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Legislatura 16 Risposta ad interrogazione scritta n° 4-06932



Risposta all'interrogazione n. 4-06932
Fascicolo n.170

Risposta. - Si rappresenta che le attività di contrasto poste in essere dalle Forze di polizia e gli elementi di percezione e conoscenza dei fenomeni in possesso degli operatori del sociale inducono a ritenere la città di Perugia una piazza di riferimento importante del mercato della droga nell’Italia centrale.

L’attività di spaccio viene svolta da pusher per lo più stranieri e non si esclude possa essere collegata con più ampie reti di narcotraffico.

Ciò, oltre a favorire la diffusione delle sostanze illecite, determina una facile reperibilità delle droghe e l’abbassamento dei loro prezzo, consentendo al mercato di adattarsi prontamente alle istanze dei consumatori e di offrire loro un ampio ventaglio di prodotti a prezzi favorevoli.

Lo spaccio della droga si concentra principalmente nel centro storico perugino e nei quartieri ad esso contigui, dove è più presente la comunità degli studenti universitari (ben 30.000 nelle due Università).

Si tratta di una localizzazione anomala e del tutto peculiare poiché in altri centri è maggiormente frammentata, interessando prevalentemente quartieri periferici; essa, inoltre, comporta riflessi negativi sulla percezione del fenomeno, amplificandolo.

Il consistente flusso di droga diretto al capoluogo umbro viene alimentato da numerosi canali, che fanno capo a soggetti di diverse nazionalità.

Le risultanze investigative evidenziano che i sodalizi di matrice tunisina hanno di recente conseguito una posizione di predominio rispetto ai gruppi già attivi provenienti dall’area balcanica, in particolare dall'Albania, da altri Paesi nordafricani e dalla Nigeria.

La maggior parte dei tunisini dediti allo spaccio a Perugia proviene dalla città di Tunisi ed è qui richiamata da altri connazionali, già attivi nel fiorente mercato e spesso ben inseriti nel contesto sociale.

Nel corso della prima metà del 2011, inoltre, il territorio è stato interessato dall’emergenza umanitaria derivante dalla crisi nei Paesi del nord Africa, con l’arrivo di un considerevole numero di cittadini tunisini, clandestini o muniti di permesso di soggiorno per motivi umanitari, rilasciati anche in altre province italiane.

La diffusione del consumo di droghe a Perugia ha comportato un incremento dei decessi per overdose e di episodi di microcriminalità, che destano particolare allarme sociale, contribuendo ad aumentare il senso di insicurezza nella cittadinanza.

In tale contesto, le Forze di polizia, la magistratura, la Prefettura e le istituzioni locali non abbassano la guardia e mantengono alto e costante l’impegno.

A fronte di un incremento della delittuosità, associato all’accresciuta presenza di cittadini extracomunitari dediti al traffico ed allo spaccio al minuto di droga, è proporzionalmente aumentata anche l’attività repressiva delle Forze di polizia. In particolare, nel 2011 sono state arrestate, per attività legate allo spaccio di stupefacenti, 248 persone (con un aumento del 13 per cento rispetto al 2010) e già 49 nell’anno in corso (con un aumento del 19 per cento rispetto al 2011).

Anche i quantitativi di eroina sequestrati hanno registrato, nel corso del 2012, un incremento rispetto al biennio precedente (3,647 chili nel 2010, 4,532 chili nel 2011, con un aumento del 24,27 per cento, e 2,298 chili ad aprile 2012).

Sono state condotte complessivamente 224 operazioni antidroga nel 2009, 167 nel 2010, 174 nel 2011 e 39 da gennaio ad aprile 2012.

Si ricordano le più importanti che hanno interessato l’area di Perugia:

l’operazione “Enrico IV”, iniziata nel febbraio 2010 dalle squadre mobili delle Questure di Roma e Perugia nei confronti di un’organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti e conclusa nel maggio 2011 con il sequestro di 2,3 chili di cocaina e l’arresto di tre persone;

l’operazione “Arcobaleno 2007”, stralcio dell’operazione “Sweet baby” condotta dal Nucleo polizia tributaria della Guardia di finanza di Perugia nei confronti di soggetti nordafricani dediti al traffico di sostanze stupefacenti nel capoluogo umbro, e conclusa nel novembre 2009 con il deferimento all’autorità giudiziaria di 25 persone, di cui 21 in stato d’arresto, e il sequestro di 48 chili di hashish e 659 autovetture;

l’operazione “Fentanest”, iniziata nel giugno 2009 dai carabinieri Nas di Perugia e rivolta al contrasto dello spaccio di stupefacenti e farmaci inseriti nelle tabelle di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990. L’attività trae origine dall’arresto di un medico ospedaliero per spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare hashish e fiale di Fentatest. Nel corso dell’indagine sono state deferite all’autorità giudiziaria 17 persone, di cui una in stato di arresto, e sono stati sequestrati 350 grammi di hashish ed altre sostanze, nonché due confezioni di farmaci ospedalieri.

Nella consapevolezza, poi, della necessità di associare alle specifiche attività antidroga anche un’efficace azione di contrasto all’immigrazione clandestina, nel corso del 2011 la Questura perugina ha provveduto ad allontanare 219 clandestini irregolari, in gran parte tunisini, di cui 145 solo negli ultimi 4 mesi dell’anno. Dall’inizio del 2012, sono stati espulsi 163 stranieri irregolari; tra questi, 35 (in prevalenza albanesi) con accompagnamento alla frontiera, e 54 (soprattutto tunisini) presso i Cie.

Un apposito protocollo operativo riguarda, inoltre, l’allontanamento dal territorio nazionale degli stranieri degli istituti di pena di Perugia e Spoleto.

Già da qualche mese sono in atto servizi straordinari di controllo dei luoghi di aggregazione della popolazione clandestina in città e degli appartamenti sovraffollati, nonché verifiche e bonifiche degli stabili abbandonati.

Ancora, in attuazione degli orientamenti emersi in seno al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica - immediatamente convocato ogni volta che episodi di cronaca abbiano consigliato di acquisirne le valutazioni - si è resa più visibile ed attenta la presenza degli operatori di polizia nei luoghi critici della città, impiegando in modo coordinato anche agenti della Polizia municipale e di quella provinciale. Ciò con il duplice obiettivo di contrastare meglio e scoraggiare lo spaccio della droga e la criminalità diffusa che ad esso si intreccia nonché di incrementare la percezione di sicurezza dei cittadini.

Nell’ottica del dialogo e del coordinamento tra Prefettura e Comune di Perugia, rientra anche il “patto per Perugia sicura”, rinnovato il 14 gennaio 2011, alla presenza del Ministro pro tempore, dal Prefetto, dal Sindaco del capoluogo e dai Presidenti della Regione e della Provincia.

L’accordo ha inteso perfezionare lo sviluppo di sinergie tra tutti i soggetti coinvolti prevedendo, tra l’altro, attività di monitoraggio e pattugliamento coordinato tra Forze di polizia statali e locali nelle zone nevralgiche e più sensibili della città, nonché la predisposizione di specifici progetti in materia di sicurezza urbana integrata su aree di intervento ritenute prioritarie.

Per quanto riguarda lo stato di attuazione degli obiettivi del “patto”, si segnala che il Comune di Perugia ha presentato due progetti nell’ambito del bando regionale “Progetti volti a migliorare la sicurezza dei cittadini”, finanziato dalla legge regionale 14 ottobre 2008. Entrambi sono stati co-finanziati dalla Regione per un importo complessivo di 121.897,15 euro, cui vanno ad aggiungersi ulteriori 45.000 euro destinati al secondo stralcio di uno dei progetti denominato “Perugia SICura”.

Nel marzo 2012 si è svolto in Prefettura un vertice interforze. L’incontro ha testimoniato la vicinanza e l’attenzione del Governo ai problemi del territorio ed è stato, anche, l’occasione per sottolineare l’efficacia del lavoro di coordinamento e di sinergia tra l’autorità giudiziaria e quella di pubblica sicurezza e tra le autorità centrali e quelle locali, ai fini del contrasto ai fenomeni di criminalità.

Nel corso della riunione è stato deciso l’invio temporaneo di reparti di rinforzo della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri per il potenziamento del sistema di controllo del territorio attraverso la disposizione di ulteriori servizi di pattugliamento, nella fascia oraria 20.00-02.00, in aggiunta a quelli già previsti nel relativo piano coordinato.

I risultati finora conseguiti hanno avuto il consenso della cittadinanza e degli stessi ambienti istituzionali.

Non può, tuttavia, non rilevarsi che le risorse umane a disposizione della Polizia di Stato nella provincia sono sottodimensionate rispetto alle previsioni organiche.

Relativamente ai mezzi, attualmente la Questura di Perugia dispone di 17 vetture per il controllo del territorio, 38 vetture con i colori di serie, di cui 3 in giudiziale custodia, 16 vetture in colore di istituto per servizi ordinari.

È prevista, altresì, la prossima assegnazione alla Questura di un’auto con i colori di istituto, per i servizi ordinari.

Con le prossime distribuzioni di “volanti”, pianificate tra la fine del 2012 e l’inizio dell’anno successivo, si provvederà a ripianare la carenza di autovetture per il controllo del territorio e a sostituire, ove necessario, quelle con maggior carico chilometrico.

Per le autovetture con i colori di serie, invece, stante l’attuale soprannumero, non è stato previsto alcun potenziamento per l’anno in corso, salvo che vengano avviate al fuori uso una cospicua aliquota di auto in dotazione.

Il Sottosegretario di Stato per l'interno
DE STEFANO

(8 giugno 2012)