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Legislatura 17 Risposta ad interrogazione scritta n° 4-06773



Risposta all'interrogazione n. 4-06773
Fascicolo n.172

Risposta. - Il taglio degli ulivi secolari in Puglia, e in particolare nella provincia di Bari, è un fenomeno che non si può considerare come esclusivo della specifica coltivazione, ma colpisce soprattutto il patrimonio arboreo olivicolo, poiché quest'ultimo è largamente diffuso sul territorio regionale.

In generale, la problematica dei reati di tipo predatorio è particolarmente seguita e monitorata dalle Forze di polizia e in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, dove vengono concordate le strategie e le linee di intervento operativo volte a fronteggiare le varie tipologie criminose.

Al riguardo, nell’ambito delle attività di prevenzione generale, sono stati intensifìcati i servizi di controllo delle Forze di polizia in ambito agricolo, anche attraverso sistematici contatti tra le pattuglie che operano sul campo e i titolari delle aziende agricole interessate, allo scopo di stimolare questi ultimi a segnalare tempestivamente la presenza di persone sospette.

Pur non potendosi escludere in alcuni casi le finalità estorsive dei danneggiamenti, sul piano strettamente investigativo il fenomeno in questione appare per lo più riconducibile alla fattispecie del furto della legna d’ulivo, particolarmente richiesta e apprezzata sul mercato della legna da ardere.

Questa considerazione vale tanto per le ipotesi di danneggiamenti limitati a poche piante, quanto nei casi di interessamento di grandi estensioni di terreno, nei quali la sottrazione di ingenti quantità di legname richiede una notevole organizzazione e disponibilità di uomini e mezzi.

Il fenomeno è diffuso non solo nell’area metropolitana di Bari, ma anche nella limitrofa provincia di Barletta-Andria-Trani, come dimostrato dall’operazione condotta dall’Arma dei carabinieri di Barletta nel mese di gennaio 2016, che ha consentito di deferire all’Autorità giudiziaria una “squadra” di sette persone (sei cittadini italiani e uno rumeno) sorprese mentre facevano razzia di alberi di ulivo, che venivano tagliati in piccoli pezzi da destinare alla vendita. Nella circostanza, sono stati sequestrati attrezzature e materiale vario atti al compimento del reato.

In generale, i reparti dell’Arma dei carabinieri della provincia di Bari, nel periodo dal 1° gennaio 2015 al 31 marzo 2017, hanno effettuato 791 controlli per fronteggiare il fenomeno, con il deferimento all’Autorità giudiziaria di 7 persone e l'irrogazione di sanzioni amministrative per più di 42.000 euro.

Nel corso del 2016, in particolare, risultano segnalati 44 episodi di danneggiamento e/o furto di alberi consumati nella sola area metropolitana di Bari, due terzi dei quali perpetrati nell’agro del Comune di Bitonto.

Il Commissariato di quest’ultima cittadina, nel confermare che il fenomeno in esame non sembra riconducibile al racket delle estorsioni, ma prevalentemente al furto della legna da destinare alla vendita, come pure alla sottrazione di giovani piante da trapiantare altrove, ha evidenziato che non di rado le azioni si sostanziano in ritorsioni determinate da dissidi e dissapori personali tra soggetti del luogo.

Sempre con riferimento allo specifico territorio di Bitonto, va evidenziato che le Forze di polizia, in considerazione dell’importanza economica che il comparto olivicolo riveste per tutto il comprensorio, rivolgono particolare attenzione alla specifica problematica, programmando con cadenza mensile incontri interforze, nonché con gli istituti di vigilanza rurale e le associazioni di categoria del luogo, per ottimizzare l’azione coordinata di prevenzione e contrasto, nonostante le difficoltà derivanti dall’estensione del territorio comunale.

Periodicamente, le Forze dell’ordine effettuano servizi congiunti di controllo, al fine di assicurare la prossimità agli operatori agricoli più esposti a minacce e intimidazioni, soprattutto nella fase che precede il raccolto e laddove siano presenti appezzamenti di terreno coltivati a vigneto e uliveto.

Per quanto riguarda, infine, la possibilità di coinvolgere, nelle attività di prevenzione generale della criminalità in ambito rurale, il personale delle Forze armate, ai sensi del decreto-legge n. 92 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 125 del 2008, si precisa che il "Piano d'impiego", di cui al decreto interministeriale del 29 dicembre 2016, ha destinato i militari ai servizi di vigilanza a siti e obiettivi sensibili, in relazione alle straordinarie esigenze di prevenzione e contrasto della criminalità e del terrorismo e alle ulteriori esigenze connesse allo svolgimento del recente G7.

Il Vice ministro per l'interno
BUBBICO

(22 giugno 2017)