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Legislatura 16 Risposta ad interrogazione scritta n° 4-07673



Risposta all'interrogazione n. 4-07673
Fascicolo n.169

Risposta. - La situazione dello stato di diritto e dei diritti umani in Ucraina, e in particolare le vicende processuali e carcerarie che riguardano l’ex Primo Ministro Yulia Tymoshenko e altri esponenti del precedente Governo ucraino, è seguita attentamente ed attivamente dal Governo sia sul piano bilaterale sia a livello europeo.

Di fronte al ripetersi di gravi segnali relativi alla condizione detentiva di Yulia Tymoshenko, il 29 aprile 2012 il Ministro Terzi ha espresso a nome del Governo la più viva apprensione circa la situazione dell’ex Primo Ministro. Ha pubblicamente sottolineato in varie occasioni l’esigenza di mantenere ferma la pressione su Kiev, sia come Italia che come Europa, perché il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali è un terreno sul quale l’Europa non può ammettere deroghe.

Su istruzioni del Ministro Terzi, il 7 maggio l’Ambasciatore ucraino è stato convocato alla Farnesina e gli sono state ribadite le forti preoccupazioni dell’Italia. Gli abbiamo rappresentato la preoccupazione del Governo, del Parlamento e dell’opinione pubblica italiana per le condizioni di salute di Yulia Tymoshenko ribadendo la ferma esigenza che a lei e agli altri oppositori oggetto di procedimenti giudiziari sia garantito il pieno rispetto dei diritti legali, nonché assistenza medica adeguata. Analoghe considerazioni venivano contemporaneamente espresse dal nostro Ambasciatore a Kiev in un incontro con il Vice Ministro degli esteri ucraino. Tali interventi si situano nel solco di un’azione costante che l’Italia ha posto in essere già all’indomani dell’arresto dell’ex PM Tymoshenko, manifestando alle controparti ucraine preoccupazione e perplessità.

Un’azione corale e comune a livello europeo appare la più efficace e suscettibile di produrre positivi risultati, non solo grazie all’unità d’intenti dei 27 Stati membri, ma anche alla luce del ribadito interesse di Kiev a salvaguardare il processo di associazione politica ed integrazione economica con 1’Unione europea, che è stato parafato ma che sarà possibile firmare solo in presenza di tangibili progressi in campo giudiziario. E’ per questo che l’Alto Rappresentante Ashton ha più volte espresso ufficialmente, in particolare in una Dichiarazione ufficiale del 26 aprile, l’apprensione di tutti gli Stati membri per procedimenti giudiziari non rispettosi degli standard internazionali in materia di processo trasparente e indipendente.

In risposta alle ferme sollecitazioni dell’Italia, dell’Unione Europea, e della comunità internazionale, vi sono stati alcuni sviluppi che appaiono andare nella giusta direzione. Il Governo ucraino ha autorizzato il 9 maggio scorso il trasferimento in clinica della Signora Tymoshenko, che ha interrotto lo sciopero della fame. Ella è ora curata da specialisti tedeschi di sua fiducia, che hanno comunicato che le condizioni della paziente sono in via di graduale miglioramento e che sarà necessario un periodo di degenza. Da Kiev giungono voci, che allo stato necessitano di conferme ufficiali, secondo cui la convalescenza in clinica dell'ex Primo Ministro potrebbe protrarsi anche per sei mesi.

Il Governo ucraino mantiene un’attitudine di ascolto ma ribadisce le sue posizioni di principio. Insiste che i processi non sarebbero motivati da ragioni politiche ma da comportamenti illeciti di esponenti della precedente classe dirigente, che troverebbero riscontri nel contesto di regolari procedimenti giudiziari rispettosi dell’indipendenza del potere giudiziario. Provvedimenti di grazia sarebbero impossibili in assenza di formali domande degli interessati.

Nondimeno da parte nostra e da parte europea continuiamo a ribadire che resta preoccupante una situazione in cui si trovano in carcere vari membri dell’opposizione, fra cui il suo principale esponente, per di più all’approssimarsi delle elezioni politiche del prossimo ottobre. A questo proposito, è importante che Kiev accetti una missione di osservatori OSCE: uno svolgimento equo e trasparente delle elezioni sarà un test decisivo per l'Ucraina.

Al contempo, continuiamo a invitare il Governo ucraino ad esplorare ogni possibile margine per una positiva soluzione del caso di Yulia Tymoshenko e degli altri, anche sulla base di considerazioni di carattere umanitario.

Quanto allo svolgimento dei campionati europei, nessuna reale proposta di boicottare l’evento al livello di partecipazione sportiva, oppure di chiederne un rinvio, è mai emersa in concreto, anche per una forma di rispetto nei confronti della Polonia, grande Paese europeo amico e alleato che ne è co-organizzatore. Anche gli ultimi documenti convenuti al livello europeo fanno stato che non vi è boicottaggio e che la Commissione europea auspica un positivo svolgimento della parte sportiva dell’evento.

La partecipazione di esponenti governativi alla parte dei campionati europei di calcio che si svolgeranno in Ucraina è stata invece dibattuta al Consiglio Affari Esteri del 14 maggio. Al riguardo, abbiamo auspicato un’azione quanto più possibile coordinata fra i partner dell'Unione europea. Da quel dibattito e dai successivi lavori consiliari a Bruxelles, è emerso un consenso maggioritario a considerare “individuale” la decisione di ogni Paese membro al riguardo.

La maggior parte degli Stati membri prenderà una decisione finale solo a ridosso dello svolgimento delle rispettive partite. A tutt’oggi soltanto la Francia ha, per ora, confermato la sua intenzione di non essere presente con esponenti politici alle partite in Ucraina. Anche la Commissione europea ha indicato che nessun Commissario presenzierà alle partite in Ucraina, ma ha sottolineato che ciò avverrà sulla base di loro decisioni personali, mentre l’Esecutivo comunitario auspica, come detto, un positivo svolgimento sportivo dell’evento.

Nel contesto di queste decisioni individuali così come definite in sede di Unione europea, per l’Italia la questione si porrà solo il 23 o il 24 giugno, quando la nazionale italiana sarà chiamata a spostarsi a Doneck o a Kiev se, come tutti speriamo, si qualificherà per la fase finale dei Campionati. Al riguardo, il Governo ritiene che vada auspicato e salvaguardato un quadro di coerenza europea, perché l’immagine stessa dell’Europa è in gioco su una questione che coinvolge anche aspetti emotivi, sia presso l’opinione pubblica ucraina che preso quelle europee. Manteniamo perciò uno stretto raccordo soprattutto con i rappresentanti dei sette Paesi dell'Unione europea le cui squadre nazionali sono chiamate a giocare in Ucraina prima della nazionale italiana cioè Olanda, Danimarca, Germania, Portogallo, Francia, Svezia e Inghilterra, in modo da tenere presenti le loro sensibilità, e quelle che saranno state le loro scelte, al momento di compiere la nostra.

Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri
DASSU'

(12 giugno 2012)