ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7ª)
MERCOLEDÌ 9 LUGLIO 2008
14ª Seduta (pomeridiana)
Presidenza del Presidente
Interviene il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Crimi.
La seduta inizia alle ore 14,35.
IN SEDE CONSULTIVA
(866) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, recante disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie, approvato dalla Camera dei deputati
(Parere alle Commissioni 5ª e 6ª riunite. Seguito dell'esame e rinvio)
Riprende l'esame, sospeso nella seduta antimeridiana.
Il senatore RUSCONI (PD) interviene sull'ordine dei lavori per chiedere anzitutto se nella seduta odierna avrà luogo anche il seguito del dibattito sul disegno di legge n. 859. Chiede inoltre che venga reso noto l'orientamento del relatore sul disegno di legge in titolo, atteso che l'atteggiamento dell'opposizione dipenderà dal dispositivo del parere.
Dopo che il PRESIDENTE ha assicurato che nella seduta odierna proseguirà anche il dibattito sul disegno di legge n. 859, il relatore ASCIUTTI (PdL) fa presente che, secondo la procedura, presenterà lo schema di parere a conclusione della discussione generale, onde poter valutare le considerazioni che emergeranno in tale ambito.
Nel dibattito prende la parola il senatore MARCUCCI (PD) il quale rammenta che il provvedimento in titolo rappresenta il primo atto formale del Governo Berlusconi, che ha destato molto clamore in quanto dispone l'abrogazione dell'ICI. Dichiara comunque che non entrerà nel merito delle misure contenute del decreto-legge bensì sulle modalità di finanziamento auspicando al riguardo un sussulto di indignazione o quanto meno una ferma presa di posizione da parte della Commissione tutta.
Invita infatti il ministro Bondi a considerare la Commissione nella sua interezza come alleato nello strenuo sforzo ad evitare tagli al settore, tanto più che la cultura unitamente all'istruzione, alla ricerca e all'università rappresentano i settori in cui più facilmente avviene il drenaggio di risorse per finanziare interventi di varia natura.
Avrebbe perciò auspicato una maggiore riflessione nell'Esecutivo sulla portata delle coperture previste e manifesta profondo rammarico in ordine alla consistenza dei tagli, che vanificano l'attività sinergica delle Commissioni parlamentari per il recupero di fondi a favore della cultura, nell'interesse delle future generazioni.
Giudica del resto insufficienti gli annunci di generiche volontà per colmare le lacune di stanziamenti, la presentazione di un disegno di legge alla Camera dei deputati per ripristinare il tax credit a beneficio del cinema, nonché l'intenzione del Ministro di agire mediante altri provvedimenti, in quanto il mero ripristino delle somme precedenti non rappresenta a suo avviso una vittoria per la cultura.
Quanto al merito del disegno di legge in titolo, esprime apprezzamento in ordine ai rilievi critici sollevati dal relatore nella omologa Commissione della Camera dei deputati, che dimostrano il coraggio politico e la coerenza rispetto a precedenti affermazioni. Non corrispondevano invece al vero le dichiarazioni del Ministro in ordine alla impossibilità di modificare la copertura, dato che in prima lettura sono stati soppressi alcuni tagli, tra cui quelli destinati ai campionati mondiali di ciclismo e di pallavolo. A fronte di tali modifiche si interroga dunque sulla concreta incisività degli altri Ministri interessati, i quali non sono riusciti a fronteggiare la scure dei tagli.
Dopo aver evidenziato i rischi che dette decurtazioni comportano per le attività già avviate sulla base dei fondi stanziati nella finanziaria 2008, manifesta grande preoccupazione e profonda delusione per l'iniziativa del Governo che annulla molti degli interventi frutto dell'attività parlamentare.
Deplora inoltre la contraddittorietà delle affermazioni del ministro Bondi a sostegno del paesaggio, in quanto ad esse non corrispondono fatti concreti, come dimostrano ad esempio i pesanti tagli disposti sui contributi per i restauri nei centri storici patrimonio dell'Unesco. Né a tal riguardo l'intervento del Ministro in Commissione in occasione delle dichiarazioni programmatiche può considerarsi soddisfacente, in quanto egli si è limitato ad affermare che le risorse sono state tagliate in quanto non erano state indirizzate ad interventi specifici.
Nell'esprimere forti perplessità sulle motivazioni addotte dal Ministro, rivolge un appello affinché si ponga tempestivamente rimedio all'errore politico, a suo avviso imperdonabile, consistente nell'imporre pesanti sacrifici al settore della cultura.
Il seguito dell'esame è rinviato.
SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI
Il PRESIDENTE avverte che è stata avanzata la richiesta, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento, di attivazione dell'impianto audiovisivo e del segnale audio per la procedura informativa all'ordine del giorno della seduta di oggi; il Presidente del Senato, previamente interpellato, ha fatto conoscere il proprio assenso e pertanto, ove la Commissione convenga, tale forma di pubblicità sarà adottata per il seguito della suddetta procedura informativa.
Conviene la Commissione.
PROCEDURE INFORMATIVE
Seguito del dibattito sulle comunicazioni del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo sport, rese nella seduta del 24 giugno 2008, sugli indirizzi del Governo in materia di attività sportive
Riprende il dibattito sulle comunicazioni del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo sport, sospeso nella seduta del 24 giugno scorso.
In discussione generale interviene il senatore BARELLI (PdL) il quale ritiene che l'esposizione del Sottosegretario abbia toccato aspetti essenziali del mondo sportivo, che presenta a suo avviso delle particolarità nel panorama europeo, come dimostra l'elevato numero di associazioni sportive. Precisa in merito che l'associazionismo e il volontariato si sono spesso sostituiti allo Stato in maniera spontanea, al fine di colmare le lacune del comparto.
Pur riconoscendo che la difficile congiuntura economica ha reso necessari tagli trasversali, si augura che possa essere corrisposto un adeguato sostegno all'associazionismo, come è accaduto in occasione della legge finanziaria del 2003. Si sofferma poi sulle forme giuridiche che le associazioni sportive hanno assunto per garantire gli investimenti nell'impiantistica sportiva, che beneficia di fondi privati per sopperire alla penuria di finanziamenti pubblici.
Ritiene inoltre che, considerata l'elevata professionalità dei protagonisti del settore, sia doveroso un intervento anche per far fronte alla crisi di identità dei giovani e alla mancanza di modelli di riferimento. Richiamandosi all'intervento svolto dal senatore Rusconi, condivide i suggerimenti in ordine alla possibilità di ridurre l'impatto dell'IVA, rilevando in proposito che la diversità di regimi fiscali gravanti sugli sportivi può avere effetti distorsivi sulla concorrenza in ambito comunitario.
Manifesta poi apprezzamento per la continuità nel finanziamento del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), tanto più che il mantenimento delle relative risorse rappresenta una conquista rilevante considerato il delicato momento economico, e si augura che non vengano disposti ulteriori appesantimenti e decurtazioni in occasione dell'imminente manovra finanziaria.
Rimarca infine l'esigenza di un coordinamento con i Dicasteri della salute e dell'istruzione nella prospettiva di valorizzare il rapporto tra le autonomie scolastiche e l'associazionismo esterno e sollecita un'azione incisiva nella lotta contro il doping, che configura l'apice di una situazione di profondo disagio della società, tale da tradire i valori dello sport.
Il senatore PITTONI (LNP) segnala il disappunto del suo Gruppo per la decisione di aumentare il numero di atleti extra comunitari nella serie A di calcio, in quanto ritiene che tale misura vada a scapito dei vivai.
In tal modo infatti si deprime a suo avviso la passione sportiva dei giovani italiani, snaturando peraltro il calcio con una politica che giudica priva di senso. Reputa preferibile invece puntare al rilancio dei vivai italiani e delle strutture sportive, in conformità con i valori culturali e sociali dello sport, analogamente a quanto accade in altri Paesi.
Si rivolge dunque al Sottosegretario affinché siano adottati adeguati provvedimenti per incentivare gli investimenti nello sport nonché per promuovere la pratica sportiva nelle scuole e nelle università, nell'ottica di fronteggiare pericolose derive.
Il senatore DELOGU (PdL) condivide le affermazioni del Sottosegretario in ordine al valore centrale dello sport nello sviluppo della società, soprattutto in quanto esso può offrire ai giovani uno strumento di conoscenza reciproca, di divertimento e di successo. Concorda altresì sul ruolo del CONI e delle Federazioni nonché sui rilievi espressi dal senatore Pittoni circa l'eccessivo numero di atleti extra comunitari, in quanto ciò potrebbe non giovare allo sport nazionale.
Si associa indi alle considerazioni del senatore Barelli in ordine all'urgenza di contrastare in maniera decisa il doping, anche attraverso sanzioni efficaci che vietino in maniera definitiva la pratica sportiva a coloro i quali abbiano utilizzato sostanze dopanti.
Un ulteriore settore da incentivare, prosegue il senatore, è quello del dilettantismo, su cui occorre una riflessione al fine di evitare preoccupanti distorsioni, come dimostrano gli eccessivi emolumenti corrisposti ad alcuni atleti che vanno ben al di là rispetto alla natura dell'attività amatoriale. Anche in questo caso reputa essenziale prevedere sanzioni gravi e comunica che la Lega nazionale dilettanti della FIGC sta elaborando uno specifico disegno di legge che sottoporrà alla valutazione del Sottosegretario.
Fa presente conclusivamente che è allo studio della medesima Lega anche un provvedimento normativo sull'impiantistica sportiva, nella consapevolezza della necessità di prevedere adeguati luoghi in cui praticare l'attività motoria, contemperando le esigenze dei privati e degli enti pubblici interessati.
Il senatore Giancarlo SERAFINI (PdL), nell'apprezzare l'esposizione introduttiva del Sottosegretario e le opinioni emerse nel dibattito, chiede che la Commissione disponga di un quadro maggiormente dettagliato in ordine alle associazioni e società dilettantistiche, pur nel pieno rispetto della loro autonomia, tanto più che alcune di esse risultano attualmente commissariate.
Il senatore SIBILIA (PdL) si associa alle affermazioni del senatore Delogu in ordine alla evidente sproporzione tra gli emolumenti corrisposti agli atleti dilettanti e la natura dell'attività stessa, atteso che ciò contrasta con la continua richiesta di ulteriori finanziamenti per tale segmento del comparto. Al riguardo chiede al Sottosegretario se corrisponda al vero che numerosi dirigenti della Lega nazionale dilettanti percepiscono rimborsi spese di ammontare esorbitante, mentre al contempo le società continuano a sostenere gli elevati costi delle iscrizioni ai relativi campionati.
Sollecita infine un intervento mirato per non penalizzare quelle federazioni che svolgono attività sostanzialmente a titolo gratuito.
Il senatore DE ECCHER (PdL) condivide lo spirito delle linee programmatiche delineate dal Sottosegretario, evidenziando l'esigenza di semplificare le norme inerenti la gestione delle società sportive, in quanto spesso esse sono sottoposte a vincoli eccessivi. Invita dunque ad elaborare un modello che consenta di agire in maniera trasparente, tanto più che si tratta di un settore in cui si sviluppa l'attività di volontariato.
Si sofferma indi sulla necessità di riattribuire centralità alla educazione fisica nella scuola, lamentando in proposito che in conseguenza di una presunta rivoluzione culturale gli insegnanti hanno spesso ostacolato la partecipazione dei ragazzi alle gare sportive al fine di eliminare la reciproca, competizione. Rileva altresì che l'educazione motoria deve essere potenziata nella scuola primaria anche per esigenze sanitarie, in quanto è proprio in tale fase che gli alunni assumono posture scorrette.
Pur riconoscendo che le competenze in materia di sport sono di natura concorrente, ritiene che occorra delineare indirizzi di carattere generale per rendere omogeneo il quadro normativo di riferimento.
Pone altresì in luce l'esigenza di ripristinare le visite mediche sportive, anche in convenzione con gli istituti scolastici, in quanto esse rappresentano la prima occasione di indagine sanitaria per i giovani e concorda infine con le opinioni del senatore Pittoni in ordine all'eccessivo numero di atleti stranieri, in quanto ciò non consente di valorizzare i talenti italiani.
La senatrice Mariapia GARAVAGLIA (PD) ritiene preliminarmente che la relazione del Sottosegretario avrebbe dovuto essere più ampia al fine di affrontare anche ulteriori tematiche che di fatti sono state oggetto di dibattito. Nel sottolineare la complessità del mondo sportivo, tiene a precisare che se nelle squadre fossero presenti solo atleti italiani si sarebbe raggiunto il massimo traguardo in termini di valorizzazione dello sport in tutte le tappe del sistema scolastico, nell'ottica di favorire l'emergere di talenti. Occorre dunque allargare la platea dei destinatari, a partire dalla scuola primaria, nella quale purtroppo spesso l'attività motoria è considerata residuale, fino alla scuola secondaria, attraverso il supporto delle famiglie e la più ampia disponibilità di strutture, al fine di suscitare l'amore per lo sport.
Riconosce comunque che tali obiettivi necessitano di ingenti risorse e auspica che la Commissione si faccia portatrice di dette esigenze, tenuto conto dei propri ambiti di competenza.
Suggerisce poi una alleanza tra i soggetti che hanno la responsabilità educativa dei giovani, ossia la famiglia e la scuola, e coloro i quali promuovono l'attività motoria, nell'ottica di diffondere una corretta mentalità che punti alla competizione senza pregiudicare la salute nonché alla lotta contro il doping.
Si interroga quindi sulla eventualità di promuovere un'attività conoscitiva della Commissione in ordine all'operato delle federazioni, rilevando i gravi abusi che di frequente vengono compiuti nell'ambito del dilettantismo.
Nel deplorare che le società calcistiche, essendo orientate al mercato, mirano ad acquisire i migliori atleti indipendentemente dalla nazionalità, considerandoli alla stregua di "prodotti", si sofferma sul ruolo della televisione nella divulgazione dello sport, osservando con rammarico che essa trasmette solo alcuni tipi di attività.
In considerazione delle strette connessioni tra lo sport e la prevenzione dal punto di vista sanitario, condivide l'ipotesi di reintrodurre le visite mediche scolastiche, come rilevato da ultimo dal senatore De Eccher, atteso che il ricorso a studi privati disincentiva le famiglie a sottoporre i giovani ad adeguati controlli.
La senatrice POLI BORTONE (PdL) manifesta condivisione in ordine alle opinioni della senatrice Garavaglia e rimarca l'opportunità di introdurre un codice etico per divulgare modelli educativi positivi nei confronti dei giovani.
Con riferimento all'impiantistica sportiva, ritiene poi che alcuni stadi non siano più adeguati rispetto all'utenza e potrebbero pertanto essere utilizzati in maniera differente secondo appositi piani di riconversione. Al riguardo, ipotizza il ricorso ai fondi europei, ed in particolare ai Programmi operativi nazionali (PON), anche per garantire la sicurezza degli stadi, onde superare l'insufficienza di risorse economiche che ha penalizzato il provvedimento ad hoc disposto durante la XIV legislatura.
Quanto alla presunta incongruenza tra la volontà di incentivare lo sport e l'impossibilità di praticarlo a causa delle carenze dell'edilizia scolastica, suggerisce l'introduzione di una sport card di concerto con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, per permettere ai giovani di utilizzare a prezzi contenuti gli impianti sportivi esistenti ad esempio a livello comunale, anche al fine di favorire gli sport diversi dal calcio.
Il senatore ASCIUTTI (PdL) premette anzitutto che lo sport, a livello tanto professionistico quanto amatoriale, è praticato dalla stragrande maggioranza del Paese. Occorre comunque affrontare una serie di nodi problematici, tra cui ad esempio la definizione dello sport dilettantistico, per evitare derive pericolose e distorsive.
Si sofferma indi sul collegamento tra la scuola e lo sport manifestando rammarico per le carenze culturali e infrastrutturali concernenti la pratica motoria, la quale al contrario può rappresentare un mezzo di riscatto sociale essenziale per i giovani più problematici, anche al fine della prosecuzione degli studi. In proposito occorre a suo giudizio mettere in rete le strutture esistenti, aprendo la scuola all'associazionismo esterno.
Con particolare riguardo allo sport professionistico, reputa fondamentale l'azione culturale svolta dai media nella prospettiva di attribuire un maggiore spessore al settore nonché di elaborare campagne di divulgazione per promuovere gli sport diversi dal calcio. In merito, sollecita un intervento sulle federazioni e sulle leghe sportive le quali non investono nei giovani talenti preferendo utilizzare le risorse per attività meramente propagandistiche.
Prende brevemente la parola il senatore RUSCONI (PD) il quale si dichiara sconcertato dall'andamento del dibattito, atteso che si sono susseguiti numerosi interventi da parte della maggioranza sul valore del dilettantismo proprio quando all'ordine del giorno è inserito il disegno di legge n. 866, che si colloca nell'opposta direzione di decurtare pesantemente le risorse a danno dello sport di base.
Il PRESIDENTE dichiara concluso il dibattito sulle dichiarazioni programmatiche del Sottosegretario e avverte che la replica sarà svolta in altra seduta. Rinvia quindi il seguito della procedura informativa.
IN SEDE CONSULTIVA
(859) Conversione in legge del decreto-legge 30 giugno 2008, n. 113, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative
(Parere alla 1ª Commissione. Seguito dell'esame e rinvio)
Riprende l'esame, sospeso nella seduta antimeridiana, nel corso della quale – ricorda il PRESIDENTE - il senatore Valditara ha svolto la relazione introduttiva ed ha avuto inizio la discussione generale.
Nel dibattito interviene il senatore VITA (PD), il quale svolge contestazioni sia di metodo che di merito.
Anzitutto, deplora l'eterogeneità del decreto-legge n. 113, ritenendo deprecabile che un tema così strategico come l'università vi trovi una collocazione quasi accidentale.
Osserva poi come il merito delle disposizioni sull'università debba essere valutato alla luce delle altre norme che sono contestualmente all'esame del Parlamento e che incidono sul medesimo comparto, benché contenute in diversi strumenti legislativi: il taglio del Fondo per il finanziamento ordinario, che paralizza il sistema; il blocco del turn over dei docenti, che si pone in netto contrasto con l'inesorabile invecchiamento della classe docente; la trasformazione degli atenei in fondazioni, che rappresenta l'anticamera della loro privatizzazione.
Invita dunque il relatore a prendere atto delle difficoltà della Commissione, le cui competenze sono travolte da provvedimenti contigui che sterilizzano le disposizioni di merito. Auspica quindi un parere sufficientemente severo, che contrasti la prospettiva di una sovranità limitata, in cui alla Commissione residuino discussioni di utilità tutt'al più seminariale.
Il senatore CERUTI (PD) registra una forte contraddizione fra le dichiarazioni programmatiche del ministro Gelmini e la stessa relazione introduttiva del senatore Valditara sull'atto in titolo, da un lato, e i pesanti tagli al comparto universitario dall'altro, che impediscono lo sviluppo delle misure di merito.
Rileva altresì che la piena attuazione dell'autonomia universitaria e della ricerca è smentita nei fatti da decisioni centralizzate che ne limitano le potenzialità di sviluppo, nonché dalla prospettiva della trasformazione in fondazioni.
Esprime infine l'auspicio che, per il reclutamento dei docenti universitari, prorogato fino al 30 novembre 2008, si mantenga l'impegno ad una sola idoneità.
La senatrice Mariapia GARAVAGLIA (PD) rileva a sua volta la contraddizione fra l'articolo 66 del decreto-legge n. 112 e l'articolo 12 del decreto-legge in esame. Al fine di evitare soluzioni confuse ed impraticabili sul piano organizzativo, suggerisce quindi al relatore di proporre lo stralcio degli articoli in questione dal decreto-legge n. 113.
Concluso il dibattito, agli intervenuti replica il relatore VALDITARA (PdL) il quale risponde anzitutto al senatore Vita che la disomogeneità dei provvedimenti normativi non è purtroppo una novità di questa legislatura, come testimoniano innumerevoli esempi del passato ivi compresa l'inclusione, nella scorsa legislatura, della riforma dell'istruzione professionale in un articolo recante la rottamazione delle auto usate.
Quanto ai tagli imposti al settore formativo, ricorda che il Centro-sinistra aveva già previsto una riduzione di 47.000 insegnanti. Al riguardo, ribadisce peraltro che si trattava di una contrazione ad ordinamento invariato, mentre il Centro-destra propone una riforma strutturale su cui si può senz'altro discutere ma che esprime comunque un approccio diverso.
Né va dimenticato che l'eccesso di ore negli istituti tecnici e professionali era stato denunciato anche dall'ex ministro Fioroni, così come l'esubero degli organici.
Comunica poi al senatore Rusconi che la proposta dell'ANIEF incontra senz'altro il suo favore, tanto che ha già predisposto con un altro collega un emendamento in quella direzione.
Conferma indi l'assoluta urgenza delle norme in questione, tale da giustificarne l'inserimento in un decreto-legge. Con la passata gestione del ministro Mussi si era infatti verificata una condizione di estrema confusione, caratterizzata fra l'altro dal blocco dei concorsi, tanto più grave per i ricercatori, i cui fondi andrebbero altrimenti perduti. Occorre quindi sbloccare con urgenza il reclutamento consentendo lo sviluppo di carriera di tanti giovani meritevoli.
Anche per gli organi di valutazione, giudica urgente assicurarne la continuità, anche al fine di non disperdere i finanziamenti destinati all'ANVUR che tuttavia non potrà essere operativa prima di un anno.
Nega poi che all'assunzione dei ricercatori possano applicarsi i limiti del turn over disposti dall'articolo 66 del decreto-legge n. 112. Non solo la norma è infatti entrata in vigore successivamente, ma si tratta oltretutto di un'assunzione straordinaria, finanziata con fondi ad hoc che altrimenti andrebbero persi e per la quale non è ripetuto l'inciso contenuto invece all'articolo 12, che fa salva l'applicazione del predetto articolo 66. Invita quindi l'opposizione ad unirsi alla maggioranza nel ribadire tale considerazione nel testo del parere.
Quanto all'articolo 12, ritiene indispensabile fare chiarezza. Al riguardo, dopo aver rammentato che le università non hanno potuto programmare i bandi per posti di prima e seconda fascia a causa di ritardi del precedente Governo, rileva che, in base all'articolo 66 del decreto-legge n. 112, fino al 2013 potranno essere effettuate circa 2.500 assunzioni contro le circa 3.800 richieste dalle università.
Poiché peraltro i posti possono essere banditi dagli atenei solo se in possesso delle necessarie risorse e l'articolo 12 chiarisce che le procedure sono limitate ad un solo vincitore, creando così una legittima aspettativa all'assunzione, egli propone di suggerire, nel testo del parere, che dal 2010 le assunzioni siano possibili in deroga all'articolo 66, tanto più che nel 2009 sarà ancora in corso il reclutamento.
Ribadisce quindi che intende presentare un parere in cui si confermi la piena legittimità dell'assunzione dei ricercatori e si rivendichi la disponibilità ad assumere i vincitori dei concorsi a professore universitario di prima e seconda fascia a partire dal 2010, dando finalmente un'opportunità ai giovani le cui carriere sono state bloccate per due anni dal precedente Governo.
Illustra conclusivamente uno schema di parere favorevole con osservazioni pubblicato in allegato al presente resoconto.
Il senatore RUSCONI (PD) chiede la parola per dichiarazione di voto ribadendo che all'articolo 12 si applica inequivocabilmente il disposto dell'articolo 66 del decreto-legge n. 112.
Il relatore VALDITARA (PdL) precisa di aver sostenuto che l'articolo 66 non si applica all'articolo 13, relativo all'assunzione dei ricercatori, mentre per l'articolo 12 occorre una disposizione chiarificatrice.
Il PRESIDENTE rileva che sta per avere inizio la seduta dell'Assemblea. Rinvia quindi il seguito dell'esame.
IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO
Proposta di nomina del dottor Giuseppe Ferrazza a Presidente dell'Ente teatrale italiano (n. 3)
(Parere al Ministro per i beni e le attività culturali, ai sensi dell'articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 29 gennaio 1998, n. 19. Rinvio dell'esame. Richiesta di proroga per l'espressione del parere)
Il PRESIDENTE, considerata l'imminente scadenza del termine per l'espressione del parere sull'atto in titolo, propone di richiedere alla Presidenza del Senato la proroga ai sensi dell'articolo 139-bis, comma 2, del Regolamento.
Conviene la Commissione.
CONVOCAZIONE DI UNA ULTERIORE SEDUTA DELLA COMMISSIONE
Il PRESIDENTE avverte che la Commissione è convocata per un'ulteriore seduta domani, giovedì 10 luglio, alle ore 8,30, al fine di concludere l'esame dei disegni di legge nn. 859 e 866.
La Commissione prende atto.
La seduta termina alle ore 16,25.
SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAL RELATORE
SUL DISEGNO DI LEGGE N. 859
"La Commissione,
esaminato il disegno di legge in titolo,
con riferimento all'articolo 12 in materia di reclutamento dei docenti universitari:
- considera necessaria la proroga dei termini - dal 30 giugno al 30 novembre 2008 - per indire le relative procedure di valutazione comparativa, dato il ritardo nella definizione dei criteri per l'assegnazione delle risorse finanziarie da parte dei Ministeri competenti,
- rileva che tale slittamento è stato richiesto anche dal mondo universitario al fine di rendere disponibili gli stanziamenti,
in merito all'articolo 13 sui ricercatori:
- giudica favorevolmente l'assunzione di circa 1.050 ricercatori utilizzando i 40 milioni di euro già stanziati per l'anno 2008 dalla legge finanziaria 2007, la cui disponibilità era tuttavia subordinata alla entrata in vigore di una nuova disciplina sul reclutamento,
- tiene conto che, poiché il relativo regolamento è stato considerato illegittimo dalla Corte dei conti e non ha pertanto concluso il suo iter, si rendeva impossibile l'utilizzo dei fondi già previsti,
- reputa positiva la rispondenza della norma all'obiettivo di consentire le assunzioni nella prospettiva di rovesciare la piramide che caratterizza il mondo accademico, basata su un numero eccessivo di docenti a fronte di un contingente limitato di ricercatori;
- ritiene che la disposizione in esame non incorra nei limiti disposti dal decreto-legge n. 112;
quanto all'articolo 14:
- evidenzia che esso proroga il Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario (CNVSU) e il Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca (CIVR) fino al completamento delle procedure occorrenti a rendere effettivamente operativa l'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), al fine di permettere il proseguimento dell'attività di valutazione e di avviare una riflessione sul regolamento istitutivo dell'Agenzia,
- rileva che l'istituzione dell'ANVUR ha richiesto tempi assai lunghi incontrando pareri non favorevoli del Consiglio di Stato e della Corte dei conti e che quest'ultima ha registrato il regolamento istitutivo, manifestando alcune riserve,
- osserva che la CRUI ha dato atto al CIVR e al CNVSU di aver fino ad ora agito efficacemente e che per il funzionamento di tali due enti sono utilizzate le risorse già stanziate dal decreto-legge n. 262 del 2006 per l'ANVUR.
Sulla base di queste considerazioni, la Commissione esprime, per quanto di competenza, parere favorevole con le seguenti osservazioni:
1. in ordine all'articolo 12, tenendo conto che per indire le procedure di valutazione comparativa le università dispongono delle relative risorse e che peraltro si prevede un vincitore, che ha una legittima aspettativa alla assunzione mentre il blocco rischia di impedire l'assunzione nei prossimi anni di tutti i vincitori, si auspica un chiarimento nel senso di svincolare detto reclutamento dalle misure introdotte dall'articolo 66 del decreto-legge n. 112 del 2008 in ordine ai limiti al turn over;
2. si esprime l'auspicio affinché sia elaborata una nuova normativa trasparente e meritocratica sul reclutamento dei docenti universitari, atteso che la cosiddetta "legge Berlinguer" ha fino ad ora dimostrato la sua inadeguatezza."