Il sottosegretario CENTO interviene sui temi oggetto dell’indagine conoscitiva in titolo soffermandosi, in primo luogo, sull’attività svolta dal Ministero dell’economia e delle finanze in materia di aiuto pubblico allo sviluppo con particolare riferimento alla partecipazione dell’Italia a banche e fondi multilaterali di sviluppo e ai Fondi dell’Unione europea, all’attività del Comitato direzionale per le iniziative di cooperazione e del Fondo rotativo per la concessione di crediti finanziari agevolati a favore dei paesi in via di sviluppo, di cui all’articolo 6 della legge n. 49 del 1987, e agli strumenti innovativi di finanziamento allo sviluppo. Per quanto riguarda questi ultimi descrive quindi l’attività dell’International Finance Facility for Immunization (IFFIm) e del Advanced Market Commitments (AMCs).
Dopo aver illustrato la documentazione presentata alla Commissione sui flussi finanziari in materia di aiuto pubblico allo sviluppo gestiti dal Ministero dell’economia e delle finanze, evidenzia i profili critici della legislazione vigente in materia di cooperazione allo sviluppo con riferimento all’esigenza di definire dei più efficaci meccanismi formali di coordinamento fra il suddetto Dicastero e il Ministero degli affari esteri che consentano di attuare sistematicamente l’intesa prevista dalla legge n. 49 del 1987, pur evidenziando i legami di collaborazione informale costantemente realizzati tra i due ministeri a tutti livelli gerarchici. A tale proposito individua nel Comitato interministeriale per la cooperazione allo sviluppo (CICS) e nel documento triennale di programmazione e di indirizzo previsti nel testo unificato elaborato dal relatore Tonini strumenti idonei a recepire la suddetta esigenza. Sottolineando la necessità che il suddetto documento sia tuttavia redatto d’intesa con il Ministero dell’economia e delle finanze, in considerazione delle competenze di tale Dicastero nel campo della cooperazione allo sviluppo e del suo ruolo quale Amministrazione finanziaria, illustra talune puntuali osservazioni sui contenuti del testo unificato del relatore richiamate nella citata documentazione riscontrando, tra l’altro, l’esigenza di prevedere misure volte ad assicurare maggiore tempestività nell’erogazione dei contributi italiani alle istituzioni finanziarie internazionali.
Circa la costituzione di un fondo unico per la cooperazione allo sviluppo, premesso che è da escludere l’utilizzo delle relative risorse attraverso gestioni fuori bilancio - soppresse, in via generale, dalla legge n. 559 del 1993 - rileva la possibilità di pervenire ad una maggiore flessibilità amministrativa attraverso strumenti quali una contabilità speciale.