Tuttavia il Gruppo del Partito Democratico, se non interverrà un'ulteriore riformulazione delle osservazioni proposte, non potrà esprimersi a favore, ciò in quanto lo schema proposto dalla relatrice risulta in certa misura reticente su quelli che sono i profili maggiormente preoccupanti dell'iniziativa del Governo, vale a dire sul rischio di un vero e proprio snaturamento dei contenuti, dell'impianto e dei principi ispiratori del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, con il quale il Governo Prodi aveva dato un importante e significativo segnale della volontà di affrontare finalmente il problema degli incidenti sul lavoro, che, come a tutti è noto, costituisce una grande questione nazionale, che vede ad esempio una media giornaliera di tre decessi per incidenti di questo tipo.
E' l'impianto complessivo dello schema che circoscrivendo e riducendo grandemente in capo agli imprenditori l'obbligo giuridico penalmente sanzionabile ex articolo 40 di tutelare la salute dei lavoratori, nonché riducendo in maniera significativa l'entità delle pene previste dal decreto legislativo n. 81 del 2008, appare del tutto inaccettabile, anche perché l'indirizzo di politica criminale che viene seguito in questo caso appare incoerente da un lato con la strategia perseguita in questo momento dal Governo e dalla maggioranza di fare ampio ricorso all'istituzione o all'aggravamento di sanzioni penali per fattispecie di ben minore offensività, e dall'altro con gli indirizzi di riforma del sistema sanzionatorio recati dalle iniziative legislative sulla modifica della parte generale del codice penale.