(Parere alla 5ª Commissione. Seguito dell'esame e rinvio)
Riprende l'esame sospeso nella seconda seduta pomeridiana del 12 luglio scorso.
La presidente DONATI comunica che è pervenuto alla Commissione l'allegato infrastrutture. Ritiene che, in considerazione dell'importanza di tale documentazione per l'attività della Commissione sia indispensabile disporre di un tempo sufficiente al suo esame.
Considera, pertanto, opportuno proseguire la trattazione del DPEF anche nella seduta antimeridiana di domani e nella seduta pomeridiana della stessa giornata rinviando la prevista audizione del Presidente di Anas S.p.A.
Per consentire al ministro Di Pietro di procedere alla illustrazione dell'allegato infrastrutture propone di rinviare al termine della seduta le valutazioni in ordine ai lavori della Commissione.
Il ministro DI PIETRO, nell'illustrare l'Allegato infrastrutture al DPEF, osserva come il documento in esame si articoli in due distinte parti. La prima, di carattere meramente descrittivo, illustra lo stato di attuazione delle opere e degli interventi previsti dalla legge obiettivo. Nella seconda parte sono individuate le linee generali della politica governativa in materia di infrastrutture, la quale si sostanzia in una revisione delle priorità precedentemente individuate. Tale revisione è necessaria in considerazione della scarsità delle risorse finanziarie. I finanziamenti disponibili ammontano a circa 59.000M di euro, a fronte dei 115.000M di euro necessari al completamento del programma infrastrutturale, previsto dalla legge del 2001. Rileva, poi, come sulla redazione della legge obiettivo abbiano influito, in modo troppo consistente, interessi di tipo locale. Al fine di evitare inutili sovrapposizioni nella realizzazione di opere infrastrutturali da parte delle Regioni, sarebbe opportuno senza sminuire le competenze, prevedere un più incisivo intervento programmatorio e di coordinamento dello Stato. La revisione delle priorità infrastrutturali è destinata a comportare la modifica delle intese generali quadro, concluse tra lo Stato e le Regioni, a norma della legge 443 del 2001.
Per quel che concerne la seconda parte dell'allegato rileva come in essa sia stata redatta una sorta di verbale di consistenza relativo allo stato di avanzamento dell’insieme delle opere comprese nel programma della legge obiettivo. Gli interventi sono stati classificati in tre fondamentali categorie: opere cantierate, per le quali i lavori sono in corso; opere affidate, per le quali sono state espletate le procedure di gara con l’individuazione del soggetto realizzatore ed infine, opere in gara, per le quali sono ancora in corso di svolgimento le procedure per l’individuazione del soggetto realizzatore.
Le opere contenute nella legge obiettivo e puntualmente riportate nell'allegato in oggetto, necessitano di una rivisitazione, in ragione della scarsità di risorse finanziarie disponibili. Nell'individuazione delle effettive priorità strategiche, il Governo si è impegnato a tener conto anche delle posizioni delle Regioni, attraverso la predisposizioni di una serie di incontri. Al termine di tali incontri il Governo intende procedere alla redazione di un documento, non necessario ai sensi della legge obiettivo, di natura più marcatamente programmatoria. Tale documento permetterà di individuare le sole opere effettivamente prioritarie. Fra queste ultime si devono annoverare tutti gli interventi sugli snodi, in quanto atti a garantire un miglioramento della mobilità.
Sotto il profilo finanziario, rammenta come la scarsità di risorse pubbliche imponga al Governo la necessità di valorizzare l'istituto della finanza di progetto.
Conclude, quindi, illustrando i dati riportati nella tabella riepilogativa dei fabbisogni necessari per la realizzazione delle infrastrutture strategiche previste dalla legge obiettivo.
Il senatore CICOLANI (FI) interviene osservando come la ristrettezza dei tempi di esame parlamentare del DPEF non possa giustificare una trattazione superficiale dell'Allegato infrastrutture il quale, in particolare, per la 8a Commissione, riveste un ruolo di primaria importanza. E' innegabile il carattere fortemente innovativo della legge obiettivo, con la quale il precedente governo ha rilanciato il tema delle infrastrutture, per troppo tempo accantonato. Non vi è stata una sottovalutazione delle indicazioni finanziarie, ma indubbiamente sono state avanzate molte proposte che richiedono una gradualità degli interventi rispetto al fabbisogno finanziario. Con la legge obiettivo e la successiva Delibera CIPE del 2001, d'altra parte l’esecutivo di centro destra ha conciliato la realizzazione della rete TEN con il il piano generale dei trasporti. Per quel che attiene all'infrastrutturazione secondaria, l’oratore osserva come tale aspetto sia stato affrontato in modo del tutto marginale dall'Allegato in esame. Sarebbe auspicabile che il patrimonio di pianificazione, discussione ed elaborazione anche delle opere secondarie, acquisito dal Governo di centro-destra, con il coinvolgimento delle realtà locali, non venga vanificato. Si dichiara quindi non contrario alla determinazione di un nuovo ordine di priorità infrastrutturali, in ragione della scarsità di risorse finanziarie disponibili. La fissazione di una nuova gerarchia di priorità non può però giustificare una penalizzazione del settore infrastrutturale in sede di redazione della legge finanziaria. Sarebbe, infatti, deprecabile porre eccessivi limiti di cassa agli enti di spesa, stante la rilevanza del problema infrastrutturale nel nostro paese, anche in funzione di un rilancio economico e produttivo. Il problema di un raccordo tra stanziamenti di competenze e di cassa appare quindi ineludibile.
Interviene quindi il senatore FUDA (Misto-PDM) osservando come tra le opere prioritarie per la Regione Calabria non sia stata espressamente prevista la realizzazione del collegamento del porto di Corigliano con la rete ferroviaria. Auspica quindi un intervento governativo al riguardo, nonché un chiarimento in merito a possibili trasformazioni in metropolitana di superficie di tratte ricomprese nella dorsale jonica. Per quel che concerne il coinvolgimento delle realtà locali e regionali, l'oratore suggerisce di procedere all'audizione in primo luogo dei rappresentanti delle città. Concorda con il Ministro sull’opportunità di favorire il ricorso all’istituto del project financing, il quale potrebbe consentire di porre rimedio alla scarsità di fondi pubblici e di far fronte al rilevante gap infrastrutturale che connota il meridione italiano. Tale istituto andrebbe però rivisto nel senso di prevedere una maggiore diluizione nel versamento delle quote di finanziamento da parte dello Stato.
Il senatore MAZZARELLO (Ulivo) interviene ponendo in evidenza non solo la chiarezza espositiva del documento presentato dal Governo, ma anche il carattere pragmatico dell’intervento ministeriale, seguito nella individuazione delle opere realmente prioritarie. La necessità di rivedere le priorità infrastruttururali è legata sia alla insufficienza delle risorse disponibili sia alle effettive esigenze territoriali del Paese. Sarebbe auspicabile, tuttavia, che il Governo precisasse i tempi di realizzazione della procedura di individuazione delle nuove priorità strategiche, individuando la data, anche solo orientativa, di presentazione del nuovo "allegato". Osserva inoltre come sarebbe opportuno che il Governo tenesse conto, nella redazione del nuovo documento, anche degli interventi nel settore portuale. Tali opere si rivelano infatti funzionali alla realizzazione di un sistema di trasporto effettivamente intermodale.
Il senatore VICECONTE (FI) interviene chiedendo al Governo di chiarire se le opere prioritarie approvate in linea tecnica e in conformità alle intese generali quadro, di cui alla tabella riepilogativa, siano anch'esse destinate ad essere oggetto di revisione, in sede di individuazione delle nuove priorità strategiche.
Il senatore BONADONNA (RC-SE) , nel manifestare il proprio apprezzamento per il quadro conoscitivo reso e per l'approccio pragmatico al problema infrastrutturale che connotano l’Allegato, sottolinea l'assoluta incoerenza della legge obiettivo. Quest’ultima si riduce ad una sterile elencazione di opere, spesso fini a se stesse, funzionali alle esigenze dei costruttori e scisse dalla politica dei trasporti. Gli interventi individuati dalla legge suddetta, inoltre, risultano concentrati in larga parte nelle regioni del nord Italia. L’oratore sottolinea pertanto la necessità di rivedere l'intero quadro delle priorità, tenendo conto sia delle necessità locali che delle esigenze connesse alla realizzazione di una efficace politica dei trasporti. Osserva infine come la realizzazione delle opere infrastrutturali rappresenti l’essenziale premessa per ogni tentativo di rilancio economico e produttivo del Mezzogiorno.
Il senatore Paolo BRUTTI (Ulivo) interviene rilevando l’opportunità di procedere ad una più puntuale individuazione delle opere ritenute prioritarie dal Governo, tenendo conto solo in parte dello stato di avanzamento dei lavori. Sarebbe in particolare necessario considerare prioritarie le sole opere effettivamente cantierate, procedendo ad una riponderazione delle opere in gara e di quelle affidate, per le quali il valore prioritario deve essere valutato caso per caso, in ragione delle esigenze locali.
Concorda con il senatore Bonadonna sull’opportunità di prevedere sia un autonomo piano infrastrutturale per il Mezzogiorno, sia un esplicito intervento nel settore portuale. In questo modo di creerebbero le condizioni per determinare una effettiva centralità del Paese nei traffici commerciali marittimi. Tali interventi si devono concretizzare nella realizzazione di opere infrastrutturali di collegamento dei porti con le reti di trasporto su ferro e su strada. Segnala, infine, alcune imprecisioni tecniche che sembrerebbero presenti nell'allegato.
Interviene quindi il senatore PISTORIO (DC-Ind-MA) , il quale esprime il proprio disappunto sulle scelte governative in sede di redazione del DPEF e del relativo allegato sulle infrastrutture. Il più evidente limite di quest'ultimo documento va ravvisato, secondo l’oratore, nella scarsa considerazione della situazione meridionale. La decisione di far derivare il carattere prioritario di un’opera dal mero stato di avanzamento rischia di non tener conto delle effettive esigenze di rilancio economico nel Mezzogiorno. Osserva, poi, come ogni dibattito sui problemi infrastrutturali del Sud finisca per ridursi ad una sterile disputa sull’opportunità di realizzare o meno il ponte sullo stretto di Messina. Quest’ultimo, secondo l’oratore, dovrebbe rappresentare solo una parte di una più ampia piattaforma logistica integrata. La Sicilia, infatti, stante la sua collocazione geografica, può aspirare, se infrastrutturalmente rafforzata, a divenire un polo logistico per il traffico merci. Conclude quindi invitando il Governo a riconoscere, in fase di elaborazione del nuovo "allegato" preannunciato dal Ministro, un ruolo centrale al problema infrastrutturale del Mezzogiorno.
Il senatore PAPANIA (Ulivo), pur apprezzando il carattere ricognitivo dell’allegato, auspica una più precisa indicazione delle priorità infrastrutturali. L’analisi dello stato di attuazione delle opere e degli interventi mostra peraltro come la gran parte degli interventi cantierati si collochi nell’Italia settentrionale e su ciò è indispensabile una netta inversione di tendenza da parte dell'Esecutivo. Per quel che concerne il profilo economico, sarebbe auspicabile che la legge finanziaria riducesse la differenza fra spese di cassa e di competenza. Secondo l’oratore, nella redazione del nuovo documento, il Governo dovrebbe tener conto delle reali priorità del Paese, esprimendo, nel contempo, un chiaro giudizio sulle scelte politiche effettuate dal precedente esecutivo e sottese alla legge obiettivo. Si dichiara infine favorevole alla predisposizione di un autonomo piano infrastrutturale per il Mezzogiorno.
Interviene quindi il senatore FANTOLA (UDC) dichiarandosi non contrario alla rivalutazione delle priorità infrastrutturali, a condizione che ciò avvenga nel rispetto delle istanze regionali e dei pronunciamenti del Parlamento. Osserva, poi, come il trasporto merci rappresenti un settore nevralgico nell’economia del nostro Paese, il quale non può essere sostenuto unicamente dal mezzo ferroviario, richiedendo un incremento della mobilità marittima. In questo quadro è innegabile la centralità di un intervento nel settore portuale. Conclude rilevando la necessità di individuare le opere effettivamente prioritarie non unicamente in ragione del loro stato di attuazione, ma anche e soprattutto delle esigenze economiche delle aree interessate.
Prende quindi la parola il sottosegretario MEDURI, il quale, in risposta al senatore Viceconte, osserva come anche le opere approvate in linea tecnica e rientranti nelle intese generali quadro siano destinate ad essere oggetto di rivisitazione. Nel confermare le valutazione del ministro Di Pietro sul carattere ricognitivo dell’allegato, ribadisce la volontà del Governo, in sede di redazione del nuovo documento, di coordinare le opere infrastrutturali con il piano generale di trasporto. Per quel che concerne la questione portuale, concorda con i rilievi formulati dai Senatori della maggioranza.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.