(866) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, recante disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie, approvato dalla Camera dei deputati
(Parere alle Commissioni 5ª e 6ª riunite. Seguito dell'esame e rinvio)
Riprende l'esame, sospeso nella seduta antimeridiana.
Il senatore RUSCONI (PD) interviene sull'ordine dei lavori per chiedere anzitutto se nella seduta odierna avrà luogo anche il seguito del dibattito sul disegno di legge n. 859. Chiede inoltre che venga reso noto l'orientamento del relatore sul disegno di legge in titolo, atteso che l'atteggiamento dell'opposizione dipenderà dal dispositivo del parere.
Dopo che il PRESIDENTE ha assicurato che nella seduta odierna proseguirà anche il dibattito sul disegno di legge n. 859, il relatore ASCIUTTI (PdL) fa presente che, secondo la procedura, presenterà lo schema di parere a conclusione della discussione generale, onde poter valutare le considerazioni che emergeranno in tale ambito.
Nel dibattito prende la parola il senatore MARCUCCI (PD) il quale rammenta che il provvedimento in titolo rappresenta il primo atto formale del Governo Berlusconi, che ha destato molto clamore in quanto dispone l'abrogazione dell'ICI. Dichiara comunque che non entrerà nel merito delle misure contenute del decreto-legge bensì sulle modalità di finanziamento auspicando al riguardo un sussulto di indignazione o quanto meno una ferma presa di posizione da parte della Commissione tutta.
Invita infatti il ministro Bondi a considerare la Commissione nella sua interezza come alleato nello strenuo sforzo ad evitare tagli al settore, tanto più che la cultura unitamente all'istruzione, alla ricerca e all'università rappresentano i settori in cui più facilmente avviene il drenaggio di risorse per finanziare interventi di varia natura.
Avrebbe perciò auspicato una maggiore riflessione nell'Esecutivo sulla portata delle coperture previste e manifesta profondo rammarico in ordine alla consistenza dei tagli, che vanificano l'attività sinergica delle Commissioni parlamentari per il recupero di fondi a favore della cultura, nell'interesse delle future generazioni.
Giudica del resto insufficienti gli annunci di generiche volontà per colmare le lacune di stanziamenti, la presentazione di un disegno di legge alla Camera dei deputati per ripristinare il tax credit a beneficio del cinema, nonché l'intenzione del Ministro di agire mediante altri provvedimenti, in quanto il mero ripristino delle somme precedenti non rappresenta a suo avviso una vittoria per la cultura.
Quanto al merito del disegno di legge in titolo, esprime apprezzamento in ordine ai rilievi critici sollevati dal relatore nella omologa Commissione della Camera dei deputati, che dimostrano il coraggio politico e la coerenza rispetto a precedenti affermazioni. Non corrispondevano invece al vero le dichiarazioni del Ministro in ordine alla impossibilità di modificare la copertura, dato che in prima lettura sono stati soppressi alcuni tagli, tra cui quelli destinati ai campionati mondiali di ciclismo e di pallavolo. A fronte di tali modifiche si interroga dunque sulla concreta incisività degli altri Ministri interessati, i quali non sono riusciti a fronteggiare la scure dei tagli.
Dopo aver evidenziato i rischi che dette decurtazioni comportano per le attività già avviate sulla base dei fondi stanziati nella finanziaria 2008, manifesta grande preoccupazione e profonda delusione per l'iniziativa del Governo che annulla molti degli interventi frutto dell'attività parlamentare.
Deplora inoltre la contraddittorietà delle affermazioni del ministro Bondi a sostegno del paesaggio, in quanto ad esse non corrispondono fatti concreti, come dimostrano ad esempio i pesanti tagli disposti sui contributi per i restauri nei centri storici patrimonio dell'Unesco. Né a tal riguardo l'intervento del Ministro in Commissione in occasione delle dichiarazioni programmatiche può considerarsi soddisfacente, in quanto egli si è limitato ad affermare che le risorse sono state tagliate in quanto non erano state indirizzate ad interventi specifici.
Nell'esprimere forti perplessità sulle motivazioni addotte dal Ministro, rivolge un appello affinché si ponga tempestivamente rimedio all'errore politico, a suo avviso imperdonabile, consistente nell'imporre pesanti sacrifici al settore della cultura.
Il seguito dell'esame è rinviato.