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Legislatura 17 Risposta ad interrogazione scritta n° 4-03019



Risposta all'interrogazione n. 4-03019
Fascicolo n.68

Risposta. - Il progetto denominato “Trans Adriatic pipeline” (TAP) riguarda la realizzazione di un gasdotto che trasporterà il gas dalle nuove fonti di approvvigionamento, nella regione del mar Caspio, all'Europa occidentale e sud-orientale, attraverso il “corridoio meridionale del gas”. La parte di gasdotto di competenza italiana è composta da una condotta sottomarina (tratto offshore) lunga circa 45 chilometri, da una condotta interrata (tratto onshore) lunga circa 8,2 chilometri, da una valvola di intercettazione (BVS) posta in corrispondenza del punto iniziale del tratto onshore e da un terminale di ricezione del gasdotto (PRT: pipeline receiving terminal) ubicato a Modugno (Lecce).

L’istanza volta ad ottenere il parere di compatibilità ambientale è stata presentata dalla società Trans Adriatic pipeline AG Italia in data 19 marzo 2012.

In ordine ad essa, una volta completato l’iter valutativo di competenza della commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale VIA e VAS, e sulla base anche del parere da essa espresso n. 1596 del 29 agosto 2014, è stato emanato il relativo provvedimento di compatibilità ambientale con decreto ministeriale n. 223 dell’11 settembre 2014.

Riguardo alle contrarietà sul progetto espresse dalla Regione Puglia (delibere n. 12 e n. 63, rispettivamente del 20 e del 31 gennaio 2014), la commissione VIA e VAS ne ha debitamente e doverosamente tenuto conto, ritenendo, e al contempo dandone atto nel pertinente parere, che le criticità evidenziate potessero ritenersi superate sulla base delle integrazioni e dei chiarimenti complessivamente forniti dalla società TAP AG Italia successivamente al riavvio del procedimento, avvenuto nel settembre 2013. In merito a tale ulteriore documentazione, è stato riferito che la Regione, che pure ne era a conoscenza, non ha ritenuto di esprimersi.

In merito, poi, a quanto sostenuto dal Servizio rischio industriale della stessa Regione, circa l’assoggettamento del terminale di ricezione del gasdotto alle disposizioni recate dal decreto legislativo n. 334 del 1999 (relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose), poiché sul punto non esiste ancora un'univoca presa di posizione e considerata, comunque, l’oggettiva presenza nello stesso terminale di sostanze classificate “pericolose”, è stato ritenuto possibile e opportuno richiedere alla società proponente di acquisire il pertinente nulla osta di fattibilità (NOF) prima del rilascio del provvedimento finale autorizzativo. Tale prescrizione risulta al punto A.13 del decreto di compatibilità ambientale.

In ordine, infine, al parere negativo espresso dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, stante il contrasto tra le amministrazioni concertanti, la questione è stata rimessa al Consiglio dei ministri, ai sensi dell’art. 5, comma 2, lettera e-bis), della legge n. 400 del 1988. Il Consiglio dei ministri, nella riunione del 10 settembre 2014, pur prendendo atto delle motivazioni sottese al parere negativo espresso dal Ministero dei beni culturali, ha deliberato, in relazione al carattere di interesse strategico dell’opera e delle puntuali prescrizioni impartite dalla commissione tecnica VIA/VAS con il parere del 29 agosto 2014, di fare propria la posizione del Ministero dell’ambiente in merito alla compatibilità ambientale del progetto proposto, entro i limiti e con il rispetto delle prescrizioni all’uopo definite.

Tale deliberazione ha conseguentemente determinato l'emanazione di un decreto positivo di compatibilità ambientale.

Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare
GALLETTI

(19 dicembre 2014)