In relazione al sistema di audit doganale delle imprese - sistema che dovrebbe consentire agli operatori ritenuti affidabili di poter svolgere le operazioni doganali in maniera semplificata - chiede di conoscere il motivo per il quale solo pochissime imprese hanno chiesto di poter usufruire di tale modalità semplificata, ritenendo peraltro che tale circostanza ha vanificato sostanzialmente tale operazione. In relazione alle osservazioni sulla semplificazione delle modalità di pagamento, chiede di conoscere le ragioni che non hanno consentito ancora di adottare una serie di misure previste da specifiche norme secondarie, consentendo, ad esempio, l'utilizzo del bonifico bancario. L'oratore esprime inoltre ulteriori rilievi critici in relazione all'adozione del sistema del circuito doganale, lamentando il ritardo con il quale la banca dati viene aggiornata e soprattutto la mancata attivazione di procedure semplificate di controllo nel caso di ripetuto e accertato rispetto delle procedure. A suo parere, infatti, i profili di rischio di determinate merci e di determinate dichiarazioni non vengono aggiornati rispetto ai controlli effettuati, con il rischio di penalizzare gli operatori più corretti. L'oratore svolge poi ulteriori osservazioni circa la riforma della struttura organizzativa dell'Agenzia e la creazione degli uffici unici doganali, ritenendo che in alcuni casi gli obiettivi di razionalizzazione e di semplificazione dell'azione amministrativa siano stati disattesi da scelte alquanto discutibili. Cita a tale proposito i casi degli uffici doganali di Potenza, di Porto Empedocle, di Cosenza e di Avezzano, la cui istituzione e dotazione di personale non appare rispondente agli effettivi carichi di lavoro.
Viceversa il caso di Genova, con la costituzione di una gigantesca struttura unitaria doganale che vede l'impiego di più di 300 unità presenta problematicità e criticità che nulla hanno a che vedere con un'azione di rilancio del porto e delle attività economiche dell'entroterra. Conclude il proprio intervento richiamando l'esigenza di una più stretta collaborazione tra l'Agenzia e la Guardia di finanza.