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Legislatura 16ª - 3^ (Affari esteri) Senato e III (Affari esteri) Camera - Resoconto sommario n. 1 del 02/07/2008


Dopo un breve indirizzo introduttivo del presidente DINI, prende quindi la parola il ministro FRATTINI  che si sofferma sulle priorità di politica estera dell’Esecutivo. L’Italia ha un ruolo di ponte verso il Mediterraneo e tra Occidente e Oriente.

La politica del Governo ha quale suo primo cardine l’integrazione europea che deve proseguire attraverso una più marcata azione politica delle istituzioni comuni. Ritiene in proposito condivisibili le priorità della presidenza francese, illustrate dal presidente Sarkozy. Auspica che la crisi aperta dal referendum irlandese possa ricomporsi prima delle elezioni europee, nel frattempo l’Unione deve proseguire nelle sue politiche, dando chiare risposte alle richieste dei cittadini. Crede anche che non debba essere bloccato il processo di allargamento alla Croazia, in primo luogo, e, in prospettiva, alla Turchia.

Il secondo asse della politica estera del Governo è la relazione transatlantica. Al riguardo condivide la priorità annessa dalla presidenza francese alla riforma della politica di difesa, in un rapporto di complementarità con l’Alleanza atlantica.

Si sofferma quindi sulle iniziative che l’Italia vorrà assumere nella qualità di presidente nel G8 e sul processo di riforma delle istituzioni internazionali, segnatamente delle Nazioni Unite.

Passa quindi in rassegna gli scenari ove più incisivi sono gli sforzi della diplomazia italiana: Medio Oriente (ove si mostra convinto vi sia oggi una finestra di opportunità per una pace duratura), l’Iran (ove ribadisce la linea di fermezza convenuta a livello europeo), la Russia (i cui rapporti con l’Europa e gli altri Paesi occidentali vedono l’Italia in una posizione privilegiata come facilitatore di un dialogo costruttivo), la Cina, l’India, l’Africa e l’America Latina.

Quanto alle iniziative legislative che il Ministero si propone di intraprendere segnala in primo luogo la riforma della legge sulla cooperazione allo sviluppo, che va intesa come uno strumento essenziale della politica estera, e la riforma della normativa sugli istituti italiani di cultura.

In conclusione richiama l’importanza della diplomazia economia e della cultura come strumento dell’attività diplomatica italiana.