Il sottosegretario VEGAS deposita agli atti una nota recante l'indicazione degli effetti del maxiemendamento relativo al decreto-legge in esame, verificata dalla Ragioneria generale dello Stato, rilevando che risultano così esplicitati gli effetti di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a) del decreto n. 112. In relazione invece alla questione posta dal senatore Morando circa il tenore della lettera b) della citata disposizione e alla mancata indicazione del PIL tendenziale nel DPEF, rileva che il PIL tendenziale è stato stimato coincidente con quello programmatico, come indicato nell'ambito del Documento di programmazione economico-finanziaria, nel quale si afferma che gli effetti della manovra finanziaria sulla crescita del PIL risultano sostanzialmente neutrali. La manovra di finanza pubblica determina infatti complessivamente effetti di segno opposto sulle diverse componenti che contribuiscono alla variazione del PIL. Il percorso di risanamento delineato nel Documento di programmazione economico-finanziaria risulta, a differenza degli anni precedenti, pienamente definito nell'arco del triennio 2009-2011; tale elemento, unitamente all'invarianza prevista in ordine alla pressione fiscale e all'incidenza della correzione di bilancio quasi interamente sul lato delle spese attraverso la razionalizzazione e il recupero dell'efficienza dell'intervento pubblico, rende il raggiungimento del pareggio di bilancio pienamente credibile, preservando gli operatori economici dalla necessità di ricorrere a futuri interventi correttivi. In ordine alla previsione tendenziale rileva che la razionalizzazione e il recupero di efficienza del settore pubblico determinano un incremento della competitività del sistema che stimola effetti positivi sul livello di attività del sistema economico; la definizione triennale della manovra fa sì che gli operatori non incorporino nell'ambito delle proprie aspettative alcun successivo incremento della pressione fiscale o ulteriori riduzioni delle spese, che sarebbero altrimenti necessarie al conseguimento degli obiettivi di bilancio programmati. In relazione ai profili connessi specificamente alla lettera b) dell’articolo 1, gli effetti connessi alle misure della manovra risultano di difficile quantificazione, potendo essere valutate solo a posteriori. La manovra persegue comunque obiettivi di incremento della produttività e di sostegno alla crescita, che si inseriscono nell'ambito di meccanismi prudenziali di stima cui si fa riferimento nel Documento di programmazione economico-finanziaria.