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Legislatura 16ª - 7ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 96 del 21/04/2009


La senatrice BASTICO (PD) ritiene che le informazioni rassicuranti fornite dal Ministro non corrispondano assolutamente ai provvedimenti assunti, generando gravi difformità che creano allarme nella scuola e nelle famiglie. Nel ribadire a sua volta l'opportunità di un confronto costante con il Parlamento sollecita il Ministro a fare chiarezza, deplorando l'assenza di un disegno di riforma.

Pur riservandosi di approfondire la riforma del secondo ciclo, lamenta che fino ad ora la logica prevalente sia stata quella dei tagli la cui origine è rinvenibile nell'articolo 64 del decreto-legge n. 112 del 2008; in proposito reputa insostenibili tali decurtazioni per la scuola se non a svantaggio della qualità.

Precisa poi che il Governo Prodi aveva avviato una sperimentazione provinciale per la riorganizzazione selettiva del comparto, nella consapevolezza dell'esigenza di una razionalizzazione; fa presente altresì che i risparmi realizzati nelle province restavano a disposizione delle scuole e dei territori. Stigmatizza pertanto che, a fronte di un'iniziativa ragionevole e diversificata, il Governo abbia invece deciso di abbandonare detta sperimentazione e di operare tagli indiscriminati che incideranno pesantemente proprio sulle realtà che hanno fino ad ora prodotto risultati positivi come ad esempio l'Emilia Romagna e la Lombardia. Al riguardo deplora la riduzione dei docenti in alcune aree nonostante si registri un incremento della popolazione studentesca.

Rispetto alle presunte conferme riguardanti il tempo pieno, rammenta che il Governo aveva promesso addirittura un incremento che risulta irrealizzabile stanti le attuali misure. Nel sottolineare la necessità di soddisfare le domande delle famiglie anche rispetto alla scuola dell'infanzia, paventa il rischio di una diminuzione delle ore nelle materie fondamentali quali ad esempio italiano, informatica e lingua straniera nella scuola secondaria di primo grado, mentre in quella di secondo grado, benché la riforma sia rinviata di un anno, si riducono comunque in maniera drastica i docenti.

Quanto ai precari, nega che i tagli siano meno pesanti in quanto si registrano numerosi pensionamenti, atteso che questi ultimi non possono essere confusi con i posti in organico, oggetto di una brusca diminuzione. I tagli del personale, prosegue, impediscono infatti ad altri docenti precari di essere immessi in ruolo, con conseguenze assai gravi, considerato che non sono previsti ammortizzatori sociali. Puntualizza inoltre che sono vacanti circa 25.000 posti in organico rispetto ai quali le prossime assunzioni sono totalmente insufficienti.

Domanda quindi l'opinione del Governo rispetto alla proposta del Partito democratico di introdurre un'indennità di disoccupazione per il personale della scuola che ha svolto nell'ultimo anno almeno 180 giorni di servizio, analogamente a quanto previsto per altri comparti.

Invita poi il Ministro a ridurre l'entità dei tagli dei docenti e del personale ATA a partire dall'Abruzzo, nella prospettiva di ripensare le riduzioni regione per regione dando anche un segnale di solidarietà e coesione sociale.

Chiede altresì l'elaborazione di un piano di sicurezza delle scuole con risorse effettive, suggerendo interventi straordinari per adeguare la situazione attuale alla normativa anti-sismica e lamentando il dimezzamento dei finanziamenti destinati a tale scopo.

Quanto alla riforma del secondo ciclo, nel rammentare che fino ad ora non è stato fatto cenno ad un riordino degli istituti professionali, manifesta forte preoccupazione per l'intensa stipulata con la regione Lombardia, in quanto essa prefigura un passaggio dell'istruzione professionale alle regioni, sul quale il Partito democratico è contrario.

Sollecita indi maggiori chiarimenti sul sistema dei licei nonché sulle "classi- ponte", domandando a tale ultimo riguardo se è previsto un tetto di alunni stranieri nelle classi. Nel lamentare la confusione e l'incertezza in cui versa il comparto, invoca infine più trasparenza e rispetto della legalità in merito all'attuazione del Piano programmatico e alla pubblicazione - non ancora avvenuta - dei regolamenti inerenti il primo ciclo, atteso che essi sono il presupposto giuridico per l'emanazione della circolare sulle iscrizioni e del decreto sugli organici.