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Legislatura 16ª - 2ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 67 del 24/06/2009


Schema di decreto legislativo concernente: "Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, recante attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro" (n. 79)

(Osservazioni alla 11a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Osservazioni favorevoli con rilievi e raccomandazioni)

 

Riprende l'esame, sospeso nella seduta del 16 giugno scorso.

 

      Il presidente BERSELLI ricorda che nella seduta precedente la senatrice Gallone aveva svolto la relazione introduttiva e aveva avuto luogo la discussione generale.

 

            La relatrice GALLONE (PdL) illustra l'allegata proposta di osservazioni.

 

Il senatore CASSON (PD) esprime in primo luogo vivo apprezzamento per lo sforzo della relatrice di raccogliere le sollecitazioni provenienti dal dibattito, e in particolare dallo schema di parere proposto dall'opposizione, soprattutto attraverso la proposta di sopprimere la lettera d) della riformulazione dell'articolo 15-bis del decreto legislativo introdotta dall'articolo 10-bis dello schema di decreto, nonché attraverso la raccomandazione finale, totalmente condivisa dall'opposizione.

Tuttavia il Gruppo del Partito Democratico, se non interverrà un'ulteriore riformulazione delle osservazioni proposte, non potrà esprimersi a favore, ciò in quanto lo schema proposto dalla relatrice risulta in certa misura reticente su quelli che sono i profili maggiormente preoccupanti dell'iniziativa del Governo, vale a dire sul rischio di un vero e proprio snaturamento dei contenuti, dell'impianto e dei principi ispiratori del decreto legislativo  9 aprile 2008, n. 81, con il quale il Governo Prodi aveva dato un importante e significativo segnale della volontà di affrontare finalmente il problema degli incidenti sul lavoro, che, come a tutti è noto, costituisce una grande questione nazionale, che vede ad esempio una media giornaliera di tre decessi per incidenti di questo tipo.

E' l'impianto complessivo dello schema che circoscrivendo e riducendo grandemente in capo agli imprenditori l'obbligo giuridico penalmente sanzionabile ex articolo 40 di tutelare la salute dei lavoratori, nonché riducendo in maniera significativa l'entità delle pene previste dal decreto legislativo n. 81 del 2008, appare del tutto inaccettabile, anche perché l'indirizzo di politica criminale che viene seguito in questo caso appare incoerente da  un lato con la strategia perseguita in questo momento dal Governo e dalla maggioranza di fare ampio ricorso all'istituzione o all'aggravamento di sanzioni penali per fattispecie di ben minore offensività, e dall'altro con gli indirizzi di riforma del sistema sanzionatorio recati dalle iniziative legislative sulla modifica della parte generale del codice penale.

 

Il senatore BENEDETTI VALENTINI (PdL) non condivide il giudizio di reticenza o insufficienza dello schema proposto dalla relatrice che sembra trasparire dall'intervento del senatore Casson.

In realtà il testo proposto dalla relatrice, nella sua sintesi, esprime con estrema chiarezza un apprezzabile punto di equilibrio fra le diverse esigenze in gioco.

L'oratore premette di essere estremamente sensibile al problema della sicurezza sul lavoro sia per aver partecipato ad attività di indagine su questo problema, sia per il fatto di provenire da una regione particolarmente colpita da questo fenomeno.

Egli osserva che si tratta di una problematica complessa, che richiede interventi a molti livelli, laddove si pensi ad esempio che una percentuale rilevante degli incidenti sul lavoro interessano ditte che svolgono attività di manutenzione di impianti industriali, ditte cioè la cui ragione sociale è la messa in sicurezza degli impianti stessi.

Sotto questo profilo il decreto legislativo n. 81 del 2008 ha rappresentato una novità importante e apprezzabile.

Tuttavia l'intervento correttivo del Governo appare quanto mai opportuno, e ciò perché l'esperienza dimostra come in questi campi sia controproducente introdurre norme eccessivamente e genericamente punitive, che hanno difficoltà ad essere rispettate.

In particolare l'intervento del Governo appare opportuno proprio nella parte in cui, attraverso la modifica dell'articolo 15-bis del decreto legislativo, si configura in maniera puntuale l'ambito di applicazione in questa materia dell'articolo 40 del codice penale, con ciò evitando il rischio di istituire figure di reato a responsabilità oggettiva.

 

La senatrice DELLA MONICA (PD) precisa che il Gruppo del Partito Democratico non accusa in alcun modo di reticenza la relatrice, della quale anzi si apprezza vivamente la disponibilità al confronto dimostrata nella redazione del parere.

Il riferimento alla reticenza dello schema è esclusivamente nel senso di prendere atto che c'è una differenza di fondo di impostazione politica e di valutazione dello schema di decreto legislativo, che impedisce all'opposizione di approvare il testo proposto dalla relatrice, a meno che da lei e dalla maggioranza non vi sia il segnale della volontà di ricercare ulteriori spazi di convergenza, ad esempio trasformando i rilievi formulati nello schema in condizioni.

 

Dopo un intervento del senatore D'AMBROSIO (PD), il quale, facendo appello anche alla sua esperienza professionale, sottolinea la necessità di non trasmettere all'opinione pubblica e al mondo dell'impresa e del lavoro un segnale di abbassamento della guardia in materia di impegno per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, il senatore LI GOTTI (IdV), esprime alcune perplessità sulla formulazione del rilievo riferito alla lettera c) dell'articolo 15-bis del decreto legislativo come modificato dall'articolo 10-bis dello schema di decreto.

 

Dopo una breve dichiarazione di voto del senatore CASSON (PD) lo schema di osservazioni proposto dalla relatrice è approvato a maggioranza, salvo che per la parte concernente dal soppressione della lettera d) dell'articolo 15 del decreto legislativo n. 81 del 2008 come modificato dall'artico lo 10-bis dello schema di decreto, e la raccomandazione finale, parti sulle quali il voto della Commissione è unanime.