Audizione del Ministro degli affari esteri sulle linee programmatiche del suo Dicastero
Dopo un breve indirizzo introduttivo del presidente DINI, prende quindi la parola il ministro FRATTINI che si sofferma sulle priorità di politica estera dell’Esecutivo. L’Italia ha un ruolo di ponte verso il Mediterraneo e tra Occidente e Oriente.
La politica del Governo ha quale suo primo cardine l’integrazione europea che deve proseguire attraverso una più marcata azione politica delle istituzioni comuni. Ritiene in proposito condivisibili le priorità della presidenza francese, illustrate dal presidente Sarkozy. Auspica che la crisi aperta dal referendum irlandese possa ricomporsi prima delle elezioni europee, nel frattempo l’Unione deve proseguire nelle sue politiche, dando chiare risposte alle richieste dei cittadini. Crede anche che non debba essere bloccato il processo di allargamento alla Croazia, in primo luogo, e, in prospettiva, alla Turchia.
Il secondo asse della politica estera del Governo è la relazione transatlantica. Al riguardo condivide la priorità annessa dalla presidenza francese alla riforma della politica di difesa, in un rapporto di complementarità con l’Alleanza atlantica.
Si sofferma quindi sulle iniziative che l’Italia vorrà assumere nella qualità di presidente nel G8 e sul processo di riforma delle istituzioni internazionali, segnatamente delle Nazioni Unite.
Passa quindi in rassegna gli scenari ove più incisivi sono gli sforzi della diplomazia italiana: Medio Oriente (ove si mostra convinto vi sia oggi una finestra di opportunità per una pace duratura), l’Iran (ove ribadisce la linea di fermezza convenuta a livello europeo), la Russia (i cui rapporti con l’Europa e gli altri Paesi occidentali vedono l’Italia in una posizione privilegiata come facilitatore di un dialogo costruttivo), la Cina, l’India, l’Africa e l’America Latina.
Quanto alle iniziative legislative che il Ministero si propone di intraprendere segnala in primo luogo la riforma della legge sulla cooperazione allo sviluppo, che va intesa come uno strumento essenziale della politica estera, e la riforma della normativa sugli istituti italiani di cultura.
In conclusione richiama l’importanza della diplomazia economia e della cultura come strumento dell’attività diplomatica italiana.
Dopo un intervento del presidente DINI che ricorda il positivo lavoro svolto nella passata legislatura sul tema della legge sulla cooperazione allo sviluppo, prende la parola l’onorevole FASSINO(PD) il quale rileva che vi è continuità nelle linee programmatiche illustrate dal Ministro rispetto all’azione dell’Esecutivo nel corso della passata legislatura. Al riguardo ritiene che di tale continuità il Governo dovrebbe dare una chiara comunicazione pubblica.
L’Italia si deve impegnare, nel corso della sua presidenza del G8, per la costruzione di un multilateralismo responsabile. Quanto al processo di integrazione europea osserva che l’esito del referendum irlandese ha mostrato una volta di più il difficile rapporto tra le politiche di integrazione e la globalizzazione. E’ emerso poi un grave deficit democratico che alimenta un sentimento di estraneità dei cittadini europei rispetto alle istituzioni comuni. Se condivide la necessità, segnalata dal Ministro, di procedere ad una rapida ratifica del Trattato di Lisbona, ritiene che l’attenzione del Governo nei consessi europei dovrebbe concentrarsi sul rafforzamento dell’Eurozona, la politica di sicurezza e quella di gestione dei flussi migratori. Sui Balcani e il Medio Oriente condivide quanto segnalato dal Ministro come anche sulla necessità di sostenere le prospettive di un allargamento verso la Turchia. A quest’ultimo proposito auspica una maggiore compattezza della maggioranza che sostiene l’Esecutivo.
Si mostra invece preoccupato dell’impatto della manovra finanziaria, come delineata dal Documento di programmazione economico-finanziaria, sulla efficienza della struttura amministrativa del Ministero e segnala in particolare come i tagli previsti finiscano per incidere in modo molto incisivo sulle risorse destinate alla cooperazione allo sviluppo.
Richiama infine l’importanza dell’esposizione universale prevista a Milano per il 2015.
Anche l’onorevole Margherita BONIVER(PdL) segnala la continuità della politica estera del Governo, mostrando invece preoccupazione sul cambiamento nell’atteggiamento dell’opinione pubblica, anche italiana, verso le istituzioni europee. Si sofferma quindi sulle relazioni con cui Cuba, gli interventi della comunità internazionale in Birmania e in Pakistan nonché sulla riforma delle Nazioni Unite.
Il senatore MARINI(PD) ritiene che quello della continuità nella politica estera debba essere ritenuto un valore, proprio di un paese maturo. In questa prospettiva, le priorità della politica estera devono essere quelle dello sviluppo del multilateralismo, e della difesa europea. Crede poi che un ruolo particolare l’Italia dovrebbe svolgere per sostenere senza riserve la necessità di mantenere aperto il processo di adesione all’Unione della Turchia. Ciò permetterebbe di affermare con maggiore chiarezza il ruolo dell’Europa sulla scena internazionale e in essa dell’Italia come Paese cerniera nel bacino Mediterraneo.
Il senatore COMPAGNA(PdL) condivide la valutazioni circa l’opportunità di riformare il sistema delle Nazioni Unite ed in particolare lamenta l’inerzia del Consiglio di sicurezza verso gli attacchi terroristici e gli attentati che colpiscono lo stato di Israele.
L’onorevole Fiamma NIRENSTEIN(PdL) nel condividere le valutazioni del Ministro ritiene che l’elemento di distinzione nell’attuazione dell’azione dell’Esecutivo rispetto al precedente sia nell’ispirazione complessiva, nel diverso e a suo avviso migliore sfondo culturale nel quale esso si muove, proponendo soluzioni che mirano alla pace perseguendo l’obiettivo di promuovere i diritti umani e combattere il terrorismo. Si dimostra invece meno ottimista sugli sviluppi della politica mediterranea e, con particolare riferimento, al Medio Oriente, richiama ad una maggiore cautela.
Il senatore LIVI BACCI(PD) chiede quale sia la posizione del Ministro degli esteri sulla questione dei rom e sulle iniziative intraprese di recente dal Ministro dell’interno le quali non tengono conto che i destinatari delle stesse sono cittadini comunitari.
L’onorevole ZACCHERA(PdL) si sofferma invece sui problemi degli italiani residenti all’estero rilevando in particolare l’opportunità di rivedere e riformare la legislazione sulla cittadinanza.
L’onorevole Leoluca ORLANDO(IdV) condivide l’impianto dell’analisi del Ministro osservando che l’atlantismo e il multilateralismo devono continuare ad essere gli assi portanti della politica estera italiana. Con riferimento al processo di integrazione europea ritiene che debbano essere prese delle iniziative più incisive non potendo il Parlamento limitarsi ad una mera ratifica formale del Trattato di Lisbona. Richiama quindi l’attenzione sui rapporti con i paesi del Caucaso.
L’onorevole MECACCI(PD) ricorda il ruolo svolto dall’Italia nel promuovere la moratoria universale della pena di morte e richiama quindi l’attenzione sul rilancio del progetto europeo che non deve escludere l’allargamento alla Turchia e in prospettiva ad Israele.
La senatrice Rossana BOLDI(LNP) osserva come l’esito del referendum irlandese confermi la diffidenza che i cittadini europei nutrono verso le istituzioni dell’Unione europea. Parte di questa diffidenza, è dovuta, a suo avviso, all’allargamento. Ritiene dunque che dovrebbero essere valutata con più cautela ulteriori ampliamenti dell’Unione, verso la Croazia e ancor più verso la Turchia. Ed in proposito dichiara di condividere la posizione del presidente francese Sarkozy. Ritiene che dovrebbe essere rivisto il ruolo della Banca centrale europea, mentre, replicando al senatore Livi Bacci, ritiene non possa essere considerata una violazione dei diritti umani l’azione volta a rendere riconoscibili dei minori.
L’onorevole VERNETTI(PD) si sofferma in particolare sulla situazione dell’Afghanistan verso il quale a suo avviso, dovrebbe concentrarsi un maggiore impegno anche finanziario della comunità internazionale. Condivide la politica di apertura verso la Turchia, l’interesse verso i paesi del Caucaso nonché allo sviluppo euromediterraneo della Nato.
L’onorevole Michaela BIANCOFIORE(PdL) condivide la valutazione dell’onorevole Nirenstein circa la discontinuità dell’Esecutivo rispetto alla passata legislatura. Si sofferma quindi in particolare sulla situazione altoatesina chiedendo quale sia la posizione del Governo rispetto a recenti iniziative austriache che giudica improprie.
Il senatore PERDUCA(PD) ritiene, anche a fronte delle polemiche evocate nell’ultimo intervento, vada rilanciata in Europa la prospettiva federalista.
Richiama quindi l’attenzione sul ruolo della Corte penale internazionale e sui diritti dei popoli che non hanno nel mondo una rappresentanza istituzionale.
Il seguito dell’audizione è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 16,30.
Resoconto stenografico: http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/stenografici/16/congiunte/3a-III-20080702-CG0030.pdf