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Legislatura 16ª - 7ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 14 del 09/07/2008


Seguito del dibattito sulle comunicazioni del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo sport, rese nella seduta del 24 giugno 2008, sugli indirizzi del Governo in materia di attività sportive   

 

Riprende il dibattito sulle comunicazioni del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo sport, sospeso nella seduta del 24 giugno scorso.

 

In discussione generale interviene il senatore BARELLI (PdL) il quale ritiene che l'esposizione del Sottosegretario abbia toccato aspetti essenziali del mondo sportivo, che presenta a suo avviso delle particolarità nel panorama europeo, come dimostra l'elevato numero di associazioni sportive. Precisa in merito che l'associazionismo e il volontariato si sono spesso sostituiti allo Stato in maniera spontanea, al fine di colmare le lacune del comparto.

Pur riconoscendo che la difficile congiuntura economica ha reso necessari tagli trasversali, si augura che possa essere corrisposto un adeguato sostegno all'associazionismo, come è accaduto in occasione della legge finanziaria del 2003. Si sofferma poi sulle forme giuridiche che le associazioni sportive hanno assunto per garantire gli investimenti nell'impiantistica sportiva, che beneficia di fondi privati per sopperire alla penuria di finanziamenti pubblici.

Ritiene inoltre che, considerata l'elevata professionalità dei protagonisti del settore, sia doveroso un intervento anche per far fronte alla crisi di identità dei giovani e alla mancanza di modelli di riferimento. Richiamandosi all'intervento svolto dal senatore Rusconi, condivide i suggerimenti in ordine alla possibilità di ridurre l'impatto dell'IVA, rilevando in proposito che la diversità di regimi fiscali gravanti sugli sportivi può avere effetti distorsivi sulla concorrenza in ambito comunitario.

Manifesta poi apprezzamento per la continuità nel finanziamento del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), tanto più che il mantenimento delle relative risorse rappresenta una conquista rilevante considerato il delicato momento economico, e si augura che non vengano disposti ulteriori appesantimenti e decurtazioni in occasione dell'imminente manovra finanziaria.

Rimarca infine l'esigenza di un coordinamento con i Dicasteri della salute e dell'istruzione nella prospettiva di valorizzare il rapporto tra le autonomie scolastiche e l'associazionismo esterno e sollecita un'azione incisiva nella lotta contro il doping, che configura l'apice di una situazione di profondo disagio della società, tale da tradire i valori dello sport.

 

Il senatore PITTONI (LNP) segnala il disappunto del suo Gruppo per la decisione di aumentare il numero di atleti extra comunitari nella serie A di calcio, in quanto ritiene che tale misura vada a scapito dei vivai.

In tal modo infatti si deprime a suo avviso la passione sportiva dei giovani italiani, snaturando peraltro il calcio con una politica che giudica priva di senso. Reputa preferibile invece puntare al rilancio dei vivai italiani e delle strutture sportive, in conformità con i valori culturali e sociali dello sport, analogamente a quanto accade in altri Paesi. 

Si rivolge dunque al Sottosegretario affinché siano adottati adeguati provvedimenti per incentivare gli investimenti nello sport nonché per promuovere la pratica sportiva nelle scuole e nelle università, nell'ottica di fronteggiare pericolose derive.

 

Il senatore DELOGU (PdL) condivide le affermazioni del Sottosegretario in ordine al valore centrale dello sport nello sviluppo della società, soprattutto in quanto esso può offrire ai giovani uno strumento di conoscenza reciproca, di divertimento e di successo. Concorda altresì sul ruolo del CONI e delle Federazioni nonché sui rilievi espressi dal senatore Pittoni circa l'eccessivo numero di atleti extra comunitari, in quanto ciò potrebbe non giovare allo sport nazionale.

Si associa indi alle considerazioni del senatore Barelli in ordine all'urgenza di contrastare in maniera decisa il doping, anche attraverso sanzioni efficaci che vietino in maniera definitiva la pratica sportiva a coloro i quali abbiano utilizzato sostanze dopanti.

Un ulteriore settore da incentivare, prosegue il senatore, è quello del dilettantismo, su cui occorre una riflessione al fine di evitare preoccupanti distorsioni, come dimostrano gli eccessivi emolumenti corrisposti ad alcuni atleti che vanno ben al di là rispetto alla natura dell'attività amatoriale. Anche in questo caso reputa essenziale prevedere sanzioni gravi e comunica che la Lega nazionale dilettanti della FIGC sta elaborando uno specifico disegno di legge che sottoporrà alla valutazione del Sottosegretario.

Fa presente conclusivamente che è allo studio della medesima Lega anche un provvedimento normativo sull'impiantistica sportiva, nella consapevolezza della necessità di prevedere adeguati luoghi in cui praticare l'attività motoria, contemperando le esigenze dei privati e degli enti pubblici interessati.

 

Il senatore Giancarlo SERAFINI (PdL), nell'apprezzare l'esposizione introduttiva del Sottosegretario e le opinioni emerse nel dibattito, chiede che la Commissione disponga di un quadro maggiormente dettagliato in ordine alle associazioni e società dilettantistiche, pur nel pieno rispetto della loro autonomia, tanto più che alcune di esse risultano attualmente commissariate.

 

Il senatore SIBILIA (PdL) si associa alle affermazioni del senatore Delogu in ordine alla evidente sproporzione tra gli emolumenti corrisposti agli atleti dilettanti e la natura dell'attività stessa, atteso che ciò contrasta con la continua richiesta di ulteriori finanziamenti per tale segmento del comparto. Al riguardo chiede al Sottosegretario se corrisponda al vero che numerosi dirigenti della Lega nazionale dilettanti percepiscono rimborsi spese di ammontare esorbitante, mentre al contempo le società continuano a sostenere gli elevati costi delle iscrizioni ai relativi campionati.

Sollecita infine un intervento mirato per non penalizzare quelle federazioni che svolgono attività sostanzialmente a titolo gratuito.

 

Il senatore DE ECCHER (PdL) condivide lo spirito delle linee programmatiche delineate dal Sottosegretario, evidenziando l'esigenza di semplificare le norme inerenti la gestione delle società sportive, in quanto spesso esse sono sottoposte a vincoli eccessivi. Invita dunque ad elaborare un modello che consenta di agire in maniera trasparente, tanto più che si tratta di un settore in cui si sviluppa l'attività di volontariato.

Si sofferma indi sulla necessità di riattribuire centralità alla educazione fisica nella scuola, lamentando in proposito che in conseguenza di una presunta rivoluzione culturale gli insegnanti hanno spesso ostacolato la partecipazione dei ragazzi alle gare sportive al fine di eliminare la reciproca, competizione. Rileva altresì che l'educazione motoria deve essere potenziata nella scuola primaria anche per esigenze sanitarie, in quanto è proprio in tale fase che gli alunni assumono posture scorrette.

Pur riconoscendo che le competenze in materia di sport sono di natura concorrente, ritiene che occorra delineare indirizzi di carattere generale per rendere omogeneo il quadro normativo di riferimento.

Pone altresì in luce l'esigenza di ripristinare le visite mediche sportive, anche in convenzione con gli istituti scolastici, in quanto esse rappresentano la prima occasione di indagine sanitaria per i giovani e concorda infine con le opinioni del senatore Pittoni in ordine all'eccessivo numero di atleti stranieri, in quanto ciò non consente di valorizzare i talenti italiani.

 

La senatrice Mariapia GARAVAGLIA (PD) ritiene preliminarmente che la relazione del Sottosegretario avrebbe dovuto essere più ampia al fine di affrontare anche ulteriori tematiche che di fatti sono state oggetto di dibattito. Nel sottolineare la complessità del mondo sportivo, tiene a precisare che se nelle squadre fossero presenti solo atleti italiani si sarebbe raggiunto il massimo traguardo in termini di valorizzazione dello sport in tutte le tappe del sistema scolastico, nell'ottica di favorire l'emergere di talenti. Occorre dunque allargare la platea dei destinatari, a partire dalla scuola primaria, nella quale purtroppo spesso l'attività motoria è considerata residuale, fino alla scuola secondaria, attraverso il supporto delle famiglie e la più ampia disponibilità di strutture, al fine di suscitare l'amore per lo sport.

Riconosce comunque che tali obiettivi necessitano di ingenti risorse e auspica che la Commissione si faccia portatrice di dette esigenze, tenuto conto dei propri ambiti di competenza.

Suggerisce poi una alleanza tra i soggetti che hanno la responsabilità educativa dei giovani, ossia la famiglia e la scuola, e coloro i quali promuovono l'attività motoria, nell'ottica di diffondere una corretta mentalità che punti alla competizione senza pregiudicare la salute nonché alla lotta contro il doping.

Si interroga quindi sulla eventualità di promuovere un'attività conoscitiva della Commissione in ordine all'operato delle federazioni, rilevando i gravi abusi che di frequente vengono compiuti nell'ambito del dilettantismo.

Nel deplorare che le società calcistiche, essendo orientate al mercato, mirano ad acquisire i migliori atleti indipendentemente dalla nazionalità, considerandoli alla stregua di "prodotti", si sofferma sul ruolo della televisione nella divulgazione dello sport, osservando con rammarico che essa trasmette solo alcuni tipi di attività.

In considerazione delle strette connessioni tra lo sport e la prevenzione dal punto di vista sanitario, condivide l'ipotesi di reintrodurre le visite mediche scolastiche, come rilevato da ultimo dal senatore De Eccher, atteso che il ricorso a studi privati disincentiva le famiglie a sottoporre i giovani ad adeguati controlli.

 

La senatrice POLI BORTONE (PdL) manifesta condivisione in ordine alle opinioni della senatrice Garavaglia e rimarca l'opportunità di introdurre un codice etico per divulgare modelli educativi positivi nei confronti dei giovani.

Con riferimento all'impiantistica sportiva, ritiene poi che alcuni stadi non siano più adeguati rispetto all'utenza e potrebbero pertanto essere utilizzati in maniera differente secondo appositi piani di riconversione. Al riguardo, ipotizza il ricorso ai fondi europei, ed in particolare ai Programmi operativi nazionali (PON), anche per garantire la sicurezza degli stadi, onde superare l'insufficienza di risorse economiche che ha penalizzato il provvedimento ad hoc disposto durante la XIV legislatura.

Quanto alla presunta incongruenza tra la volontà di incentivare lo sport e l'impossibilità di praticarlo a causa delle carenze dell'edilizia scolastica, suggerisce l'introduzione di una sport card di concerto con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per permettere ai giovani di utilizzare a prezzi contenuti gli impianti sportivi esistenti ad esempio a livello comunale, anche al fine di favorire gli sport diversi dal calcio.

 

Il senatore ASCIUTTI (PdL) premette anzitutto che lo sport, a livello tanto professionistico quanto amatoriale, è praticato dalla stragrande maggioranza del Paese. Occorre comunque affrontare una serie di nodi problematici, tra cui ad esempio la definizione dello sport dilettantistico, per evitare derive pericolose e distorsive.

Si sofferma indi sul collegamento tra la scuola e lo sport manifestando rammarico per le carenze culturali e infrastrutturali concernenti la pratica motoria, la quale al contrario può rappresentare un mezzo di riscatto sociale essenziale per i giovani più problematici, anche al fine della prosecuzione degli studi. In proposito occorre a suo giudizio mettere in rete le strutture esistenti, aprendo la scuola all'associazionismo esterno.

Con particolare riguardo allo sport professionistico, reputa fondamentale l'azione culturale svolta dai media nella prospettiva di attribuire un maggiore spessore al settore nonché di elaborare campagne di divulgazione per promuovere gli sport diversi dal calcio. In merito, sollecita un intervento sulle federazioni e sulle leghe sportive le quali non investono nei giovani talenti preferendo utilizzare le risorse per attività meramente propagandistiche.

 

Prende brevemente la parola il senatore RUSCONI (PD) il quale si dichiara sconcertato dall'andamento del dibattito, atteso che si sono susseguiti numerosi interventi da parte della maggioranza sul valore del dilettantismo proprio quando all'ordine del giorno è inserito il disegno di legge n. 866, che si colloca nell'opposta direzione di decurtare pesantemente le risorse a danno dello sport di base.

 

            Il PRESIDENTE dichiara concluso il dibattito sulle dichiarazioni programmatiche del Sottosegretario e avverte che la replica sarà svolta in altra seduta. Rinvia quindi il seguito della procedura informativa.