COMMISSIONI 7ª e9ª RIUNITE
7ª (Istruzione pubblica, beni culturali)
9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare)
GIOVEDÌ 23 OTTOBRE 2008
1ª Seduta
Presidenza del Presidente della 7ª Commissione
Interviene, ai sensi dell'articolo 48 del Regolamento, il coordinatore di SAgRi, dottor Roberto Defez.
La seduta inizia alle ore 14,40.
SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI
Il PRESIDENTE avverte che è stata avanzata la richiesta, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento, di attivazione dell'impianto audiovisivo e del segnale audio per l'audizione all'ordine del giorno della seduta di oggi; il Presidente del Senato, previamente interpellato, ha fatto conoscere il proprio assenso e pertanto, ove le Commissioni riunite convengano, tale forma di pubblicità sarà adottata per il seguito della seduta.
Convengono le Commissioni riunite.
PROCEDURE INFORMATIVE
Indagine conoscitiva sugli organismi geneticamente modificati utilizzabili nel settore agricolo italiano per le produzioni vegetali, con particolare riguardo all'economia agroalimentare ed alla ricerca scientifica: audizione del dottor Roberto Defez, coordinatore di SAgRi-Salute, Agricoltura, Ricerca
Il presidente della 7ª Commissione POSSA introduce il dottor Defez, coordinatore di SAgRi, rammentando che la procedura informativa in titolo è volta ad acquisire maggiori informazioni sugli organismi geneticamente modificati (OGM) di interesse agricolo, quali mais, soia e colza. L'intento delle Commissioni riunite, prosegue, è di capire le giustificazioni dal punto di vista scientifico della posizione italiana tradizionalmente contraria agli OGM, per quanto attiene sia ai criteri di sicurezza, sia all'esigenza di una ragionevole apertura nei confronti della ricerca.
Il presidente della 9ª Commissione SCARPA BONAZZA BUORA ribadisce la volontà delle Commissioni riunite di affrontare in maniera seria e severa il tema in esame, senza forzature né pregiudizi onde ricondurre la questione a processi logici comprensibili. Ciò al fine di approfondire dal punto di vista scientifico e tecnologico la validità o meno degli organismi transgenici attraverso il contributo degli operatori dei settori interessati.
Il dottor DEFEZ descrive preliminarmente l'associazione di cui è coordinatore, composta da imprenditori agricoli e da due società scientifiche, che si occupano l'una di genetica agraria e l'altra di tossicologia, nella prospettiva di valutare il tema per quanto riguarda l'ambito agricolo e della salute.
Consegna poi alla Commissione due consensus document elaborati dalle più prestigiose associazioni scientifiche nazionali in merito agli OGM, osservando che l'intera filiera dei prodotti a denominazione di origine protetta (DOP) e a indicazione geografica protetta (IGP) da oltre un decennio deriva da animali alimentati con prodotti contenenti una percentuale, giunta ormai al 60 per cento, di soia geneticamente modificata.
Nel puntualizzare che l'Europa importa del resto più del 90 per cento della soia che utilizza e che questa è, per la quasi totalità, geneticamente modificata, rileva poi che anche per quanto riguarda il mais la produzione di colture geneticamente modificate è assai alta.
Dopo aver risposto ad un breve quesito del senatore ASCIUTTI (PdL) circa le produzioni OGM free in Argentina, il dottor DEFEZ rileva che anche in Italia il mais transgenico ha fatto il suo ingresso, considerato che se ne importa circa il 15 per cento. Il punto nodale, osserva, attiene allo sviluppo di tossine dannose per l'uomo nel mais tradizionale chiamate fumonisine, le quali possono provocare tumori all'esofago e malformazioni ai feti poiché impediscono l'assorbimento di acido folico. Considerata l'elevata produzione di mais nella pianura padana, si è registrato anche in Italia un tasso di microrganismi dannosi assai elevato rispetto ai parametri europei del 2007. Per fronteggiare tale problema esiste un tipo di mais transgenico autorizzato, il mais bt, in grado di resistere all'attacco dei parassiti, anche se - sottolinea - in Italia non è possibile svolgere esperimenti in tal senso.
Nel dar conto delle indagini mediche in ordine alle malformazioni genetiche ereditarie, condotte tuttavia in modo non capillare, richiama gli ultimi sondaggi dell'Eurobarometro in merito alla posizione italiana rispetto agli OGM. Al riguardo, comunica che solo il 20 per cento degli italiani manifesta preoccupazione sul tema e che circa il 30 per cento sarebbe favorevole all'impiego di alimenti transgenici, ponendo sullo stesso piano le informazioni in proposito ricevute da scienziati e associazioni ambientaliste.
Precisa quindi i vantaggi del mais bt in termini di riduzione di fumonisine, di minori danni ambientali dato il limitato impiego di pesticidi, nonché di benefici economici, prefigurando inoltre che nel 2009 la produzione di mais in Italia subirà un duro colpo a causa di un nuovo parassita, la diabrotica, in grado di danneggiare le radici. In proposito, rileva che esistono piante di mais resistenti a tale parassita di cui l'Europa ha autorizzato il consumo ma non la coltivazione.
Dopo essersi soffermato sull'elevato uso di pesticidi per la produzione del cotone, evidenzia i contrapposti interessi tra gli Stati Uniti e l'Europa atteso che i primi producono semi biotech, mentre la seconda ha potenti multinazionali nel settore degli agrofarmaci.
Risponde poi ad un quesito del senatore PICCIONI (PdL) descrivendo brevemente le caratteristiche dei parassiti del mais e precisando che non è possibile usare i sistemi tradizionali che fanno leva sui pesticidi, in quanto potrebbero inquinare le falde acquifere.
Seguono quesiti da parte dei senatori.
La senatrice ALLEGRINI (PdL) domanda maggiori chiarimenti in merito alla contrapposizione di interessi economici tra gli Stati Uniti e l'Europa.
Il dottor DEFEZ puntualizza che le grandi multinazionali americane possiedono oltre il 40 per cento dei brevetti nel settore biotech, mentre quelle europee hanno di fatto il predominio negli agrofarmaci, per cui l'Europa ha rallentato la produzione di semi geneticamente modificati che, rammenta, hanno avuto origine proprio nel Vecchio Continente.
Tale scenario, prosegue, è stato paradossalmente intensificato tramite l'attività parallela delle aziende statunitensi leader nel mercato, da un lato, e le associazioni ambientaliste, dall'altro, le quali hanno richiesto analisi più frequenti ma assai costose per valutare i prodotti, eliminando perciò la concorrenza di università e centri di ricerca. Rileva peraltro criticamente che il passaggio dalle scoperte scientifiche alla loro commercializzazione è fortemente ostacolato a causa degli oneri elevati e della disciplina europea in materia di brevetti.
Il senatore MAZZARACCHIO (PdL), nell'esprimere un sentimento contrastante di tranquillità e inquietudine rispetto alle informazioni rese dal dottor Defez, ritiene che i progressi della scienza abbiano fornito dati rassicuranti ma di volta in volta superati da successive scoperte, per cui il quadro, specie nel settore alimentare e della salute, non è del tutto definito. Reputa perciò che le preoccupazioni diffuse in ordine agli OGM non siano infondate, e che sia ulteriormente necessario un approfondimento dal punto di vista scientifico e tecnologico.
Dopo aver osservato che la materia oggetto della odierna procedura informativa presenta profili di estrema delicatezza, meritevoli di un approccio scevro da pregiudizi ideologici, il senatore DE CASTRO (PD) fa riferimento alle conclusioni di un seminario di studio organizzato dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace sul tema degli organismi geneticamente modificati, evidenziando le problematiche di carattere etico connesse all’utilizzazione di quelle tecniche di modificazione genetica suscettibili di determinare un certo allarme nel pubblico dei consumatori, rispetto alle quali apparirebbe pertanto pienamente giustificata l’adozione di un atteggiamento maggiormente restrittivo.
In particolare, rileva la profonda differenza fra le tecniche di miglioramento genetico applicate sulla combinazione di geni della stessa specie rispetto all'incrocio fra geni animali e vegetali. Nel sottolineare che oltre il 90 per cento dei prodotti OGM attualmente in commercio è intraspecie, non essendoci ragioni né economiche né commerciali per gli incroci, reputa vi sia una discriminante etica rispetto alle varietà risultanti dall'innesto di geni di origine diversa.
Puntualizza altresì che il patrimonio genetico è comunque in costante mutazione.
Ad avviso del dottor DEFEZ, la previsione, in ipotesi, di stringenti limitazioni all’utilizzazione di talune tecniche di modificazione genetica, sulla base di argomentazioni di carattere etico, va senz’altro tenuta in grande considerazione, nella prospettiva di un approccio globale al problema, pur nell’esigenza di non attenuare i profili di ricerca e sperimentazione scientifica. Rimarca peraltro che da quando gli OGM sono entrati nell'alimentazione animale, oltre un decennio fa, non si sono determinati pericoli per la salute.
La senatrice ALLEGRINI (PdL) sollecita un’approfondita valutazione delle ragioni per le quali emergono, nell’ambito della comunità scientifica, prese di posizione estremamente diversificate riguardo agli effetti della scelta di utilizzare organismi geneticamente modificati nelle varie tipologie di produzioni tanto sull’alimentazione umana quanto sull’ambiente e le relative tecniche di coltivazione.
Il presidente della 9ª CommissioneSCARPA BONAZZA BUORA invita a considerare l’importanza delle ricadute di carattere economico sull’intero settore agroalimentare delle varie opzioni di fondo disponibili. In proposito, come confermato anche dal discontinuo andamento che i prezzi delle materie prime alimentari hanno fatto recentemente registrare, s’impone l’esigenza di cogliere con precisione le cause della diversificazione dei prezzi dei prodotti geneticamente modificati rispetto a quelli tradizionali, anche per poter valutare un possibile vantaggio competitivo sul mercato del secondo tipo di prodotti.
Specificato che il processo di formazione del prezzo dei prodotti geneticamente modificati risulta di particolare complessità, il dottor DEFEZ richiama alcune recenti dichiarazioni del Ministro delle politiche agricole e forestali, a tenore delle quali, al momento, gli OGM presenterebbero un valore di mercato inferiore a quello degli altri prodotti. Tuttavia, ritiene ragionevole presumere un probabile incremento, in futuro, dei prezzi di tali prodotti, nell’ambito di un percorso di progressivo miglioramento della qualità.
Riferendosi poi al quesito posto dalla senatrice Allegrini, osserva che una complessiva valutazione della tematica non può in alcun modo prescindere dalle conclusioni cui perverrà la ricerca in ambito scientifico, anche se non si può disconoscere, d’altro canto, la necessità di una valutazione puntuale per le singole tipologie di prodotti geneticamente modificati. In tal senso, appare quindi essenziale consentire anche agli operatori specializzati italiani la possibilità di condurre sperimentazioni sul campo. Non esiste infatti un'opzione universalmente valida, ma occorre che la ricerca sia lasciata libera di esplorare a tutto campo.
Il senatore ANDRIA (PD) rileva che l’orientamento contrario manifestato da cospicui settori non solo delle organizzazioni professionali agricole ma anche dello stesso mondo politico, rispetto all’eventuale impiego, nelle produzioni vegetali, di OGM, sia riconducibile alla non auspicabile influenza di pregiudizi di carattere ideologico, ancorati alla difesa della qualità e dell’identità dei prodotti tipici locali: a suo parere, tale circostanza rafforza ulteriormente la necessità di comprendere l’attuale stato di elaborazione delle ricerche scientifiche, per offrire risposte serie e attendibili all’opinione pubblica.
Pur convenendo, in linea di principio, con l’esigenza di preservare le caratteristiche proprie delle produzioni nazionali, ponendole al riparo, per quanto possibile, da interventi di carattere manipolativo, il dottor DEFEZ evidenzia tuttavia la contraddizione insita in un approccio che, da un lato, ammette l’utilizzazione di OGM nella produzione di mangimi destinati all’allevamento delle razze animali e, dall’altro, ne nega però l’utilizzabilità in relazione al settore agroalimentare. Inoltre, nella complessiva valutazione della materia, occorre anche conciliare l’esigenza di tutela delle produzioni locali con le condizioni del fabbisogno nazionale rispetto alle importazioni di derrate alimentari dall’estero.
Il senatore DE CASTRO (PD) sottolinea come il richiamo alla protezione dell’identità della produzione nazionale possa rivelarsi fuorviante, posto che il patrimonio genetico è contrassegnato da una continua evoluzione nel tempo. In tal senso, sollecita un approccio più equilibrato rispetto all’adozione di tecniche dalla natura e dalla portata estremamente contenute, che non appaiono connotate da particolari rischi per la salute dei consumatori.
Il PRESIDENTE ringrazia il rappresentante del SAgRi e dichiara conclusa l'audizione. Rinvia indi il seguito dell'indagine conoscitiva.
La seduta termina alle ore 15,55.