Risposta. - In riferimento all’atto di sindacato ispettivo con il quale si chiedono chiarimenti circa l’attuazione della riforma recata dal decreto legislativo n. 150 del 2009 nella parte relativa alla valutazione della performance delle strutture amministrative e circa le presunte disfunzioni della Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche (CIVIT), si rappresenta quanto segue.
Al pari di tutte le riforme intraprese negli ultimi anni, anche quella in materia di lavoro pubblico si è inserita in un contesto normativo nel quale, in ragione delle esigenze dettate dalla crisi dell’economia nazionale e mondiale, sono intervenuti numerosi provvedimenti urgenti volti al risanamento della finanza pubblica. In particolare, successivamente all'emanazione del citato decreto legislativo è stato adottato il decreto-legge n. 78 del 2010 che, in funzione anticrisi, ha introdotto una serie di misure tese al contenimento della spesa pubblica, tra le quali il blocco fino al 2013 della contrattazione collettiva nel pubblico impiego.
Di conseguenza, in tale contesto, si è posta la necessità di coordinare tali interventi e di regolamentare l’attuazione delle riforme in assenza di un contratto collettivo nazionale; ciò è avvenuto mediante la recente intesa con le organizzazioni sindacali del pubblico impiego, siglata il 4 febbraio 2011.
L’accordo, nel rilanciare il ruolo della contrattazione, conferma il comune obiettivo di una ripresa della crescita economica fondata sull’aumento della produttività e dell’occupazione, cui il settore pubblico contribuisce soprattutto con la qualità e quantità dei servizi offerti ai cittadini e alle imprese. Inoltre, in attesa della stipulazione dei nuovi contratti collettivi nazionali di lavoro, il Governo e le organizzazioni sindacali hanno convenuto sulla necessità di realizzare un sistema di relazioni sindacali che persegua condizioni di efficienza del pubblico impiego tali da consentire il rafforzamento del sistema produttivo, il miglioramento delle condizioni lavorative e della qualità dei servizi offerti dalle amministrazioni pubbliche nonché la crescita della competenza professionale.
Nel merito, l’accordo tocca due temi fondamentali quali i premi individuali e il sistema delle relazioni sindacali. Al fine di non pregiudicare le attuali retribuzioni dei dipendenti pubblici, si è infatti stabilito che i premi previsti dalla riforma Brunetta possano essere finanziati solo con le risorse derivanti da risparmi di gestione, secondo quanto previsto comma 17 dell’art. 61 del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008 (il cosiddetto “dividendo dell’efficienza”). Quanto alle relazioni sindacali, l’accordo prevede una direttiva all’Aran per trattare un contratto collettivo quadro che tenga conto dell’intera cornice normativa vigente in materia ai fini dell’applicazione del decreto legislativo n. 150 del 2009.
Del resto, per quanto concerne la valutazione individuale del personale, va ricordato, come già sottolineato in più occasioni dalla CIVIT, che essa si inserisce in un più generale processo di razionale e corretta gestione delle risorse umane, di cui la premialità costituisce solo una, per quanto rilevante, componente. La premialità sarà realizzata secondo quanto previsto dalla legge e dall’intesa, che espressamente si riferisce al meccanismo di operatività e alle risorse alla stessa destinate.
Per quanto attiene alle presunte disfunzioni rilevate nell' ambito delle attività della CIVIT si ribadisce quanto già rappresentato in riscontro all'interrogazione a risposta immediata discussa presso la Commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati il 3 febbraio 2011.
In particolare, si sottolinea che è trascorso circa un anno dall'insediamento della Commissione, la quale ha dovuto anzitutto farsi carico di un oneroso processo di autorganizzazione e quindi, di fatto, opera a regime solo da pochi mesi. Di conseguenza il processo diffusivo della cultura della valutazione è appena iniziato: basti pensare che gli indirizzi in materia di parametri e modelli di riferimento del Sistema di misurazione e valutazione della performance sono stati approvati alla fine di luglio 2010, che le linee guida per la redazione dei piani di performance sono state adottate alla fine del mese di ottobre, e che a questi atti, fortemente innovativi, le amministrazioni si stanno solo ora faticosamente adeguando. Appare, dunque, prematuro esprimere un giudizio dopo un periodo tanto breve, in quanto anche la stessa legge istitutiva prevede che “una analisi dei risultati, un giudizio sull’efficacia della attività e sull’adeguatezza della struttura di gestione” venga affidata a un valutatore indipendente solo dopo cinque anni, ritenendo quest’ultimo un termine congruo rispetto a un processo riformatore di così vasta portata ed impegno.
In ogni caso, per quanto concerne i risultati raggiunti, a breve sarà trasmessa al Ministro per l’attuazione del programma la relazione prevista dalla legge e, nel mese di marzo 2011, la Commissione organizzerà sul tema un incontro pubblico. In tal modo sarà possibile fare un primo bilancio dell'attività, alla quale peraltro è sempre assicurata la massima trasparenza sul sito istituzionale.
Riguardo alle considerazioni sulla mancanza di indipendenza della Commissione, è opportuno precisare che è la legge, e non il Governo, a determinare la missione e gli ambiti di operatività della Commissione, ed è sempre la legge ad attribuire al Governo il compito di determinare i compensi e di nominare i componenti; peraltro, questi ultimi, a differenza di quanto avviene per altre autorità indipendenti, sono nominati con il parere favorevole della maggioranza qualificata dei due terzi delle Commissioni parlamentari.
Il Ministro per la la pubblica amministrazione e l'innovazione
BRUNETTA