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Legislatura 16 Risposta ad interrogazione scritta n° 4-06555



Risposta all'interrogazione n. 4-06555
Fascicolo n.171

Risposta. - La chiusura del sito archeologico di Pompei e degli altri siti vesuviani nei giorni di Natale 201 1 e Capodanno 2012 è da ricondurre alla mancata adesione, da parte delle sigle sindacali intervenute in sede di contrattazione locale a Pompei, all’accordo nazionale sottoscritto in data 7 dicembre 2011, che prevedeva, nelle due festività, la possibilità di apertura straordinaria su un unico turno e sulla base di un budget definito; successivamente, con circolare n. 512 del 16 dicembre, il Ministero ha chiarito che, in sede locale, la contrattazione poteva eventualmente modificare, ad invarianza di risorse e fermo restando il turno unico, soltanto gli orari di apertura. La richiesta dei sindacati di svolgere l’attività straordinaria su due turni non era dunque in alcun modo praticabile, a meno di non creare una palese discriminazione tra i dipendenti del Ministero. Del resto, si sottolinea come le

medesime sigle sindacali (compresa la citata CISL) abbiano invece accolto in sede di contrattazione locale a Napoli quanto stabilito nella contrattazione nazionale, consentendo l’apertura straordinaria del museo archeologico nazionale di Napoli e dei musei e siti dell’area napoletana e dei Campi Flegrei.

Il mancato pagamento delle spettanze pregresse al personale non rientra tra le competenze della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei, ma in quella della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Campania attraverso il sistema del "cedolino unico". La Direzion, con circolare n. 20/2011, pubblicata sul sito ministeriale, si è presa cura di fornire un dettagliato aggiornamento sulla questione.

Invece, per ciò che concerne il pagamento delle spettanze relative alla manifestazione “Le lune di Pompei”, si segnala che le medesime sono a carico del Comune di Pompei, non della Soprintendenza speciale, che al riguardo ha adottato, in sede di raccordo con l’amministrazione locale, tutte le misure possibili per garantire il pagamento dei dipendenti. In ogni caso, al momento il Comune di Pompei ha quasi concluso il pagamento delle spettanze.

Per quanto riguarda il sito archeologico in località Longola, la Soprintendenza ha da poco proceduto all’interramento dello stesso, dopo aver terminato il programma degli scavi finanziato con le risorse interne.

La decisione di reinterrare le aree indagate è l’unica, al momento, in grado di assicurare la conservazione dell’antico insediamento, fino ad oggi garantita unicamente dal permanere dei resti vegetali e organici in un ambiente umido. Tale decisione, che attiene a precise scelte di natura tecnico-scientifica, non preclude, peraltro, in alcun modo la valorizzazione del sito. Al riguardo, la Soprintendenza ha elaborato uno studio di fattibilità, condiviso con il Comune di Poggiomarino e l'Assessorato al turismo e ai beni culturali della Regione Campania, che potrà trovare finanziamento su fondi europei.

Per quanto concerne le presunte giacenze di cassa della Soprintendenza speciale, si evidenzia quanto segue: come è noto, il fondo di cassa esprime solo l’aspetto di tesoreria, ma non contempla il momento giuridico che lo precede; conseguentemente, tali giacenze, ancorché non liquidate, sono destinate in via prioritaria ed esclusiva alle attività programmate di manutenzione, conservazione e restauro. Nel fondo cassa sono comprese le risorse derivanti dalla chiusura della gestione commissariale per attività, già impegnate con convenzioni, contratti e decreti di spesa, ma non liquidate.

Per quanto concerne le critiche rivolte alla Soprintendente, si fa presente che la valutazione sull’operato dei dirigenti rientra nei compiti dell'rganismo gerarchicamente preposto (nella fattispecie la Direzione generale antichità), secondo i parametri definiti dall’OIV - Organismo indipendente di valutazione della performance. La valutazione registrata dal Soprintendente è stata positiva e va ribadita, ancora una volta, la fiducia che il Ministero nutre nei confronti del Sovrintendente attualmente in carica, cui spetta un compito serio ed impegnativo in una realtà importante e complessa a livello gestionale come quella di Pompei.

Contrariamente a quanto affermato nell’interrogazione, nell’anno 2011 la Soprintendenza ha registrato un notevole incremento della capacità di spesa, sia per quanto riguarda gli interventi di messa in sicurezza del patrimonio archeologico e di manutenzione (per i quali sono stati impegnati, nel 2011, 14 milioni di euro), sia per quanto concerne a valorizzazione.

Inoltre, sul fronte della valorizzazione di Pompei, si fa presente che le attività di promozione intraprese dal Commissario straordinario (stagione teatrale 2010, cantiere casa Casti amanti eccetera) hanno prodotto, a fronte di un impiego molto cospicuo di risorse, entrate assolutamente poco significative. Pertanto, la Soprintendenza, in considerazione delle criticità di conservazione che riguardano il sito, ha ritenuto più opportuno investire la maggiore quantità possibile di risorse in attività di conservazione e manutenzione del patrimonio archeologico.

Per quanto riguarda le convenzioni ancora non attivate (l’apertura del visitor center presso l'Antiquarium, l’apertura dello spazio dedicato ai bambini presso Casina pacifico), si rappresenta che le stesse sono oggetto di attenta valutazione da parte della Soprintendenza, con il supporto dell’Avvocatura dello Stato, al fine di verificarne la sostenibilità economica e per verificare elementi di conflittualità con altre attività in corso nell’area archeologica di Pompei.

Per ciò che attiene alla presunta mancanza di attività di valorizzazione, si citano, a livello esemplificativo, soltanto alcune delle mostre che la Soprintendenza speciale ha promosso all’estero nel 2011 e che riguardano Pompei e i siti dell’area archeologica vesuviana: Miyagi (Giappone), "Vivere a Pompei"; Zagabria (Croazia), "Vita quotidiana a Pompei"; Halle (Germania), museo nazionale della preistoria "Pompei, Nola e Ercolaneum: Katastrophen am Vesuv"; New York, Boston "Un giorno a Pompei" (prossime tappe Denver e Cincinnati); Parigi, museo Maillol, "Pompéi un art de vivre"; San Pietroburgo, museo dell’Hermitage, "Antichità da Ercolano".

Infine, con riferimento al museo archeologico di Napoli, si rammenta come esso rappresenti uno dei musei più importanti di Europa e una realtà tra le più positive del panorama museale italiano, come ha potuto verificare personalmente il Ministro: le difficoltà gestionali lamentate derivano, essenzialmente, dalla carenza di personale di custodia, circostanza che determina a volte la chiusura a rotazione di alcune sale. Nonostante ciò, il museo ha registrato, nel 2011, circa 300.000 visitatori, con un trend in aumento.

Il Ministro per i per i beni e le attività culturali
ORNAGHI

(27 giugno 2012)