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Legislatura 17 Risposta ad interrogazione scritta n° 4-02822



Risposta all'interrogazione n. 4-02822
Fascicolo n.125

Risposta. - Nell’interrogazione si stigmatizza il contenuto spesso xenofobo ed inneggiante alla violenza degli interventi radiofonici del conduttore Luca Casciani, si sottolinea l’effetto emulativo che può scaturirne, specie in alcune aree disagiate della periferia romana, e si chiede di conoscere se siano state avviate indagini in merito alle dichiarazioni del conduttore.

Si premette al riguardo che il signor A.M., in arte Luca Casciani, da anni lavora presso l’emittente radio romana "Radio Ti Ricordi", dove, oltre ad illustrare fatti di cronaca riportati sulla stampa nazionale, esprime le proprie opinioni in lunghi monologhi. Egli non è nuovo ad esternazioni di natura xenofoba, tanto che ha già riportato nel 2005 una sentenza di condanna per il reato di cui all’articolo 3 della legge n. 645 del 1975, di ratifica della Convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale. Con riferimento all’episodio specificamente evidenziato, si informa che le indagini volte a valutarne la rilevanza penale sono ancora in corso.

Su un piano più generale, si chiede quali iniziative questa amministrazione intenda assumere per prevenire il diffondersi della xenofobia e delle violenze nelle periferie della capitale. In proposito, va ricordata l’importante iniziativa della costituzione nei municipi della capitale, fin dal mese di aprile 2015, di tavoli di osservazione, presieduti da un dirigente della prefettura e composti dal presidente del municipio e dai rappresentanti dei presidi territoriali delle forze di polizia e del Corpo di polizia municipale di Roma capitale.

Questi consessi sono stati chiamati ad assolvere ad una duplice funzione: da un lato, avvicinare al territorio il baricentro del coordinamento delle azioni suscettibili di essere sviluppate su base locale, dall’altra, costituire il trait d’union tra le singole realtà municipali e le sedi decisionali di più alto livello per lo sviluppo di iniziative di carattere sovramunicipale. Nell’ambito dei tavoli, sono state già definite diverse azioni volte nello stesso tempo a garantire il contrasto a manifestazioni violente o xenofobe e ad avviare un dialogo costruttivo tra le realtà territoriali e i cittadini stranieri.

Con riferimento al tema specifico della sistemazione logistica dei migranti, occorre premettere alcune considerazioni di carattere generale, per poi calarle nella realtà capitolina e dintorni.

Il Governo è fortemente impegnato ad evitare che il fenomeno migratorio possa innescare dinamiche di conflitto e situazioni di tensione intersecandosi con il disagio e la marginalità sociale, e in particolare con il degrado delle periferie. Una strategia accorta di distribuzione degli stranieri deve farsi carico delle scelte del loro impatto sul territorio, se non si vuole trasformare la questione migratoria in un fattore di instabilità che possa alimentare derive di intolleranza.

In tale ottica, la governance del sistema di accoglienza si sta orientando sempre più verso nuovi criteri di distribuzione territoriale che privilegiano l’insediamento di piccoli gruppi di stranieri in centri di dimensione più contenuta e meno popolosi, in considerazione delle maggiori opportunità che essi offrono per un’efficace integrazione, capace di andare anche a vantaggio delle stesse comunità. Le procedure di accoglienza attuate in tutto il territorio nazionale prevedono il più ampio coinvolgimento del territorio.

La prassi seguita da tempo è infatti quella di operare con il sostegno delle realtà locali di insediamento, allo scopo di scongiurare la percezione che il fenomeno sia gestito secondo principi autoritari e con soluzioni imposte dall’alto. Tale prassi è stata di recente codificata con il decreto legislativo n. 142 del 2015, in cui si è stabilito che i prefetti, prima di attivare strutture straordinarie, debbano sentire i sindaci interessati, in maniera che la collocazione dei migranti possa avvenire con il minore impatto possibile e nel pieno rispetto delle autonomie.

Queste nuove modalità di sistemazione stanno trovando attuazione anche nel territorio della capitale e della provincia di Roma, dove attualmente sono ospitati in centri straordinari di accoglienza circa 1.750 stranieri, ai quali si sommano i circa 850 ospiti del CARA di Castelnuovo di Porto e i circa 3.400 ospiti del circuito SPRAR. Il citato centro di accoglienza ubicato a Corcolle è stato invece chiuso nel mese di maggio 2015. Ai fini di un’omogenea distribuzione dei migranti a livello provinciale, la prefettura interloquisce sistematicamente con i sindaci e i presidenti dei municipi per tentare di realizzare la massima condivisione del percorso di insediamento e di integrazione, nonché delle modalità di monitoraggio delle condizioni di accoglienza.

Peraltro, con un bando del 2015 la prefettura ha ulteriormente rafforzato la linea del decongestionamento delle zone a maggiore concentrazione di migranti nelle quali si erano registrate delle situazioni di attrito con la popolazione locale o con movimenti che approfittavano dell’occasione per alimentare il malcontento e inscenare manifestazioni di protesta anche violenta. È stato fissato, quindi, un tetto al numero degli ospiti da accogliere nel centri, non più di 100, e al totale complessivo degli ospiti in proporzione alla consistenza demografica di ogni comune o municipio, prevedendo la suddivisione del territorio provinciale in 8 lotti, definiti in corrispondenza con i distretti sociosanitari, in modo da assicurare una distribuzione omogenea dei migranti in tutta la provincia. Inoltre, sono stati interessati i sindaci dei comuni nei quali non insistono centri di accoglienza, nell’auspicio di un loro coinvolgimento nell’individuazione di soluzioni idonee ad assicurare l’accoglienza di una quota di stranieri richiedenti asilo non superiore alto 0,15 per cento della popolazione locale.

Tale sollecitazione è stata recepita da alcuni Comuni che hanno manifestato disponibilità all’accoglienza e con i quali è in corso l’iter per il perfezionamento degli atti convenzionali necessari ad attuare tale indirizzo. Di pari passo sono proseguite le iniziative volte a favorire l’integrazione dei migranti; negli ultimi mesi è stato avviato con le parrocchie il progetto di «accoglienza diffusa», al fine di realizzare piccoli insediamenti a favore degli ospiti che dimostrano particolare capacità di integrazione. Inoltre, il 28 ottobre 2015 la prefettura ha stipulato con i Comuni di Roma capitale e di Nettuno due protocolli d’intesa finalizzati al coinvolgimento dei migranti ospiti dei centri di accoglienza in attività di volontariato socialmente utili. Ciò allo scopo di sottrarli ai rischi derivanti dalla protratta inattività e di promuovere percorsi di conoscenza reciproca, al fine di superare le differenze e realizzare processi di integrazione. Si assicura al riguardo che il fenomeno della xenofobia costituisce un ambito di attività a cui le forze di polizia dedicano particolare attenzione e mirati sforzi organizzativi.

Si segnala infine a tal proposito la positiva esperienza dell’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori, organismo interforze, operante dal 2010 presso il Dipartimento della pubblica sicurezza, che si propone di acquisire ed offrire uno spaccato conoscitivo del mondo purtroppo variegato delle discriminazioni. Nel contempo esso funge da collettore generale delle segnalazioni meritevoli di interventi mirati da parte degli organi infoinvestigativi presenti sul territorio ai fini della prevenzione e della repressione di qualsiasi forma di intolleranza o di violenza nei confronti degli stranieri di diverse etnie.

Il Vice ministro per l'interno
BUBBICO

(12 febbraio 2016)