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Legislatura 17 Risposta ad interrogazione scritta n° 4-07897



Risposta all'interrogazione n. 4-07897
Fascicolo n.178

Risposta. - La legge di stabilità per il 2016 (legge n. 208 del 2015) ha introdotto alcuni obiettivi di risparmio per questo Ministero, in particolare un target di 26 milioni di euro tra proventi ottenuti da dismissioni di immobili all’estero non più utili alle finalità istituzionali e maggiori entrate derivanti dall’incremento della tariffa consolare.

Per quanto riguarda le vendite immobiliari, nel 2016 sono stati versati nelle casse dello Stato circa 15,2 milioni di euro (precisamente 15.210.613,55) derivanti dalla dismissione di cinque immobili.

Quattro di questi immobili si trovano in Svizzera. Si tratta dell’ex Agenzia consolare a Bellinzona (per un valore di 1.757.437,07 euro); dell’ex Vice consolato e Casa d’Italia, nonché dell’ex Scuola italiana a Locarno (entrambi gli immobili hanno generato un introito complessivo di 6.403.176,48 euro); dell’ex Consolato a San Gallo (per 2.850.000 milioni di euro). Il quinto edificio si trova in Germania: si tratta dell’ex Consolato generale ad Amburgo per 4.2 milioni di euro).

Tra i proventi da dismissioni immobiliari e le maggiori entrate legate all’incremento della tariffa consolare, nel 2016 questa Amministrazione ha versato all’Erario, in complesso, circa 44 milioni di euro, superando largamente l’obiettivo assegnato, e non ha subito alcuna decurtazione dei propri capitoli.

Per quanto concerne le vendite di immobili già acquisite all’entrata del bilancio dello Stato per il 2017, si tratta di nove proprietà, per un totale di circa 4.536.000 euro. Tali proprietà sono ubicate in Lussemburgo (ex Consolato a Esch-Sur-Alzette), Regno Unito (edificio a Edimburgo), Nicaragua (edificio con terreno a Managua), Madagascar (ex Ambasciata a Antananarivo), Ucraina (terreno a Kiev), Namibia (ex Ambasciata a Windhoek), Belgio (ex Vice Consolato a Mons), Paesi Bassi (edificio a L’Aja) e Francia (ex Consolato a Chambery). Inoltre, si sono concluse altre due operazioni di dismissione i cui proventi, pari a circa 750.000 euro, non sono ancora stati versati all’Erario (due edifici di proprietà al 75 per cento a Tunisi).

Al di là degli obiettivi fissati negli ultimi anni dal legislatore, il Ministero, dando sostanza al principio costituzionale del buon andamento della pubblica amministrazione, crede fermamente nell’importanza della razionalizzazione e della valorizzazione dei propri cespiti all’estero. Tale politica immobiliare, che include anche accorpamenti logistici, condivisione di servizi e realizzazione di aree comuni laddove possibile, consente alle ambasciate e ai consolati di liberare risorse altrimenti destinate a mantenere e sorvegliare strutture non più utili, contribuendo a ridurre i costi e al tempo stesso a migliorare il decoro e la funzionalità degli uffici. Questo Ministero intende proseguire anche nel corso dei prossimi anni nella direzione intrapresa.

Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri e cooperazione internazionale
AMENDOLA

(5 settembre 2017)