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Legislatura 17 Risposta ad interrogazione scritta n° 4-01005



Risposta all'interrogazione n. 4-01005
Fascicolo n.57

Risposta. - La Marina militare dispone, dagli anni '80, di una rete radar costiera (RRC) che copre una parte delle coste nazionali per sorvegliare le sole aree marittime di maggior interesse ai fini istituzionali (difesa militare dello Stato).

In base alle esperienze tratte dall’impiego di questa prima rete radar e alla luce dei nuovi compiti emersi a partire dagli anni 2000, in particolare per il controllo dei flussi migratori, è stato avviato nel 2009 un programma di ammodernamento della RRC che si basa su innovative tecnologie che hanno portato allo sviluppo di due radar prototipici impiegati a Lampedusa e Santa Maria di Leuca.

Un radar prototipico del tipo RASS-C della Selex ES è operativo presso Lampedusa dal 2011. Il radar di Lampedusa, in particolare, impiega moderne ed efficaci tecnologie per la scoperta di contatti navali ed è particolarmente specializzato per la scoperta a distanze elevate dalla costa, dove operano le unità della Marina militare e dove sono prioritariamente svolte le funzioni della forza armata stessa.

Tuttavia, anche le nuove tecnologie radar non garantiscono da sole la possibilità di identificare un’imbarcazione in alto mare, ovvero la sua connessione con i flussi migratori, né tantomeno di verificare lo stato o le condizioni di potenziale pericolo dello stesso natante. La valenza dei nuovi radar della Marina, pertanto, deve essere vista come di supporto all’opera delle navi e degli aeromobili operanti nelle stesse aree di alto mare d’interesse, che sono gli unici mezzi che possono sia verificare la situazione in atto che intervenire con immediatezza per prevenire le tragedie in mare.

Considerando l’ampiezza delle aree da sottoporre a sorveglianza radar e la densità del traffico marittimo, nessuna amministrazione può disporre, da sola, di tutte le informazioni e i dati necessari per il completo controllo dell’area d’interesse, né può gestire autonomamente le eventuali situazioni di pericolo. Per tale motivo, la rete radar costiera della Marina militare concorre, da tempo, con le reti radar delle altre amministrazioni interessate (Guardia costiera, Guardia di finanza, eccetera) alla compilazione del "quadro di sorveglianza marittimo".

I dati provenienti da tali sistemi di sorveglianza vengono raccolti presso la centrale nazionale interministeriale di sorveglianza marittima (CNISM) ubicata presso il comando in capo della squadra navale a Roma e trasmessi alle altre amministrazioni competenti (Ministero dell'interno, Guardia di finanza e Guardia costiera) con rapporti di situazione (SITREP) diffusi alle ore 11.00 e alle ore 21.00 di ogni giorno, ovvero con e-mail dedicate in occasione di contatti non identificati le cui cinematiche risultino di interesse e, più in particolare, compatibili con natanti dediti al trasporto di migranti.

Si rappresenta, infine, che sulla base delle vigenti disposizioni normative, il coordinamento delle attività di contrasto dell’immigrazione illegale via mare è assicurato dal Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno che, ad oggi, si avvale del centro nazionale di coordinamento per l’immigrazione “Roberto Iavarone”, dove è impiegato personale della Polizia di stato, dell'Arma dei Carabinieri, della Guardia di finanza, della Marina militare e del Corpo delle capitanerie di porto. Qualora l'evento si trasformi in attività di ricerca e soccorso in mare, il coordinamento rientra nella competenza del Corpo delle Capitanerie di porto.

Il Ministro della difesa
PINOTTI

(1 ottobre 2014)