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Legislatura 17 Risposta ad interrogazione scritta n° 4-02244



Risposta all'interrogazione n. 4-02244
Fascicolo n.54

Risposta. - In via preliminare, si fa presente che la presenza sul territorio di Poste italiane, in qualità di fornitore del servizio postale universale, è disciplinata dal decreto ministeriale 7 ottobre 2008, recante “Criteri di distribuzione dei punti di accesso alla rete pubblica”, per imporre specifici vincoli al fine di garantire la fruibilità e la continuità del servizio, anche nelle realtà territoriali più remote e disagiate, prescindendo da valutazioni di tipo economico. Infatti, oltre ai criteri di distanza per popolazione residente, nonché l’obbligo di operatività di almeno un ufficio postale nel 96 per cento dei comuni italiani, l’art. 2 del decreto sancisce, unitamente all’obbligo di apertura minima settimanale, l’espresso divieto di soppressione di uffici postali presidio unico sul territorio comunale, anche in ipotesi di loro insanabile diseconomia.

È proprio a tal fine che la società è tenuto a trasmettere all’AGCOM all’inizio di ogni anno l’elenco delle strutture che non garantiscono condizioni di equilibrio economico insieme al piano degli interventi per la loro progressiva razionalizzazione, corredato della quantificazione dei minori costi a diminuzione dell’onere del servizio universale.

A tal proposito si evidenzia che l’AGCOM per il 2014 ha consentito alla società il rinvio del piano di razionalizzazione relativo all’anno 2014 fino alla chiusura del procedimento istruttorio concernente “la congruità dei vigenti criteri di distribuzione dei punti accesso alla rete postale pubblica e la possibile modifica degli stessi”, in considerazione delle possibili ricadute degli esiti dello stesso sulla pianificazione e implementazione degli interventi di razionalizzazione della rete di uffici postali della società. Nell’ambito del procedimento con delibera n. 49114/CONS è stata indetta una consultazione pubblica, al fine di acquisire le osservazioni dei soggetti coinvolti in merito alla proposta di intervento che sarà formulata dall’Autorità sulla base delle risultanze procedimentali. Con la delibera, l’Autorità ha inteso garantire la massima partecipazione dei soggetti coinvolti al fine di assicurare una fruizione omogenea delle prestazioni rientranti nel servizio postale universale su tutto il territorio nazionale, con attenzione per le situazioni particolari, quali le isole minori e le zone rurali e montane.

Con riguardo alla sentenza del Tar Lazio del 29 gennaio 2014, n. 1117, si precisa che il ricorso presentato dal Comune di San Pietro in Guarano è stato accolto con conseguente annullamento in parte qua dell’atto impugnato, ossia della parte del piano di razionalizzazione 2012 relativa alla soppressione dell’ufficio postale della frazione di Redipiano e non dell’intero piano di razionalizzazione.

Poste italiane ha precisato che nel piano per il 2012 erano previsti in Puglia 27 interventi di chiusura. Di questi, a seguito dei confronti con le organizzazioni sindacali e nel rispetto del decreto ministeriale 7 ottobre 2008, ne sono stati effettuati solamente 6. Nella provincia di Lecce erano stati previsti 19 interventi e ne sono stati realizzati esclusivamente 4. Nel piano per il 2013, erano stati programmati 4 interventi di chiusura in Puglia ed altrettanti nel territorio della provincia di Lecce, nessuno dei quali è stato attuato.

Con riferimento agli uffici postali “Frigole” e “San Cataldo”, la società ha reso noto che sono stati chiusi rispettivamente nel 2012 e nel 2011. Circa l’osservanza dei criteri dettati dal decreto ministeriale 10 ottobre 2008, Poste italiane, nel premettere che le distanze di accessibilità al servizio sono fissate a livello nazionale per popolazione residente, ha precisato che Frigole costituisce una frazione del comune di Lecce. Attualmente a Lecce dove sono attivi 10 uffici postali, 6 dei quali, tra cui “Lecce 7” di nuova attivazione, osservano il doppio turno di apertura. In particolare, in posizione limitrofa all’ufficio “Frigole”, sono presenti l'ufficio di “Lecce 7” e l’ufficio “Lecce 5”.

Si rappresenta, peraltro, che di tali aspetti evidenziati nell’interrogazione è stata informata anche l’AGCOM, organo competente in materia di regolazione e vigilanza, la quale ha comunicato che, ad oggi, la società Poste italiane rispetta la vigente normativa sulla distribuzione degli uffici postali.

Il Sottosegretario di Stato per lo per lo sviluppo economico
GIACOMELLI

(6 agosto 2014)