Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub

Versione HTML base



Legislatura 16ª - 5ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 29 del 25/07/2008


Il senatore MORANDO (PD) esprime un giudizio critico sul decreto-legge in esame e si sofferma, in particolare, sul rispetto formale delle regole, delle procedure di bilancio e degli strumenti della manovra, preannunciando una proposta alternativa, che sarà presentata dal suo Gruppo attraverso una serie di emendamenti al provvedimento. Pur ritenendo apprezzabile la decisione del Governo di anticipare con il decreto-legge n. 112 la manovra di bilancio così da determinare sin da subito, all’inizio della nuova legislatura, le linee di intervento per garantire il rilancio economico del Paese, evidenzia che tale provvedimento avrebbe potuto essere adottato una volta acquisite le valutazioni del Parlamento sul Documento di programmazione economico-finanziaria. Ritiene, inoltre, che sarebbe stato preferibile procedere previamente ad una modifica dei Regolamenti parlamentari per la regolazione delle procedure riguardanti il DPEF e la manovra finanziaria, anziché adottare in sequenza una serie di provvedimenti d’urgenza in materia economica proprio in coincidenza della presentazione del DPEF alle Camere. Ricorda quindi il recente comunicato della Presidenza della Repubblica in occasione della promulgazione del disegno di conversione del decreto-legge sull’abolizione dell’ICI, con particolare riguardo alle osservazioni relative all’abrogazione del comma 3 dell’articolo 5 del decreto-legge n. 93 da parte del provvedimento d’urgenza in esame. Si sofferma, inoltre, sull’opportunità che il Governo, nei casi in cui ritenga di utilizzare lo strumento della questione di fiducia, adotti la relativa decisione una volta che si è esaurito il dibattito nella Commissione bilancio e si è addivenuti all’elaborazione di un testo. Auspica che il Governo presenti nel corso dell’esame del provvedimento da parte del Senato delle proposte di modifica al testo, ed evidenzia che sarebbe stato preferibile introdurre apposite modifiche ai Regolamenti parlamentari e alla legge n. 468 del 1978, le cui linee di fondo risultano comunque valide. A tale proposito ritiene che un’eventuale riforma debba garantire al Governo delle certezze in merito ai tempi di approvazione dei provvedimenti che esso reputa fondamentali per l’attuazione del proprio programma. Ricorda altresì che con il decreto-legge n. 112, in via sperimentale per il 2008, ha introdotto una norma che esclude la possibilità che misure per favorire lo sviluppo economico e la crescita possano trovare spazio nella prossima manovra di bilancio. Sottolinea quindi la necessità di un dibattito approfondito della questione, pur ribadendo la disponibilità di assicurare all’Esecutivo tutti gli spazi di flessibilità necessari in materia di bilancio, nel rispetto delle norme costituzionali. Si sofferma quindi sulla situazione economica dell’Italia che, come già evidenziato in occasione degli interventi svolti nel dibattito sul DPEF, deve affrontare una serie di problemi tra loro interdipendenti, tra i quali la mancata crescita economica, l’aumento delle disuguaglianze sociali, l’assenza di conseguente mobilità sociale nonché una situazione di chiusura dei mercati dovuta alla presenza di fenomeni di monopolio ed oligopolio. Preannuncia quindi la presentazione di proposte emendative volte a garantire una strategia di politica economica alternativa rispetto a quella avanzata dal Governo con il decreto-legge n. 112. Una parte di tali proposte saranno volte alla riduzione della pressione fiscale sui redditi da lavoro, attraverso apposite detrazioni IRPEF sulla quota di salario connessa alla contrattazione di secondo livello, l’aumento delle detrazioni per le spese delle cure affrontate dalle donne lavoratrici. Le ulteriori proposte si orienteranno verso un sensibile incremento degli investimenti in infrastrutture materiali ed immateriali e verso l'individuazione di meccanismi di riforma che consentano l’apertura dei mercati il cui accesso risulta bloccato, in particolare per i giovani, da situazioni di monopolio ed oligopolio. A tale riguardo, ricorda le recenti osservazioni dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato in merito alla mancata liberalizzazione dei servizi pubblici locali ed evidenzia la necessità di superare il peso burocratico che quotidianamente grava sui cittadini e sul sistema delle imprese. Osserva, da ultimo, che la copertura finanziaria delle misure appena delineate potrà essere ottenuta attraverso un’importante riduzione della spesa corrente primaria da conseguire mediante interventi strutturali sul comparto della pubblica amministrazione, già delineati, ad esempio, da un recente disegno di legge presentato dal senatore Ichino, volto ad orientare la pubblica amministrazione verso princìpi di maggiore trasparenza.