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Legislatura 17 Risposta ad interrogazione scritta n° 4-05240



Risposta all'interrogazione n. 4-05240
Fascicolo n.152

Risposta. - Si fa presente, in via preliminare, che il fenomeno del consumo del suolo in Italia è a livelli molti elevati, e la necessità di contrastare il progressivo degrado ha portato negli ultimi anni alla presentazione di numerose proposte di legge. I testi presentati tengono conto delle problematiche causate da un eccessivo consumo di suolo, che non sono solo quelle legate al rischio idrogeologico, ma anche della tutela delle aree agricole, della biodiversità e della produttività, in quanto le variazioni d'uso possono produrre processi degenerativi che limitano o inibiscono totalmente la funzionalità del suolo e che spesso diventano evidenti solo quando sono irreversibili, o in uno stato talmente avanzato da renderne estremamente oneroso ed economicamente poco vantaggioso il ripristino (ISPRA 2015).

Inoltre, si sottolinea come il consumo di suolo legato all'occupazione di superficie originariamente agricola, naturale o seminaturale, con l'incremento della copertura artificiale e con l'impermeabilizzazione, influisca negativamente sull'equilibrio del territorio, sui fenomeni di dissesto, erosione e contaminazione e sui processi di desertificazione.

In particolare, si segnala come il disegno di legge in materia di contenimento del consumo e riuso del suolo edificato (AS 2383) riconosce l'importanza del suolo come bene comune e risorsa non rinnovabile, fondamentale per i servizi ecosistemici che produce, anche in funzione della prevenzione e della mitigazione degli eventi di dissesto idrogeologico e delle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici. Il testo impone l'adeguamento della pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistica vigente alla regolamentazione proposta e coinvolge competenze degli enti territoriali.

Nelle more dell'approvazione del disegno di legge, non contemplando il decreto legislativo n. 152 del 2006 gli aspetti relativi al consumo del suolo legati al suo uso improprio ed alla possibile ricaduta sul fenomeno del dissesto (ad esempio attraverso una riduzione dei tempi di corrivazione dovuta all'impermeabilizzazione di ingenti porzioni del territorio), l'unica disciplina dell'uso del territorio legata alle problematiche del dissesto è quella contenuta negli atti di pianificazione delle Autorità di bacino o di distretto e nelle forme di attuazione relativi.

Inoltre, si segnala che alcune Regioni, negli ultimi anni, hanno emanato leggi dirette a tutelare il suolo ed hanno ritenuto indispensabile inserire il controllo dell'impermeabilizzazione e la riduzione del consumo di suolo tra i parametri che devono guidare l'espansione e la trasformazione del tessuto urbano. Tra queste, si riporta l'esempio della Regione Emilia-Romagna la quale, consapevole del fenomeno del consumo di suolo che ha investito il suo territorio, ha assunto l'obiettivo del consumo di suolo a saldo zero per il 2050 come elemento fondante per la nuova legge regionale sul governo del territorio, ad oggi in fase di elaborazione, e già dal 2014 ha messo in campo un sistema proprio di monitoraggio regionale del consumo di suolo. Questo sistema di monitoraggio fornisce dati di dettaglio sulle tipologie di consumo di suolo e consente una relazione con il sistema di pianificazione comunale, conteggiando entro il suolo consumato tutte quelle aree nei piani urbanistici destinate ad usi urbani (comprese, ad esempio, le aree permeabili in ambito urbano destinate a parco).

Si fa presente, altresì, che il Ministero svolge sempre un'attività di monitoraggio sull'impatto regolatorio delle discipline di settore, anche al fine di superare le eventuali criticità operative che dovessero emergere. Ad ogni modo, per quanto di competenza, il Ministero continuerà a tenersi informato nonché a svolgere un'attività di monitoraggio sulla materia.

Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare
GALLETTI

(13 gennaio 2017)