Legislatura 16ª - 5ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 29 del 25/07/2008
Il senatore
D'UBALDO (
PD), nel richiamare le considerazioni espresse dal senatore Morando, da cui emerge la volontà dell’opposizione di assicurare un apporto costruttivo alla definizione di talune questioni di carattere economico generale, rileva come l’articolo 78 appaia contrario all’ordinamento vigente, posto che, ai fini del risanamento delle finanze pubbliche del Comune di Roma, si introduce una procedura concernente la ricognizione del dissesto finanziario assolutamente peculiare, per nulla aderente al dato normativo di cui al Testo unico sugli Enti locali. In particolare, tale disposizione si caratterizza per l’attribuzione simultanea in capo al Sindaco della duplice responsabilità, ordinaria e straordinaria di Commissario; prevede, inoltre, l’instaurarsi di un rapporto diretto tra il Sindaco, nella sua veste di Commissario, e il Governo centrale, eliminando la previsione del vaglio collegiale in Consiglio comunale ed estromettendo la competenza della Corte dei conti. Non si comprendono le ragioni connesse al mancato ricorso alla legislazione vigente in materia, rischiando di generare, con la norma in questione, oltre ad un chiaro
vulnus nell’ordinamento, un’evidente disparità di trattamento nei confronti delle altre realtà comunali che presentano situazioni di dissesto finanziario analoghe.