Dopo aver stigmatizzato l'utilizzo improprio dell'istruzione come terreno di battaglia politica, ritiene che le cause della dispersione scolastica nella scuola superiore di secondo grado abbiano radici risalenti e non vadano affrontate erroneamente promuovendo tutti; occorre invece a suo avviso garantire la qualità del sistema, attribuendo la giusta severità allo studio senza fare demagogia.
Deplora inoltre l'allarmismo ingiustificato in relazione all'accorpamento degli istituti, atteso che ciò danneggia il Paese e testimonia solo uno sterile scontro ideologico. Pur apprezzando le aperture del senatore Rusconi, reputa indispensabile un clima più pacato che consenta di lavorare sui contenuti, evitando accuse gratuite.
Si compiace indi dell'aumento previsto del tempo pieno, sottolineando altresì che l'Italia ha accumulato un pesante ritardo nel sistema di assistenza sociale, rispetto al quale occorre innescare un meccanismo virtuoso per dare respiro ai precari.
Giudica inoltre essenziale attribuire al personale ATA la responsabilità in vigilando, atteso che fino ad ora tali figure non hanno una chiara definizione dei rispettivi compiti.
Concorda poi con l'esigenza di ridurre il numero dei progetti, i quali talvolta sono utilizzati per soddisfare esigenze personali o sindacali, evidenziando l'opportunità di valorizzare le discipline fondamentali, in ossequio alle finalità della scuola.
Nel ribadire il suo favore per l'operato dell'Esecutivo, invita infine a considerare nella giusta prospettiva lo sforzo compiuto sugli organici, rilevando come spesso essi siano aumentati fittiziamente senza un reale riscontro sulla situazione effettiva della scuola.