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Legislatura 17 Risposta ad interrogazione scritta n° 4-02218



Risposta all'interrogazione n. 4-02218
Fascicolo n.68

Risposta. - L’ambasciata d’Italia a Zagabria, in coordinamento con i Ministeri degli affari esteri e della cooperazione internazionale, dello sviluppo economico e dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, è impegnata a seguire il progetto di ricerca e sviluppo di idrocarburi in Adriatico sin dal suo primo avvio formale, con l’approvazione del progetto da parte del Parlamento croato il 15 luglio 2013. A questo proposito si ricorda che nelle acque di competenza croata del nord Adriatico sono in già in servizio 18 piattaforme di estrazione di gas da parte di una joint venture, attiva dal 1996, tra la ex compagnia petrolifera statale croata Ina ed Eni nonché, dal luglio 2014, un’ulteriore piattaforma sulla base di una joint venture tra Edison e Ina. È inoltre in vigore tra Italia e Croazia un accordo (AIDOA) per lo sfruttamento comune del giacimento di gas "Annamaria" che si trova a cavallo delle due piattaforme continentali.

Le autorità croate hanno realizzato, dal settembre 2013 al gennaio 2014, una campagna di esplorazioni finalizzata ad acquisizioni di dati sismici e di mappatura in 2 dimensioni del fondale marino croato, condotta dalla società “Spectrum”. Non appena avuta notizia informale della campagna, è stato avviato un monitoraggio della rotta seguita dalla nave “Northern explorer”, battente bandiera panamense, che effettuava i rilievi. Il monitoraggio della rotta della nave, attuato in collaborazione con la Marina militare italiana, ha permesso di rilevare diversi sconfinamenti in acque di competenza italiana. Alla luce degli sconfinamenti, da parte italiana sono state effettuate specifiche richieste di chiarimenti mediante apposite note verbali, rispettivamente del 3 febbraio e del 3 aprile 2014. È stato altresì richiesto alla controparte croata di condividere con le competenti autorità italiane ogni eventuale dato raccolto, anche a bassa risoluzione, riguardante la piattaforma continentale italiana. Da parte croata, dopo un iniziale diniego di tali sconfinamenti, è stato informalmente assicurato che dati richiesti, raccolti su esclusiva iniziativa della società Spectrum al di fuori di qualsiasi mandato da parte di Zagabria, sarebbero stati forniti.

Il 2 aprile 2014, l’Agenzia per gli idrocarburi croata ha pubblicato il bando di gara per l’assegnazione di 29 lotti di ricerca in Adriatico (con scadenza il 3 novembre 2014). Su segnalazione dell’ambasciata a Zagabria, il Ministero dello sviluppo economico ha immediatamente preso visione della documentazione di gara. Per quanto riguarda lo specifico tema della salvaguardia ambientale, il citato bando di gara indica nell’annesso 1 la regolamentazione croata di riferimento in tema di salvaguardia ambientale e, nell’annesso 2, ulteriori misure più restrittive in materia di criteri ambientali che dovranno essere rispettati nel corso delle future attività di ricerca e sviluppo. Il 3 novembre 2014 è stata chiusa la gara indetta dal Governo croato per l’assegnazione dei suddetti 29 blocchi offshore, di cui 8 situati nell’Adriatico settentrionale e 21 in quello centrale e meridionale, con dimensioni tra i 1.000 e i 1.600 chilometri. Sono state ricevute offerte per 16 blocchi mentre ad inizio dicembre è stato reso noto che le concessioni sono state assegnate ad Eni (in consorzio con Med oil gas), Marathon oil (in consorzio con Omv) e Ina. I contratti per il rilascio di queste licenze, da quanto appreso, verranno firmati non prima della fine del 2015; i permessi per l’esplorazione avranno durata quinquennale, con possibilità di proroga per un anno, mentre le concessioni per lo sviluppo avranno durata di 25 anni.

Al fine di scongiurare ogni impatto negativo ambientale infine si segnala che, su richiesta italiana del 2 febbraio 2014, l’8 maggio ha avuto luogo a Zagabria una riunione di coordinamento tra Italia (rappresentanti del Ministero dello sviluppo economico e dell’ambasciata) e Croazia (vice ministro dell’economia Leveric) in materia di sfruttamento degli idrocarburi e salvaguardia dell’ambiente in Adriatico. Nel corso dell’incontro è stata proposta l’istituzione di un processo informale di consultazione e condivisione di esperienze per coordinare le iniziative legislative e regolatorie dei due Paesi in materia di ricerca e sfruttamento di idrocarburi. Particolare riferimento è stato fatto all’eventuale ratifica da parte di Roma e Zagabria del “protocollo per la protezione del Mare Mediterraneo contro l’inquinamento derivante dall’esplorazione e sfruttamento della piattaforma continentale, del fondo del mare e del suo sottosuolo”, firmato a Madrid il 14 ottobre 1994 da 21 Paesi del Mediterraneo e sinora ratificato solo da Albania, Cipro, Libia, Marocco, Siria, Tunisia e Unione europea, nonché all’attuazione nella legislazione nazionale della direttiva 2013/30/UE “sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi”, adottata a Bruxelles il 28 giugno 2014. Da parte italiana, si è invitata la controparte croata a partecipare alle riunioni dell’European union offshore authorities group (EUOAG), istituito dalla decisione C18/07 del 2012 della Commissione europea per favorire lo scambio di informazioni e promuovere le migliori pratiche in materia di regolamentazione dello sfruttamento e dello salvaguardia del mare. Zagabria, nel ricordare la priorità attribuita dal Governo croato alla tutela dell’ambiente, da cui dipende il principale settore economico del Paese (il turismo assicura circa il 18 per cento del PIL), ha espresso forte apprezzamento nei confronti delle proposta italiana, su cui ha immediatamente concordato.

Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri e cooperazione internazionale
DELLA VEDOVA

(19 dicembre 2014)