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Legislatura 16ª - 7ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 121 del 22/07/2009


IN SEDE CONSULTIVA 

(Doc. LVII, n. 2 - Allegati I, II e III) Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2010-2013 e connessi allegati

(Parere alla 5a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole con osservazioni)

 

       Riprende l'esame sospeso nella seduta di ieri nel corso della quale - ricorda il PRESIDENTE - è iniziata la discussione generale.

 

            Nel dibattito prende quindi la parola il senatore GIAMBRONE (IdV) che esprime preoccupazione in merito ai contenuti del Documento di programmazione economico-finanziaria (DPEF), a suo giudizio assai carente per i settori di riferimento. Ritiene infatti che esso non fornisca alcun dato né delinei le intenzioni del Governo in ordine alla cultura, alla scuola, all'università e alla ricerca.

            Rimarca altresì che il DPEF, in quanto Documento programmatico, avrebbe dovuto intervenire in maniera più innovativa, prefigurando le prospettive per il futuro. Il silenzio su tali profili dimostra invece a suo avviso che ai proclami del Governo non corrispondono i fatti. Afferma infine che lo scarso approfondimento del Documento sugli ambiti di competenza testimonia la poca attenzione dell'Esecutivo per tali comparti, preannunciando perciò un orientamento contrario sul parere favorevole che la relatrice evidentemente si accinge a presentare.

 

            Il senatore ASCIUTTI (PdL) si dichiara meravigliato e dispiaciuto dagli interventi svolti dall'opposizione, tanto più a fronte delle misure che, in un contesto generale di crisi economica, l'Esecutivo ha individuato a favore dell'istruzione, dell'università, della ricerca e delle attività culturali. Nega pertanto il disinteresse nei confronti degli ambiti di competenza, sottolineando ad esempio l'analisi puntuale compiuta in ordine all'università. Menziona in proposito la tabella contenuta nell'Allegato III relativa al fabbisogno finanziario per il reclutamento dei ricercatori, il finanziamento delle università statali e non statali, nonché l'edilizia universitaria, cui si aggiunge l'esenzione dall'IRAP per i costi del personale. Si tratta del resto, prosegue, di obiettivi condivisi dalla Commissione, la cui attuazione è stata più volte sollecitata al Governo.

            Dopo aver evidenziato che i sacrifici imposti lo scorso anno hanno costretto gli atenei ad avviare un percorso di risanamento, giudica positiva l'indicazione delle necessità finanziarie per la scuola e l'università, ferma restando l'improrogabilità di attuare gli interventi elencati.

            Con riferimento alle attività culturali, nel richiamare la legittima mobilitazione degli operatori del settore, invita a tener conto dell'impegno delineato nell'Allegato III a riportare il Fondo unico per lo spettacolo (FUS) nel 2010 almeno ai livelli del 2008. Ciò dimostra a suo avviso che i documenti di programmazione, benché scarni, siano alquanto precisi nella individuazione degli indirizzi, la cui realizzazione sarà valutata attentamente dalla maggioranza.

Avviandosi alla conclusione, sollecita del resto il Governo ad adottare tempestivamente i provvedimenti conseguenti, per dare respiro ai settori di interesse.

 

            La senatrice Vittoria FRANCO (PD) premette preliminarmente che i documenti di programmazione hanno perso centralità, in quanto la vera manovra è contenuta in provvedimenti che addirittura precedono la legge finanziaria, come è accaduto lo scorso anno con il decreto-legge n. 112. Al riguardo, rileva criticamente come detto decreto-legge abbia predeterminato la strategia dell'intera legislatura, a danno soprattutto della cultura, della ricerca e della formazione che invece dovrebbero essere considerate strategiche per lo sviluppo del Paese, come accade in altri Paesi tra cui ad esempio gli Stati Uniti. Ritiene infatti che l'Italia non possa uscire dalla crisi senza investire in tali comparti, nella prospettiva di dare slancio alla ripresa.

            Reputa altresì miope mantenere la cultura in uno stato di agonia e deplora che a fronte dei buoni propositi del ministro Bondi non siano stati adottati gli atti dovuti, a dimostrazione dell'impotenza del Ministro stesso rispetto al Dicastero dell'economia. Ipotizza dunque l'opportunità che il ministro Bondi si dimetta, proprio in quanto non è riuscito a realizzare gli interventi necessari né a ripristinare le risorse occorrenti.

            Dopo aver rammentato la posizione espressa dal Presidente della Repubblica in favore della cultura, paventa il rischio che le Fondazioni lirico-sinfoniche siano costrette a chiudere data la scarsità di risorse, causando un impoverimento per l'intero Paese. Stigmatizza quindi la mancata attuazione delle promesse fatte, rilevando criticamente gli effetti occupazionali dei sacrifici imposti al comparto. Ritiene peraltro che il mancato finanziamento non dipenda esclusivamente dalla penuria di fondi dovuta alla crisi, bensì ad una concezione di cultura intesa come fatto privato. Il disinteresse mostrato dal Governo, prosegue, è frutto di un atteggiamento risalente, registratosi già durante la XIV legislatura, al punto che il Governo Prodi dovette agire tempestivamente per reintegrare il FUS di almeno 50 milioni di euro.

            Pur riconoscendo la necessità di porre fine all'assistenzialismo, ribadisce quindi la critica nei confronti di un DPEF deficitario sul piano degli investimenti nelle politiche culturali, evidenziando altresì che la cultura non può essere completamente abbandonata al mercato altrimenti rischia di scomparire; i privati sono infatti incentivati a sostenere il comparto solo se i soggetti pubblici mostrano un adeguato interesse. Si augura pertanto che il settore sia effettivamente oggetto di una riforma, a partire dalle Fondazioni lirico-sinfoniche e dal cinema, su cui peraltro si sta discutendo in Commissione.

            In relazione all'istruzione e all'università, ravvisa la stessa concezione punitiva già riscontrata nel decreto-legge n. 112, che ha inferto tagli dolorosi. Si augura al riguardo che siano recuperate le risorse necessarie e che si riavvii il turn over, attualmente bloccato. Sollecita a sua volta la presentazione del disegno di legge governativo sull'università accompagnato da un adeguato stanziamento di fondi, rammentando che l'opposizione ha già depositato la propria iniziativa legislativa. Esprime indi preoccupazione per le affermazioni rese dal ministro Tremonti circa l'eventualità di innalzare la contribuzione studentesca, la quale dovrebbe comunque essere bilanciata da maggiori servizi per gli studenti, a partire dalle borse di studio.

            Stigmatizza poi l'affermazione per cui l'aumento delle bocciature costituisce un esempio di rigore, atteso che il mancato superamento dell'esame di maturità cela carenze che avrebbero dovuto essere recuperate in precedenza, anche attraverso un'azione delle scuole, investendo maggiormente sull'autonomia. Contesta infine l'equiparazione di fatto verificatasi tra razionalizzazione e tagli che va a detrimento della qualità e si interroga sulla possibilità di approfondire lo stato di attuazione della strategia di Lisbona, nella prospettiva di mettere in luce le occasioni mancate e i traguardi ancora da raggiungere.

 

            Il presidente POSSA (PdL) si dichiara deluso dal DPEF, che contiene un'analisi a suo avviso mediocre della crisi rispetto al suo effettivo impatto. Ritiene peraltro che il Documento dia eccessivo spazio alle iniziative già attuate mentre avrebbe dovuto concentrarsi sulle strategie per il futuro.        Rileva altresì criticamente che gli indirizzi relativi agli ambiti di competenza siano contenuti prevalentemente negli Allegati, peraltro neanche citati dal Documento vero e proprio.

Afferma poi l'esigenza, anche nelle pubbliche amministrazioni, come nell'impresa, di una programmazione budgetaria annuale nella quale i decisori si confrontino sulle prospettive di sviluppo e sulle politiche di investimento, rispetto alla quale risulta determinante il controllo annuale del Parlamento. Nell'esprimere quindi un giudizio positivo circa l'utilità del DPEF quale strumento di programmazione e di indicazione delle scelte, passa ad esaminare l'Allegato I, lamentando il ritardo dell'Italia nell'attuazione del Programma operativo nazionale (PON) Ricerca e Competitività 2007-2013, che rischia di far perdere ingenti risorse.

            Dopo essersi brevemente soffermato sulle generiche notazioni relative all'edilizia scolastica ed universitaria contenute nell'Allegato II, segnala che i contributi dei Ministeri previsti nell'Allegato III non sono stati coordinati nell'ambito di una regia unitaria, al punto che non risulta chiaro quale tra i condivisibili obiettivi elencati potrà essere effettivamente attuato.

            Manifesta comunque il suo favore sulle azioni relative al Dicastero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, dichiarando tuttavia forte contrarietà alla creazione di un'Agenzia nazionale per il trasferimento tecnologico, tanto più in un quadro di limitate risorse pubbliche disponibili e di rapida evoluzione dei saperi. In merito, sollecita quanto meno un coordinamento con l'Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l'innovazione, recentemente istituita sotto la vigilanza del ministro Brunetta.

In conclusione, dopo aver rimarcato la differenza tra l'indicazione del fabbisogno e la programmazione dei finanziamenti, condivide gli indirizzi riferiti alle attività culturali, sottolineando tuttavia criticamente l'assenza di alcun richiamo ai disegni di legge sulla qualità architettonica e sul cinema, attualmente all'esame della Commissione.

 

            Il senatore MARCUCCI (PD) giudica surreale il dibattito svolto, atteso che non si ravvisano motivazioni sufficientemente valide per apprezzare il Documento. In relazione ai beni culturali, ritiene inopportuno citare tra gli obiettivi del Governo il completamento della sede del MAXXI, recentemente trasformato - a suo avviso in maniera impropria, almeno in questa fase - in fondazione. Reputa del resto paradossale che gli indirizzi governativi riprendano di fatto misure già introdotte dal Governo precedente e poi smantellate lo scorso anno, come ad esempio l'introduzione del tax shelter a favore del cinema.

            Dopo aver precisato che la certezza delle strategie si evince dai numeri, afferma che nel Documento sono sostanzialmente confermati i tagli imposti dal decreto-legge n. 112, che determinano un costante indebolimento del Ministero per i beni e le attività culturali, di per sé già fragile in termini di finanziamenti e oggetto di una inopportuna riorganizzazione. Rammentando l'impegno dell'Esecutivo Prodi per risanare, almeno in misura marginale, la dotazione economica del Dicastero, giudica inaccettabili i tagli indiscriminati compiuti soprattutto a danno della cultura, che in altri Paesi è invece valorizzata in funzione anticiclica. Ciò dimostra, a suo avviso, che il finanziamento del Ministero è ritenuto dal Governo e dalla maggioranza un costo e non un investimento.

            Deplora altresì l'assenza di precise indicazioni circa il FUS, che il Governo intenderebbe riportare ai livelli del 2008, non a caso assicurati durante la gestione del presidente Prodi. In proposito rammenta a sua volta l'attenzione dimostrata dal Presidente della Repubblica, nonché dai Presidenti di Camera e Senato, nei confronti delle rivendicazioni degli operatori del settore, alle quali tuttavia non è stata data alcuna risposta.

            Dichiara dunque un orientamento assolutamente negativo sul DPEF, peraltro peggiorato e non attenuato dalla crisi, in quanto nella attuale congiuntura economica sarebbe stato più utile investire in cultura e nei saperi. Pertanto, considerata la persistente debolezza del ministro Bondi all'interno del Consiglio dei ministri, si interroga provocatoriamente sull'inopportunità di mantenere in vita il relativo Dicastero tanto più che l'interlocuzione istituzionale risulta alquanto lacunosa. Ritiene infine che il DPEF confermi le preoccupazioni per le sorti degli ambiti di competenza, rivendicando l'atteggiamento collaborativo a più riprese dimostrato dall'opposizione affinché essi siano rafforzati.

 

Concluso il dibattito, agli intervenuti replica il sottosegretario PIZZA, il quale dichiara di condividere molte delle perplessità emerse, a partire da quelle manifestate dal presidente Possa. Nonostante la decisa azione del ministro Gelmini, rimangono infatti forti margini di preoccupazione. Egli rivolge quindi un accorato appello a tutta la Commissione affinché converga su un parere forte, che sostenga il Ministro a difesa di settori strategici per il Paese quali la scuola, l'università e la ricerca, su cui non può non registrarsi un consenso unanime.

 

            Agli intervenuti replica altresì la relatrice COLLI (PdL), la quale esprime anzitutto apprezzamento per i contributi resi nel dibattito sui settori di competenza. Quanto alla struttura del DPEF, ritiene che esso fornisca un'analisi dettagliata delle criticità del sistema ed elenchi una serie puntuale di obiettivi, indicati nell'Allegato III. Auspica quindi che essi siano effettivamente recepiti fra le misure della prossima manovra finanziaria.

Con particolare riferimento alla scuola, tiene a precisare che occorre proseguire nel percorso di razionalizzazione delle risorse in maniera più mirata e selettiva, ferma restando l'esigenza di preservare la qualità complessiva e di potenziare anzitutto la conoscenza delle materie fondamentali, come sottolineato dal senatore de Eccher. Del resto, prosegue, la razionalizzazione è un obiettivo che è stato condiviso da Governi di diverso orientamento politico e ha radici lontane; tuttavia negli anni essa non è stata resa effettiva, al punto che oggi i suoi effetti sembrano avere un impatto maggiore. Tale strategia si pone peraltro in conformità con l'obiettivo di investire nelle infrastrutture immateriali e in particolare umane, che sono il cardine degli ambiti del sapere. La relatrice concorda altresì con l'affermazione secondo cui questi ultimi sono il volano dello sviluppo, sicchè occorre assolutamente garantire il fabbisogno indicato nell'Allegato III, onde favorire il recupero e il rilancio dei settori di riferimento, purtroppo penalizzati dai tagli previsti per il triennio. Si augura inoltre che nel prossimo anno sia proseguita la stabilizzazione del personale, anche attraverso l'utilizzo dei risparmi già conseguiti nel settore dell'istruzione.

Riguardo all'università, auspica che il Governo presenti al più presto il preannunciato disegno di legge di riordino del comparto, in modo da innovare la governance degli atenei in un contesto di dialogo tra tutte le forze politiche, nell'ottica fra l'altro di salvaguardare il futuro dei giovani che vogliono puntare sulla carriera accademica. In proposito, ritiene necessario completare quanto prima le procedure di concorso già bandite e definire quelle a regime, in linea con gli obiettivi di meritocrazia e trasparenza già introdotti dal decreto-legge n. 180, nonché portare a compimento il processo di valutazione del sistema, dando finalmente attuazione all'Agenzia nazionale per la valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR). Conviene inoltre con l'affermazione per cui le necessità finanziarie indicate nell'Allegato III debbono essere effettivamente corrisposte, per dare respiro agli atenei già in occasione della prossima programmazione, altrimenti impossibile da predisporre.

In relazione alla ricerca, giudica preoccupanti i dati riferiti alla scarsa propensione delle imprese ad investire nel settore, soprattutto al Sud, nonostante il credito di imposta sia uno strumento valido e da incentivare. Al riguardo, crede che le criticità del comparto in termini di difficile trasferimento dei risultati nel sistema produttivo dipenda in parte anche dal debole rapporto tra quest'ultimo e il mondo della ricerca, per cui c'è bisogno di una più stretta interdipendenza. Si augura inoltre che a breve sia elaborato il Programma nazionale della ricerca proprio per individuare le priorità strategiche di studio e di sviluppo.

Con riferimento all'Agenzia per il trasferimento tecnologico, concorda con le perplessità manifestate dal presidente Possa e ne auspica quanto meno un coordinamento con l'organismo già operante sotto la vigilanza del ministro Brunetta.

Quanto ai beni e le attività culturali, conviene con il senatore Vita nel ritenere che essi rappresentino l'immagine dell'Italia all'estero e che necessitino pertanto di un maggiore sostegno; tiene tuttavia a sottolineare che in passato alcuni segmenti del comparto hanno beneficiato di ingenti risorse, non sempre impiegate in maniera fruttuosa, per cui reputa utile un intervento correttivo, che ripristini l'equilibrio senza imporre ulteriori sacrifici. Passando al FUS, giudica non più procrastinabile il tanto attesto reintegro delle risorse, rammentando l'impegno del ministro Bondi in questo senso; sollecita perciò l'Esecutivo a mantenere la promessa di reintegrare quanto prima gli stanziamenti almeno ai livelli del 2008.

Dopo essersi associata alle considerazioni del Presidente sul valore della programmazione budgetaria annuale, al fine di un indispensabile confronto tra le prospettive di sviluppo e le concrete politiche di investimento, dà infine lettura di uno schema di parere favorevole con osservazioni, pubblicato in allegato al presente resoconto.

 

Il senatore PITTONI (LNP) chiede che, nell'elenco delle iniziative previste nell'ambito dell'istruzione, sia soppresso il riferimento al superamento delle classi sottodimensionate con riguardo alla riorganizzazione della rete scolastica e all'innalzamento del rapporto alunni-docenti, onde non penalizzare ad esempio le scuole di montagna.

 

Il senatore de ECCHER (PdL) suggerisce, all'osservazione n. 1, di sostituire le parole "senza pregiudicare la qualità del sistema complessivo" con le seguenti "al fine di potenziare la qualità del sistema complessivo".

 

Il presidente POSSA (PdL) sollecita l'introduzione di un'osservazione aggiuntiva, in cui si esprima forte preoccupazione per il ritardo che caratterizza l'attuazione del PON Ricerca e Competitività 2007-2013.

 

Il senatore RUSCONI (PD) ritiene inopportuno affermare che il Documento delinei per la prima volta un'analisi onesta delle criticità.

 

A tale proposito, il senatore VALDITARA (PdL) propone di sostituire la parola "onesta" con l'altra "trasparente".

 

La relatrice COLLI (PdL) dichiara di accogliere tutti i suggerimenti e riformula conseguentemente il proprio schema di parere in un nuovo testo, pubblicato in allegato al presente resoconto.

 

Il senatore RUSCONI (PD) illustra uno schema di parere alternativo, pubblicato in allegato al presente resoconto, i cui toni decisamente contrari al DPEF in esame traggono origine, fra l'altro, da una profonda delusione per il ruolo svolto dalla Commissione. A suo avviso, infatti, ancora una volta essa non ha saputo difendere adeguatamente i settori di propria competenza dal saccheggio perpetrato dal Governo. Egli manifesta tuttavia apprezzamento per la replica del Sottosegretario, nonché per alcuni interventi di maggioranza, ancorché essi non siano poi stati adeguatamente recepiti nel parere della relatrice.

Nel merito, egli lamenta innanzitutto che le sfide della modernità non siano state affrontate correttamente, puntando sui saperi più che sulla tecnologia, in linea con i Paesi più avanzati. Reputa altresì che la severità propugnata dal ministro Gelmini non sia idonea a conseguire soddisfacenti risultati in termini di innalzamento della qualità dell'istruzione. Inoltre, censura la carenza di idonee misure di valorizzazione del merito per i docenti.

Nel rilevare come la scolarizzazione dei ragazzi italiani continui a peggiorare drammaticamente rispetto agli standard europei, si esprime infine in senso decisamente contrario al parere della relatrice, di cui condivide solo le osservazioni nn. 2 , 3 e 5, che pure avrebbero potuto essere più incisive.

Raccomanda perciò l'approvazione del parere da lui presentato insieme agli altri senatori appartenenti al suo Gruppo.

 

Il senatore ASCIUTTI (PdL) annuncia invece il voto favorevole del suo schieramento politico, pur rilevando le angolazioni diverse con cui il Documento è stato esaminato dalla stessa maggioranza. Ribadisce peraltro che, nelle condizioni economiche attuali, l'elencazione dei fabbisogni relativi ai Ministeri di competenza della Commissione rappresenta una prospettiva di tutto rispetto. Né va dimenticato che essa è stata condivisa e sottoscritta dal Presidente del Consiglio e dal Ministro dell'economia. È evidente d'altra parte che tali obiettivi debbono ora essere messi in pratica ed in tal senso egli rinnova il proprio impegno a vigilare affinché essi vengano tradotti sul piano legislativo.

Registra altresì favorevolmente la disponibilità dimostrata dalla senatrice Vittoria Franco a convergere su misure che vadano nell'interesse del Paese.

Nel confermare il proprio giudizio positivo, in base alle summenzionate premesse, sul Documento in esame, ribadisce il voto favorevole del suo Gruppo sullo schema di parere come modificato dalla relatrice, cui rivolge un sentito ringraziamento per l'impegno profuso. Deplora peraltro che il Sottosegretario Pizza non abbia assicurato una presenza costante al dibattito in tutte le sue fasi.

 

Dopo che il PRESIDENTE ha accertato la presenza del numero legale ai sensi dell'articolo 30, comma 2, del Regolamento, la Commissione approva a maggioranza il parere favorevole con osservazioni della relatrice, come modificato, con conseguente preclusione dello schema di parere contrario avanzato dai senatori Rusconi ed altri.

 

            La seduta termina alle ore 16,30.