Il ministro Mariastella GELMINI, riprendendo la propria replica, ribadisce che la polemica sul tempo pieno, protratta per mesi, ha generato ingiustificati allarmismi nelle famiglie. Si augura pertanto che le polemiche abbiano termine, atteso che la scuola ha bisogno di stabilità e punti di riferimento certi, anziché di una sistematica disinformazione.
Ella conviene poi con la senatrice Mariapia Garavaglia che sarebbe preferibile garantire a tutte le scuole i requisiti necessari per richiedere il tempo pieno. Sottolinea tuttavia che si tratta di un compito che non spetta al solo Ministero di sua competenza, coinvolgendo in primo luogo la responsabilità delle autonomie territoriali.
Al senatore Ceruti, che aveva invitato a non focalizzare l'attenzione sulla sola questione finanziaria, risponde indi che si tratta tuttavia di un problema reale, in assenza del quale certamente sarebbe più facile individuare l'organizzazione scolastica ottimale. L'istruzione deve tuttavia fare i conti con un bilancio modesto, oltretutto caratterizzato da sprechi e da una spesa in molti casi inefficace.
Con riferimento alla esagerata proliferazione dei progetti, del resto già affrontata sia pure senza successo dall'ex ministro Fioroni, conviene che in alcuni casi si tratta di attività discutibili, che devono cedere il passo ad esigenze primarie. Conferma quindi di dedicare la massima attenzione, anche attraverso la riorganizzazione del Ministero, a recuperare risorse attraverso la razionalizzazione della spesa. A tal fine, ritiene tuttavia poco proficuo negare il problema delle risorse o rifiutarsi di affrontare il nodo dei meccanismi di spesa.
Passando alle richieste di approfondimento sull'istruzione tecnica, conferma di essersi avvalsa del lavoro svolto nella scorsa legislatura, che con qualche affinamento entrerà in vigore dal prossimo anno scolastico.
Quanto all'edilizia scolastica, rileva che, negli ultimi trent'anni, l'Italia ha accumulato un ritardo impressionante. Appena insediata al Ministero, ella ha peraltro istituito un gruppo di lavoro specifico; rivendica altresì con soddisfazione l'importante intesa raggiunta in Conferenza unificata di cui ha dato conto in apertura dell'audizione. Per la prima volta, infatti, è stata superata la frammentazione delle competenze; inoltre, i 1.500 milioni di euro stanziati dal Governo, sia pure certamente insufficienti, rappresentano pur sempre un segnale importante. Auspica inoltre che le regioni rivedano la propria offerta formativa, riallocando risorse su queste tematiche piuttosto che su infiniti corsi di formazione senza adeguati sbocchi professionali.
Con riferimento alla normativa antisismica, esprime indi l'auspicio già prossimo che il Consiglio dei ministri manifesti sensibilità nei confronti delle esigenze delle scuole, ad esempio con riguardo al "piano casa".
Dopo aver confermato l'abolizione delle compresenze, salvo che durante il tempo mensa, conviene sull'esigenza di incrementare le attività di orientamento al fine di ridurre la dispersione scolastica. Anche in questo caso, invoca peraltro un'informazione trasparente e corretta, che non generi confusioni.
Passando alla riforma della scuola secondaria, conferma l'esigenza di accelerare i tempi. Ritiene peraltro indispensabile un'efficace attività di valutazione, in piena autonomia non solo dal Ministero ma anche dalle organizzazioni sindacali. Ciò, al fine di un'efficace valorizzazione del merito.
Rispondendo indi alle domande sulle "classi-ponte", precisa che si tratta di una misura niente affatto volta alla discriminazione, bensì alla piena integrazione degli alunni stranieri. Questi ultimi infatti, soprattutto se in età adolescenziale e inseriti in un contesto familiare che non parla la lingua italiana, incontrano notevoli difficoltà di apprendimento e necessitano di interventi mirati. A tal fine, ritiene che anche l'educazione civica possa essere di grande aiuto.
Quanto all'insegnamento dell'inglese, conviene che le 150 ore attualmente previste per la formazione dei docenti non siano sufficienti. Preannuncia pertanto un apposito piano di aggiornamento per le scuole elementari che consenta una preparazione più idonea.
Dopo aver assicurato che il Ministero ha allo studio misure adeguate per corrispondere gli arretrati cui le scuole hanno diritto, si sofferma sul tema del precariato, ribadendo l'esigenza di chiudere l'esperienza delle SSIS a fronte della messa ad esaurimento delle graduatorie. Anche in questo caso, invita tuttavia a non diffondere cifre inesatte al solo fine di generare allarmismi.
Al senatore de Eccher precisa indi che le ore sono effettivamente di 60 minuti. Non ritiene peraltro che la qualità della scuola risulti incrementata in corrispondenza di un aumento delle ore o della quantità dei compiti. Oltre un certo limite, crolla infatti il livello di attenzione e di apprendimento degli alunni.
Conclude ribadendo l'impegno del Governo a migliorare l'offerta formativa affrontando con coraggio i profili di maggiore problematicità, fra cui in primo luogo la riqualificazione della scuola.