seduta 

 

Presidenza del Presidente

CANTONI 

 

            Interviene, ai sensi dell'articolo 48 del Regolamento, il direttore generale della Direzione generale per il personale militare, generale di corpo d'armata Mario Roggio, accompagnato dal colonnello Luigi Tommasi, dal colonnello Diego Eramo e dal tenente colonnello Sandro Meardi.      

 

 

            La seduta inizia alle ore 15,05.

 

 

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE  

 

      In apertura di seduta, il presidente CANTONI informa la Commissione della possibile assegnazione, nel corso della giornata odierna, del disegno di legge di conversione del decreto-legge di proroga della partecipazione italiana alle operazioni internazionali di pace. In ragione di ciò, le commissioni riunite Affari esteri e Difesa potrebbero essere convocate già a partire dalla giornata di domani.

 

            Il senatore PEGORER (PD), preso atto di quanto comunicato dal Presidente, osserva che tale eccessiva ristrettezza dei tempi potrebbe risultare pregiudizievole ad uno studio approfondito del provvedimento da parte dei singoli commissari.

 

            Il presidente CANTONI precisa che, nell’eventuale seduta di domani, avrebbero luogo le illustrazioni introduttive dei relatori e potrebbe aprirsi la discussione generale ma di certo non la si dichiarerebbe chiusa nella medesima seduta. In ragione di ciò, ciascun commissario avrà a disposizione un periodo di tempo sufficientemente congruo al fine di compiere gli opportuni approfondimenti.

 

 

IN SEDE REFERENTE 

 

(1385) RAMPONI.  -  Reclutamento nelle carriere iniziali delle Forze di polizia ad ordinamento civile e militare e del corpo militare della Croce Rossa

(Seguito dell'esame e rinvio)

 

            Riprende l’esame, sospeso nella seduta del 21 ottobre scorso.

 

      Il presidente CANTONI (PdL), dopo aver riepilogato le fasi salienti dell’iter del provvedimento in titolo, consta che nessun commissario chiede di intervenire in sede di discussione generale. Dichiara pertanto chiusa tale fase procedurale, rinviando il seguito dell’esame, con le repliche, a prossima seduta.

 

            Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

 

 

SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI  

 

      Il presidente CANTONI comunica che, ai sensi dell’articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato, sono state chieste l’attivazione dell’impianto audiovisivo a circuito chiuso e la trasmissione radiofonica e che la Presidenza del Senato ha fatto preventivamente conoscere il proprio assenso.

 

            Poiché non vi sono osservazioni, tale forma di pubblicità è dunque adottata per il prosieguo dei lavori.

 

            Il PRESIDENTE avverte che la pubblicità della seduta sarà inoltre assicurata attraverso la resocontazione stenografica, che sarà disponibile in tempi rapidi.

 

 

PROCEDURE INFORMATIVE 

 

Seguito dell'indagine conoscitiva sulla condizione del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia ad ordinamento militare: audizione del Direttore generale della Direzione generale per il personale militare   

 

            Riprende l’indagine conoscitiva, sospesa nella seduta di ieri.

 

            Il generale ROGGIO osserva che nell’area di responsabilità della direzione generale per il personale militare ricadono complessi e diversificati settori gestionali. L’attuale assetto organizzativo e funzionale discende infatti da un processo di riforma che, sviluppatosi nell’arco di un decennio, ha originato un consistente accorpamento di funzioni. In particolare, la Direzione generale è stata istituita nell’ambito del più ampio progetto di riorganizzazione dell’area centrale del Ministero della difesa, avviato con la leggi n. 549 del 1995 e n. 264 del 1997. Il decreto ministeriale del 26 gennaio 1998 ne ha poi definito la struttura ordinamentale e le competenze Infine, un recente decreto del 1° aprile 2006 ha operato una ristrutturazione capillare alla quale è corrisposta anche la ridislocazione in un’unica struttura fisica.

            La Direzione generale per il personale militare costituisce pertanto lo snodo fondamentale per la corretta impostazione e la efficace gestione di un’ampia gamma di provvedimenti necessari a garantire l’efficienza e la credibilità interna ed esterna in settori fondamentali dell’amministrazione della difesa ricadenti nella più generale tematica della cura e del governo del personale. Le competenze vertono sugli aspetti di carattere tecnico, giuridico e amministrativo connessi all’amministrazione attiva di tutto il personale militare delle Forze Armate, compresa l’Arma dei carabinieri, e delle Capitanerie di porto (reclutamento, stato giuridico e avanzamento, disciplina, onorificenze, ricompense, provvidenze, documentazione caratteristica e matricolare, trattamento economico, recupero crediti, infortunistica).

            Con riferimento alle problematiche inerenti allo stato giuridico ed all’avanzamento, precisa quindi che il personale militare, in relazione alla natura e alla durata del rapporto, può avere impiego a tempo indeterminato (condizione tipica dei militari di carriera, in cui il rapporto si snoda nell’arco dell’intera vita lavorativa dell’individuo, perdura indipendentemente dalla prestazione delle funzioni del militare e può cessare d’ufficio o su espressa volontà del militare), ovvero determinato (rinnovabile per eventuali periodi di ferma successivi e che si risolve al cessare dell’opera a favore dell’amministrazione, salvo che nel frattempo o dopo il collocamento in congedo il militare non risulti vincitore di apposito concorso per l’immissione nei ruoli del servizio permanente).

            Per quanto concerne, nello specifico, l’avanzamento, rileva inoltre che la progressione di carriera garantisce le dinamiche di alimentazione dei gradi della scala gerarchica dell’organizzazione militare ed è incentrata sui principi della propedeuticità e dello svecchiamento dei livelli funzionali. Sul piano quantitativo, viene pertanto assicurato il mantenimento delle consistenze del personale rispetto alla dotazione organica prevista dalla legge, mentre su quello qualitativo si garantisce l’ottimale realizzazione dell’interesse pubblico individuando il personale da promuovere dotato delle qualità più adatte alla funzione.

            Nel dettaglio, quindi, per consentire ad ogni ufficiale l’acquisizione di capacità gestionali crescenti (in vista della futura assegnazione di funzioni apicali), è necessario che lo stesso maturi, per un tempo determinato, la necessaria esperienza negli incarichi previsti nei successivi gradi della gerarchia, secondo un rigoroso criterio di propedeuticità. Perché tale crescita professionale si realizzi è poi necessario garantire l’avvicendamento degli ufficiali ogni qualvolta essi siano destinati ai livelli funzionali superiori, al fine di mantenere invariate le fasce d’età e l’entità di personale necessario per ogni grado. Tale dinamica, volta a realizzare il costante svecchiamento dei gradi e a far conseguire ad ogni ufficiale il giusto livello di impiegabilità nei tempi previsti, implica un sistema di avanzamento non legato alle vacanze naturali nel grado superiore ed in grado di prevedere un numero fisso di promozioni annuali. Tale criterio, prescindendo dall’esistenza di eventuali vacanze, può tuttavia determinare la sovralimentazione delle dotazioni organiche e la conseguente formazione di eccedenze, ed è opportunamente corretto con il collocamento in aspettativa per riduzione di quadri, ai sensi dell’articolo 65, comma 9 del decreto legislativo n. 490 del 1997, che prevede, tra l’altro, l’esonero dal servizio degli ufficiali destinatari e la riduzione del relativo trattamento economico mediante la decurtazione delle indennità connesse all’effettivo esercizio delle funzioni e del 5 per cento dello stipendio. Inoltre, il legislatore, allo scopo di non penalizzare eccessivamente i suddetti ufficiali, ha previsto per costoro la possibilità di cessare dal servizio, a domanda, attraverso collocamento in ausiliaria, con i connessi benefici pensionistici. A tale riguardo, tuttavia, già a partire dal 2001 si era verificata una progressiva anemizzazione degli istituti di incentivazione dell’esodo degli ufficiali, ed allo stato attuale non sono, quindi, disponibili adeguati incentivi alla cessazione anticipata a domanda dal servizio che stimolino un esodo spontaneo. La problematica delle eccedenze nei ruoli degli ufficiali ed in quello dei marescialli appare pertanto destinata ad avere, in prospettiva, un rilievo ancor più marcato, rendendo necessaria l’applicazione di quanto disposto dall’articolo 6 del decreto legislativo n. 215 del 2001 in materia di contenimento degli esuberi, attraverso opportuni rifinanziamenti.

            Relativamente al trattamento economico l’oratore rileva che l’attuale sistema retributivo del personale militare, avente natura fissa e continuativa, è sostanzialmente caratterizzato dalla convivenza di due distinti assetti, provvisti ciascuno di proprie caratteristiche: quello dirigenziale (tipico degli ufficiali rivestenti i gradi da Colonnello a Generale, e corrispondenti delle Forze annate), e quello cosiddetto sub-dirigenziale (in cui si ricomprendono tutte le posizioni gerarchiche dall’iniziale fino a Tenente colonnello, e corrispondenti). In particolare, l’assetto stipendiale del personale fino al grado di Tenente colonnello è imperniato sul sistema realizzato tramite il decreto legislativo n. 193 del 2003, in base al quale il parametro costituisce la proiezione retributiva del complesso delle funzioni espresse dai gradi gerarchici militari, ognuno dei quali, ordinati progressivamente, scandisce la differenziazione tra le varie posizioni. A ciascun parametro è quindi associato un corrispondente valore che rappresenta la misura base comunemente riconosciuta al militare ivi immesso. Le suddette misure sono aggiornate periodicamente, per effetto di concertazioni conseguenti ad apposite consultazioni cui partecipano gli esponenti delle organizzazioni centrali della rappresentanza militare e i rappresentanti di parte pubblica (Stati maggiori, Presidenza del Consiglio dei Ministri e Ministero dell’economia e delle finanze) che concordano gli aspetti salienti del rapporto di impiego militare per detto personale, ivi compresi, naturalmente, i contenuti economici.

            Con riferimento al trattamento previdenziale, osserva poi che le disposizioni che attengono alla generalità dei dipendenti del pubblico impiego in materia di previdenza trovano applicazione, in linea di massima, anche nei confronti del personale militare. Le principali differenze consistono nella possibilità per il personale militare di incrementare la durata del servizio computato con le maggiorazioni che derivano dall’impiego in particolari condizioni, in un più favorevole regime con riferimento alla pensione privilegiata e nell’istituto dell’ausiliaria, posizione per la quale il militare collocato in congedo rimane a disposizione dello Stato, che può richiamarlo in servizio anche presso altre amministrazioni. Per tale, ultima, disponibilità il militare percepisce la cosiddetta "indennità di ausiliaria" che è pari al 70 per cento della differenza tra lo stipendio percepito dal pari grado in servizio e la pensione maturata.

            L’età di pensionamento per il personale militare è poi individuabile, in linea di massima, in 60 anni per la generalità dei casi ed in 63-65 anni per gli alti vertici. Il personale che cessa dal servizio per raggiungimento del limite d’età, che varia a seconda del grado, della Forza armata e del ruolo di appartenenza, consegue il diritto alla pensione di vecchiaia. Nell’ipotesi, infine, in cui il militare lasci il servizio anticipatamente rispetto al predetto limite, lo stesso può conseguire, ai sensi di quanto disposto dalla legge n. 449 del 1997, il diritto alla pensione di anzianità purché in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi di cui alla tabella D del medesimo provvedimento legislativo, ovvero della sola anzianità contributiva. Tali requisiti, a partire dall’anno 2008, sono 57 anni di età e 35 di servizio utile, ovvero 40 anni di servizio.

            L’oratore procede successivamente alla disamina delle problematiche connesse alla ricollocazione nel mondo del lavoro del personale congedatosi senza demerito, rilevando che esse si fondano sulla necessità di poter dispone di un ricambio generazionale che assicuri un’età media nella categoria del personale di truppa tale da poter garantire la massima efficienza psico-fisica. Nel dettaglio, la tematica trova puntuali riferimenti normativi nella legge n. 331 del 2000 e nel conseguente decreto legislativo n. 215 del 2001, laddove è stata prevista rispettivamente la creazione di una apposita struttura in seno all’Amminsitrazione della Difesa deputata al sostegno per il ricollocamento professionale dei volontari e una serie di misure volte a favorirlo. Tale struttura opera sul territorio avvalendosi degli uffici periferici della Difesa, non effettuando un’attività di placement vero e proprio bensì svolgendo un’azione agevolativa al ricollocamento del volontario, somministrando orientamento e formazione professionalizzante. In tale quadro, previa Conferenza Stato/Regioni svoltasi nel corso del 2002, sono stati quindi stipulati dei protocolli d’intesa tra i Comandi militari regionali dell’Esercito in veste interforze e tutte le rispettive Regioni amministrative, nell’intento da un lato di far conoscere la disponibilità di forza lavoro proveniente dalle Forze Armate e dall’altro di facilitare la fruibilità dei servizi per l’impiego erogati ai volontari dai Centri provinciali per l’impiego. Sul versante privato sono state invece sottoscritte molteplici convenzioni con le principali associazioni datoriali di categoria (Confindustria, Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Federvigilanza, etc.) allo scopo di ampliare la platea di datori di lavoro presso i quali far conoscere i profili professionali rilasciati agli interessati dalle Forze Armate. È stato, inoltre, realizzato uno specifico data-base, denominato «Sistema Informativo Lavoro della Difesa» (SILD) che, grazie alla tecnologia internet consente di facilitare lo scambio dei dati, promuovendo in tal modo la diffusione delle informazioni necessarie alle imprese per una ricerca in tempo reale dei profili professionali in grado di colmare le eventuali vacancy aziendali.

            L’oratore pone infine l’accento sui progetti denominati "Fermalavoro" e "Dalla ferma al lavoro". In particolare, il primo di essi, ormai concluso, ha consentito di entrare, per la prima volta e con una équipe di orientatori e formatori professionali, in oltre venti reggimenti dell’Esercito, raggiungendo un’utenza che ha abbracciato pressoché tutte le specialità di Forza armata e realizzando attività sul campo in termini di svariate centinaia di ore di orientamento e formazione professionale nei settori della vigilanza e sicurezza privata, del diritto internazionale e comunicazione interculturale, dell’ICT (Information, Communication Technology) e dell’autoimprenditorialità. Con il successivo progetto "Dalla ferma al lavoro", praticamente agli esordi, l’Amministrazione della Difesa intende quindi perseguire, quale obiettivo di sostegno alla ricollocazione professionale, il riconoscimento, con relativa certificazione da parte delle Regioni amministrative, delle competenze maturate dai volontari nel corso dell’esperienza militare.    Vi sono, inoltre, ulteriori corsi di formazione professionale realizzati a favore dei volontari, tali da potenziare competenze già possedute o fornirne di nuove. Pertanto, la Difesa sta operando nel settore del ricollocamento (sia pure con le specificità che il target di utenza richiede) secondo i canoni e le metodologie vigenti presso gli organi istituzionalmente previsti dall’ordinamento nazionale, regionale e provinciale.

            Relativamente alla condizione giuridica (anche in relazione alla soggezione alla legge penale militare), osserva che lo status di militare comporta per sua natura l’assoggettamento pieno della persona ad un regime speciale di vita, che non implica soltanto l’obbligo di svolgere determinate attività ma incide altresì sulla libertà personale, su altre libertà fondamentali nonché sulle stessa sfera privata dell’individuo. A tale riguardo, i dati statistici (atti a fotografare con maggiore efficacia il livello di assoggettamento da parte del mondo militare all’intero sistema prescrittivo in vigore) attestano che, in primo luogo, il personale militare che delinque appare orientato maggiormente alla violazione della legge penale comune che non a quella dei precetti sanciti dai codici penali militari. A fronte delle violazioni commesse, la reazione dell’Amministrazione si traduce in provvedimenti di natura disciplinare che incidono sullo status stesso del militare: con riferimento al triennio 2006-2008, l’amministrazione ha inflitto, su base media annua, circa 80 perdite del grado, 160 sospensioni disciplinari e 75 sospensioni precauzionali. Avverso tale azione amministrativa, l’utenza ha reagito dando corso ad un contenzioso la cui entità, rapportata ai provvedimenti emanati, è pari al per cento. Tale ultimo dato attesterebbe una sostanziale accettazione e presa di coscienza da parte del personale militare della necessità della reazione dell’Amministrazione militare mirata all’attuazione dei principi posti a proprio fondamento.

            Per quanto attiene alla condizione giuridica dei soggetti impiegati in teatri operativi fuori area rileva infine che la casistica dei reati militari commessi ci si riduce a pochissimi episodi di violazioni, attestando un elevatissimo senso della disciplina.

            Infine, per quanto attiene al contenzioso amministrativo, l’oratore ricorda che lo scorso decennio si è caratterizzato per un notevole fermento legislativo, concretizzatosi in interventi normativi volti a riconfigurare in chiave più razionale e moderna l’attività della Pubblica amministrazione, modificando in modo sostanziale la realtà preesistente ed incidendo significativamente sulla gestione dei procedimenti. In tal senso l’unificazione delle preesistenti strutture centrali nella struttura "Persomil" si giustifica anche con l’esigenza di rendere più uniforme, coerente e penetrante l’azione amministrativa a livello centrale, garantendone l’efficacia e la trasparenza in un’ottica interforze, nonché, in caso negativo, la difesa in giudizio.

            La Direzione generale rappresenta pertanto un osservatorio privilegiato sullo stato del contenzioso relativo a tutte le Forze armate ed a tutte le categorie del personale militare. Nel dettaglio, l’esame dei dati statistici relativi al contenzioso registrati nel 2008 consente di evidenziare due aspetti rilevanti, ossia la significativa dimensione del fenomeno e l’esistenza di aspettative insoddisfatte, soprattutto in materia di trattamento economico e di reclutamento: la categoria più esposta a fenomeni di insoddisfazione (o semplicemente più sensibile alle opportunità offerte dagli strumenti di tutela disponibili) è rappresentata dai sottufficiali (in ragione dei volumi di forza), sia in ordine ai ricorsi giurisdizionali, sia con riferimento a quelli straordinari. Al contrario, per quanto riguarda la categoria dei volontari,  il breve periodo di permanenza e la giovane età rappresentano naturali deflattori per iniziative dirette alla contestazione delle decisioni gerarchiche. In ogni caso, lo stato di salute dell’Amministrazione della Difesa non deve essere strettamente correlato -a suo avviso- al solo numero di ricorsi ma anche all’esito dei procedimenti che scaturiscono dagli stessi. Resta comunque ferma la necessità di non disgiungere mai la gestione del personale tra aspetto tecnico-amministrativo e principi di giustizia sostanziale, accrescendo la capacità di ascolto e di discussione con il personale che, per quanto possibile, va coinvolto nel processo di formazione del provvedimento decisorio.

            In tale quadro, per quanto di competenza, la Direzione generale per il personale è comunque impegnata a promuovere un’azione deflattiva del contenzioso, sia attraverso l’emanazione di circolari e direttive di settore volte a garantire un costante adeguamento alle emergenti novità di carattere normativo e giurisprudenziale, sia coinvolgendo le Forze armate in cicli di conferenze al fine di favorire l’approfondimento di tematiche complesse e consentire il confronto tra modelli gestionali differenziati. Sempre in un’ottica di snellimento organizzativo dell’area amministrativa, di semplificazione procedimentale e di standardizzazione interforze è stata poi segnalata, nelle competenti sedi, l’opportunità di attuare mirati interventi di riordino del quadro legislativo affinché, coerentemente con la specificità della funzione, dell’ordinamento e della condizione militare, siano adottate speciali disposizioni in materia di provvedimenti amministrativi, di ridotte possibilità di esercizio del contenzioso e di diritto di accesso ai documenti, anche in deroga alle previsioni legislative generali valevoli per i cittadini e per la Pubblica amministrazione. Ciò al fine di rendere il più possibile tempestiva l’azione disciplinare, ed esaltarne gli effetti deterrenti.

 

      Il senatore TORRI (LNP) chiede delucidazioni in ordine ai percorsi di qualifica per l’avviamento all’autoimprenditorialità, nell’ambito del più generale processo del reinserimento nel mondo del lavoro dei militari congedati.

            Domanda quindi quali siano le strategie in corso di definizione in relazione alle problematiche connesse con il settore previdenziale.

 

            Il generale ROGGIO precisa che le problematiche inerenti alla previdenza sono di esclusiva competenza dello Stato Maggiore della Difesa, in quanto strettamente de jure condendo.

 

            Il tenente colonnello MEARDI osserva, quindi, che la specifica manifestazione, da parte di giovani volontari prossimi al congedo, di idee di natura imprenditoriale ha indotto la Difesa ad istituire degli specifici corsi di formazione in grado di fornire preziosi dettagli di natura tecnica in ordine all’avvio ed alla gestione di un’impresa economica.

 

            Il senatore DEL VECCHIO (PD) chiede delucidazioni sulla particolare situazione in cui, a seguito del processo di professionalizzazione delle Forze armate, versa la categoria dei sottufficiali, con riferimento, in particolare, all’eccedenza degli stessi rispetto alle necessità.

 

            Il generale ROGGIO rileva che, attualmente, la categoria dei sottufficiali appare effettivamente sovradimensionata rispetto alle attuali esigenze, e che tale situazione necessita, per essere risolta positivamente, di puntuali ed efficaci strategie.

 

            Poiché nessun altro chiede di intervenire, il presidente CANTONI ringrazia il generale Roggio per la disponibilità mostrata, dichiarando contestualmente conclusa l’odierna procedura informativa.

 

            Il seguito dell’indagine conoscitiva è quindi rinviato.

 

"Resoconto stenografico"

http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/216122.pdf

 

CONVOCAZIONE DELLE COMMISSIONI RIUNITE AFFARI ESTERI E DIFESA  

 

      Il presidente CANTONI informa la Commissione dell’avvenuta assegnazione del disegno di legge di conversione del decreto-legge di proroga della partecipazione italiana alle operazioni internazionali. In ragione di ciò, le commissioni riunite Affari esteri e Difesa sono convocate per domani, giovedì 5 novembre, alle ore 15,30 al fine di iniziare l’esame del provvedimento.

 

            La Commissione prende atto.

 

 

            La seduta termina alle ore 15,55.