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Legislatura 17 Risposta ad interrogazione scritta n° 4-05374



Risposta all'interrogazione n. 4-05374
Fascicolo n.119

Risposta. - Si ribadisce quanto sottolineato dal Ministro in occasione della seduta di svolgimento di interrogazioni con risposta immediata presso l'Aula della Camera del 24 febbraio 2016.

In discussione non è, infatti, né il ruolo dell’Egitto per la stabilità di una regione tormentata e al centro di quasi tutte le tensioni internazionali, né il nostro sostegno ad un Paese fortemente impegnato contro la minaccia terroristica. In discussione è la fine atroce di un nostro connazionale, Giulio Regeni, torturato e barbaramente ucciso. Su questa vicenda l’Italia semplicemente chiede ad un Paese alleato la verità e la punizione dei colpevoli.

Come già più volte ribadito, il Governo non si accontenterà di verità di comodo, tantomeno di piste improbabili come quelle evocate nei giorni scorsi a El Cairo. L’ambasciata italiana a El Cairo ha ricevuto il 2 marzo una nota verbale con la quale il Ministero degli esteri egiziano ha trasmesso alcuni dei materiali investigativi richiesti nelle scorse settimane dal Governo italiano attraverso canali diplomatici. I materiali sono stati immediatamente messi a disposizione del team investigativo italiano che opera a El Cairo su mandato della Procura della Repubblica di Roma. La Farnesina prende atto della consegna di una parte del materiale richiesto: si tratta in particolare di informazioni relative a interrogatori di testimoni da parte delle autorità egiziane, al traffico telefonico del cellulare di Giulio Regeni e a una parziale sintesi degli elementi emersi dall’autopsia. Non risultano essere stati ancora consegnati altri materiali informativi richiesti dalle note verbali della nostra ambasciata. Si tratta di un primo passo utile. La Farnesina ritiene tuttavia che la collaborazione investigativa debba essere sollecitamente completata nell’interesse dell’accertamento della verità.

Si ritiene, infatti, che la cooperazione con la squadra italiana di inquirenti possa e debba essere ancora più efficace, nel senso che gli investigatori italiani devono avere pieno accesso a tutti i documenti in possesso della procura di Giza. Si continuerà pertanto a sollecitare le autorità locali affinché vengano messi a disposizione anche gli altri materiali informativi richiesti, assicurando la massima e piena collaborazione nelle indagini in corso al fine di pervenire all’accertamento della verità.

Il passare del tempo non farà desistere il Governo italiano, che pretende la verità, sia per dovere nei confronti della famiglia di Giulio Regeni sia, più in generale, per una questione di dignità del nostro Paese.

Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri e cooperazione internazionale
AMENDOLA

(7 marzo 2016)