Con riferimento all'impiantistica sportiva, ritiene poi che alcuni stadi non siano più adeguati rispetto all'utenza e potrebbero pertanto essere utilizzati in maniera differente secondo appositi piani di riconversione. Al riguardo, ipotizza il ricorso ai fondi europei, ed in particolare ai Programmi operativi nazionali (PON), anche per garantire la sicurezza degli stadi, onde superare l'insufficienza di risorse economiche che ha penalizzato il provvedimento ad hoc disposto durante la XIV legislatura.
Quanto alla presunta incongruenza tra la volontà di incentivare lo sport e l'impossibilità di praticarlo a causa delle carenze dell'edilizia scolastica, suggerisce l'introduzione di una sport card di concerto con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per permettere ai giovani di utilizzare a prezzi contenuti gli impianti sportivi esistenti ad esempio a livello comunale, anche al fine di favorire gli sport diversi dal calcio.