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Legislatura 16 Risposta ad interrogazione scritta n° 4-07510



Risposta all'interrogazione n. 4-07510
Fascicolo n.167

Risposta. - Si desidera assicurare che il decreto ministeriale n. 273 del 21 febbraio 2012 di richiamo del ministro Vattani dal Consolato generale in Osaka è stato emanato dopo la più attenta e ponderata valutazione di tutti gli elementi di fatto e di diritto e dopo che la relativa decisione era stata condivisa con il Consiglio di amministrazione, organo collegiale che riunisce i vertici amministrativi del Ministero.

Il richiamo era motivato dalla constatazione del danno d’immagine prodotto allo Stato e all’amministrazione da specifici comportamenti posti in essere dal Ministro plenipotenziario Vattani e in particolare dall’incompatibilità con le funzioni di alta rappresentanza dello Stato proprie di un Console generale all’estero di comportamenti posti in essere nell’esibizione del 24 maggio 2011 presso la sede di "Casapound", il cui significato contrasta con le istituzioni repubblicane e la loro immagine.

L’amministrazione ha pertanto legittimamente ritenuto che la validità del decreto di richiamo non venisse meno per il solo fatto di essere oggetto di un ricorso giurisdizionale del ministro Vattani. Pertanto, il Ministero ha ottemperato alla prima decisione del TAR, sfavorevole all’amministrazione, sospendendo l’efficacia del provvedimento di richiamo, così come ha preso atto che il successivo decreto n. 01921/2012 del Presidente della sezione IV del Consiglio di Stato emanato monocraticamente ma dopo aver sentito le parti, nel revocare la sospensiva concessa dal TAR, determinava la reviviscenza dell’efficacia del decreto ministeriale di richiamo.

Poiché la data di rientro originariamente stabilita da tale decreto era orami trascorsa, nel fissare il nuovo termine l’amministrazione si è uniformata all’urgenza che era alla base del decreto del Presidente della IV sezione del Consiglio di Stato, contemperandola con gli adempimenti essenziali connessi con la cessazione dalla sede.

Non di azione discriminatoria né di accanimento si è trattato pertanto, bensì di coerenza nell’esecuzione di provvedimenti amministrativi correttamente motivati e la cui efficacia non è al momento sottoposta ad alcuna sospensione.

Il provvedimento di richiamo non è in alcun modo fondato né sulla passata appartenenza politica del ministro Vattani né sulle sue capacità professionali, evidenziate nell'interrogazione e mai messe in dubbio dall’amministrazione, bensì esclusivamente sulla già menzionata incompatibilità con le elevatissime funzioni di rappresentanza delle istituzioni repubblicane.

La memoria dell’Avvocatura generale dello Stato contiene due riferimenti meramente fattuali alla passata appartenenza del ministro Vattani all’organizzazione giovanile del Movimento sociale italiano ("Fronte della gioventù").

Il primo compare nella citazione di un’intervista rilasciata dallo stesso ministro Vattani ("Novopress Italia" del 25 luglio 2006), in cui egli illustra la sua attività condotta con lo pseudonimo “Katanga”.

Il secondo si inserisce nella constatazione che l’assimilazione fra la militanza di “Katanga” ed il ministro Vattani è emersa, allorché il diplomatico era in servizio all’estero nelle funzioni di Console generale in Giappone, a seguito delle notizie stampa apparse a partire dal 29 dicembre 2011 sul modo fortemente alternativo e avversivo delle istituzioni repubblicane con il quale si sono realizzati i comportamenti ed i propositi tenuti in occasione della nota esibizione.

Le argomentazioni di fondo della memoria difensiva si basano, invece, sulla considerazione che l’assimilazione tra Vattani e Katanga e le sue parole e gesti nel concerto del maggio 2011 rendono la permanenza all’estero del Console generale Vattani in palese contraddizione con le altissime funzioni di rappresentanza dello Stato italiano che egli è chiamato a svolgere. Per l’Avvocatura generale dello Stato, “il comportamento tenuto dalla controparte è intrinsecamente oltraggioso nei confronti della Repubblica Italiana ed incompatibile con la carica di Console e con il giuramento di fedeltà alla Repubblica”.

Conferma ne è che il TAR non ha mosso «alcuna obiezione relativamente alla chiara connotazione identitaria dei comportamenti che hanno visto protagonista il Ministro Vattani».

Il Presidente della IV sezione del Consiglio di Stato Gaetano Trotta nel suo decreto del 14 maggio 2012 rileva che «nella vicenda in esame i dati fattuali posti in evidenza dalla difesa dell’Amministrazione appellante assumono un’oggettiva rilevanza che va ben al di là delle “diplomatiche” contestazioni formali del MAE».

Qualunque altra interpretazione che si ritenga di trarre da brani delle memorie difensive estrapolati dal loro contesto complessivo non corrisponde alla posizione dell’amministrazione.

In merito all’evocato collegamento della «sovraesposizione mediatica del caso» con le «ripetute esternazioni dei vertici del Ministero», si osserva che il “caso” stesso nasce da un’esposizione mediatica - avvenuta il 29 dicembre con la diffusione del video - del comportamento del Ministro plenipotenziario Vattani e con i resoconti poi ampiamente riportati dalla stampa italiana e internazionale a riprova del danno dell’immagine del Paese. Rispetto a tale esposizione i vertici e la Farnesina non hanno mai espresso commenti sul fatto specifico e sul procedimento disciplinare che ne è derivato.

Per quanto concerne, infine, la continuità degli impegni istituzionali assunti dal Console generale a Osaka, si ricorda che gli stessi (in primis la celebrazione della festa della Repubblica il 2 giugno) investono le nostre istituzioni all’estero, indipendentemente dal funzionario pro tempore in servizio. Ne è prova il fatto che il ricevimento del 2 giugno è stato confermato e sarà assicurato dall’ufficio consolare nel suo complesso nella persona del Reggente, con la presenza inoltre del funzionario vicario dell'ambasciata d’Italia a Tokyo.

Il Ministro degli affari esteri
TERZI DI SANT'AGATA

(24 maggio 2012)