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Legislatura 16 Risposta ad interrogazione scritta n° 4-07691



Risposta all'interrogazione n. 4-07691
Fascicolo n.176

Risposta. - Il grave stato di degrado e dissesto raggiunto dalla Cappella degli Scrovegni di Padova si deve, principalmente, alle condizioni di abbandono e di fatiscenza che si sono verificate per quasi tutto l’Ottocento ed ai traumi subiti con il crollo del pronao del 1817 e la demolizione del palazzo Scrovegni nel 1824.

La tenuta statica della cappella è stata oggetto di analisi strutturali prima, durante e dopo il restauro degli affreschi del ciclo giottesco, realizzato, a partire dagli anni '90, a cura dell’Istituto superiore per la conservazione ed il restauro. Le analisi sono consistite, principalmente, in misurazioni sperimentali, monitoraggi e modelli di calcolo. Le campagne di manutenzione e di controllo diagnostico, i cui esiti sono stati resi noti nel corso della giornata di studi organizzata a Padova, in data 25 giugno 2012, dal Comune, dalla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Veneto, dalla Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso e dall’Istituto superiore per la conservazione ed il restauro, hanno evidenziato una buona conservazione degli affreschi dal punto di vista della loro coesione e non hanno rilevato alcun nuovo fenomeno di affioramento dei sali in superficie, né fenomeni di solfatazione dovuti all’umidità presente nella struttura muraria. Le misurazioni dell’umidità di risalita presente nelle murature hanno, inoltre, dimostrato l’ininfluenza dell’acqua presente nel cenobio al piano interrato.

Circa il rischio sismico relativo alla cappella, sono state attentamente valutate le possibili interazioni strutturali tra essa ed i setti murari presenti nella cripta, realizzati con funzione di protezione da eventuali bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. Ne è emerso che tali setti non producono effetti negativi in condizioni statiche e che, anzi, potrebbero dare un contributo positivo in caso di eventi sismici.

Quanto al tetto in acciaio, che, nel 1963, ha sostituito l’originaria orditura, si precisa che tale intervento è il frutto di criteri e tecnologie molto diffuse all’epoca della sua realizzazione. Ferma restando la posizione del Ministero, contrario all’impiego di calcestruzzo armato negli edifici di interesse storico strutture realizzate con tale materiale possono, se ben eseguite, anche avere effetti positivi, in caso di eventi sismici, come è stato di recente dimostrato dalla facciata della chiesa di San Bernardino a L’Aquila.

Per quanto attiene, infine, al progetto relativo alla costruzione di due toni su un’area distante circa 200 metri dalla cappella degli Scrovegni, si evidenzia che le relative autorizzazioni sono rimesse alla specifica competenza del Comune di Padova che, per quanto consta al Ministero, ha disposto specifici approfondimenti, anche affidando ad un'équipe qualificata di tecnici le verifiche idrauliche e geotecniche delle aree prossime e meno prossime alla cappella. Tali verifiche non hanno comportato alcuna segnalazione di anomalie nei regimi idrici della falda.

Il Ministro per i per i beni e le attività culturali
ORNAGHI

(1 agosto 2012)