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Legislatura 16 Risposta ad interrogazione scritta n° 4-02300, 4-02801



Risposta alle interrogazioni n. 4-02300, 4-02801
Fascicolo n.106

Risposta. - In riferimento alle interrogazioni 4-02300 e 4-02801 si forniscono i seguenti elementi di risposta.

Grandi Stazioni SpA ha sottoscritto in data 14 aprile 2000 un contratto con Ferrovie dello Stato (oggi Rete ferroviaria italiana SpA), mediante il quale è stato affidato alla medesima Grandi Stazioni lo sfruttamento economico, in esclusiva, dei complessi immobiliari delle maggiori stazioni italiane (Milano centrale, Torino Porta Nuova, Genova Brignole e Genova piazza Principe, Venezia Mestre e Venezia S. Lucia, Verona Porta Nuova, Bologna centrale, Firenze S.M. Novella, Roma Termini, Napoli centrale, Bari centrale e Palermo centrale), la valorizzazione commerciale degli immobili e lo svolgimento dei servizi di conduzione e manutenzione.

Il predetto contratto prevede la corresponsione da parte di Grandi Stazioni a RFI di un canone commisurato ad una percentuale sui ricavi percepiti dallo sfruttamento commerciale dei complessi immobiliari affidati in gestione.

Nell’attuazione del predetto rapporto contrattuale, sono inoltre stati programmati una serie di investimenti finalizzati alla riqualificazione degli immobili di stazione, cosiddette opere interne, per complessivi 369,26 milioni di euro, di cui 196,25 a carico di RFI e 173,01 a carico della stessa Grandi Stazioni.

Successivamente, con le delibere CIPE n. 10/2003, n. 44/2004 e n. 129/2006 è stato approvato il “Programma Grandi Stazioni”, nell’ambito del “I Programma delle infrastrutture strategiche — Sistemi urbani”, per la realizzazione delle opere complementari, cosiddette opere esterne, e gli interventi di videosorveglianza integrata nelle stazioni, per un importo complessivo pari a 284,45 milioni di euro, di cui 260,80 oggetto di contributo statale e 23,65 a carico di Grandi Stazioni.

Nella sua attuale configurazione il programma di interventi sviluppato da Grandi Stazioni presso i complessi di stazione ha previsto complessivamente 936,25 milioni di euro di investimenti, di cui 362,40 a carico di Grandi Stazioni (corrispondenti a circa il 40 per cento del totale) e 260,80 provenienti dal contributo di legge obiettivo (legge n. 443 del 2001).

Successivamente all’approvazione del Programma di cui alle indicate deliberazioni CIPE e conseguente destinazione di un contributo complessivo in termini di volume di investimenti di 260,81 milioni di euro, Grandi Stazioni ha stipulato, in data 15 dicembre 2003, con l’associazione temporanea di imprese costituita da banca OPI SpA (oggi BIIS SpA) e DEXIA Crediop SpA due distinti contratti di finanziamento, per il corrispondente importo.

Per quanto concerne in particolare il programma “Grandi Stazioni” approvato con le citate delibere CIPE, si evidenzia che esso si compone di 13 interventi di riqualificazione interna delle maggiori stazioni italiane e di opere complementari esterne alle medesime stazioni.

Motivi collegati alle particolari complessità tecniche del programma avevano indotto, originariamente, Grandi Stazioni a chiedere ed ottenere dal Ministero l’assenso all’affidamento della totalità delle opere a contraente generale. La relativa gara è tuttavia andata deserta, inducendo Grandi Stazioni a chiedere al Ministero lo scorporo dall’affidamento a contraente generale delle opere interne delle stazioni di Milano, Torino e Napoli e del sistema di videosorveglianza.

Grandi Stazioni ha pertanto dovuto scomporre gli interventi in aree geografiche così individuate: 1) lotto Nord Est: stazioni di Venezia Mestre, Venezia S. Lucia, Verona; 2) lotto Nord Ovest: stazioni di Torino, Milano, Genova piazza Principe, Genova Brignole; 3) lotto Centro: stazioni di Bologna, Firenze; 4) lotto Sud: stazioni di Bari, Palermo, Napoli opere esterne; 5) opere complementari - stazione di Roma Termini.

Ai predetti affidamenti si è successivamente proceduto, ad eccezione dell’intervento di Roma Termini, a mezzo di appalti integrati sulla base dei progetti definitivi delle opere interne approvati dal CIPE, con delibera n. 10 del 14 marzo 2003, e dei progetti definitivi delle opere complementari esterne alle 13 grandi stazioni, approvati dal CIPE con prescrizioni e raccomandazioni nella seduta del 6 aprile 2006, per un costo complessivo, comprensivo del costo della videosorveglianza, pari a 284.465.070 euro.

Il programma “Grandi Stazioni” comprende interventi riconducibili a due linee principali: adeguamento funzionale degli edifici di stazione e realizzazione delle infrastrutture complementari, i primi finanziati da Grandi Stazioni con fondi autonomamente reperiti, i secondi oggetto di finanziamento a valere sui fondi della legge obiettivo, nell’ambito delle infrastrutture strategiche tra le quali è ricompreso il suddetto programma.

Con la delibera CIPE 4 aprile 2006, n. 129, l’approvazione dei progetti è stata condizionata al recepimento di prescrizioni e raccomandazioni, cui Grandi Stazioni ha dovuto ottemperare prima dell’inizio dei relativi lavori.

Ferrovie dello Stato fa sapere che, in assenza di indicazioni normative o regolamentari e per dar seguito al valido recepimento delle prescrizioni, Grandi Stazioni ha dovuto consultare le amministrazioni interessate al fine di condividere le soluzioni più appropriate per lo sviluppo del progetto esecutivo in ossequio alle citate prescrizioni.

Ferrovie dello Stato evidenzia inoltre che, nello sviluppo del programma, sono state affrontate forti criticità, che si sono sostanziate anche nel sensibile aumento dei costi delle opere approvate dal CIPE. Grandi Stazioni ha dovuto valutare, quindi, una soluzione che consentisse di portare a compimento almeno parte del programma originario, comprendente sia le opere complementari sia gli interventi di riqualificazione interna delle stazioni, senza chiedere ulteriori finanziamenti a valere sui fondi cosiddetti di legge obiettivo, mediante eventuale modifica ed adeguamento dei singoli interventi previsti, sia per le opere interne sia per le opere complementari alle stazioni (opere esterne), e conseguente rimodulazione del quadro economico di spesa.

Quanto sopra esposto ha comportato un notevole rallentamento dei tempi previsti per la realizzazione delle opere, accentuato, poi, dalle difficoltà connesse alla fase esecutiva dei contratti d’appalto ed alle relative controversie che si sono venute a creare con le imprese esecutrici.

Ferrovie dello Stato precisa che le circostanze più salienti che hanno determinato il differimento dei termini di ultimazione sono sostanzialmente riconducibili al seguente ordine di ragioni.

Nel corso dell’esecuzione dei contratti, la classificazione sismica del territorio nazionale, introdotta dall’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell’8 maggio 2003), ha determinato l’obbligo di procedere, entro 5 anni dall’entrata in vigore della medesima ordinanza, alla verifica degli edifici e delle opere infrastrutturali quando tali edifici rivestano carattere di interesse strategico ai fini della protezione civile o quando assumano rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso.

Nell’ambito delle opere di restauro, le Soprintendenze per i beni architettonici hanno formulato numerose prescrizioni che hanno comportato modifiche relative sia ai materiali sia alla metodologia ed alle tecniche di esecuzione delle singole lavorazioni.

Le varianti introdotte in corso d’opera hanno determinato la rivisitazione delle compartimentazioni e delle vie di esodo delle stazioni con conseguenti modifiche al progetto antincendio delle stazioni.

Ulteriori rallentamenti nell’andamento dei lavori si sono verificati a causa dei rinvenimenti archeologici in alcuni casi e, in altri, per la necessità di procedere ad imprevisti interventi di bonifica delle aree dall’amianto e altri materiali nocivi.

Per quanto concerne poi lo stato di attuazione del programma, Ferrovie dello Stato fa sapere che le procedure di gara per l’appalto delle opere sono state indette negli anni 2004 e 2005 e che i relativi contratti sono stati stipulati parte nel 2005 e parte nel 2007.

Il programma di interventi è in avanzato stato di esecuzione con maturati complessivi al 31 dicembre 2009 pari a 448,80 milioni di euro (pari a circa il 48 per cento del totale) e ne è prevista la conclusione entro il 2013.

Con riferimento alle opere interne di riqualificazione dei complessi di stazione, Ferrovie dello Stato segnala che: sono sostanzialmente conclusi gli interventi presso la stazione di Torino Porta Nuova; sono in via di conclusione gli interventi presso le stazioni di Milano centrale e Napoli centrale; sono in corso di esecuzione gli interventi nelle stazioni di Genova piazza Principe, Genova Brignole, Bologna centrale, Firenze Santa Maria Novella, Venezia S. Lucia, Venezia Mestre e Verona Porta Nuova; sono in via di apertura i cantieri presso le restanti stazioni di Bari centrale e Palermo centrale.

Per ciò che concerne invece le opere esterne complementari agli edifici di stazione, la società ferroviaria fa sapere che: gli interventi di videosorveglianza sono in avanzato stato di esecuzione; sono state avviate le attività per la precantierizzazione della piastra parcheggi di Roma Termini; entro il primo semestre del 2011 saranno avviati i restanti interventi, rispetto ai quali sono in corso le verifiche di ottemperanza previste dalla delibera CIPE n. 129/2006.

Per quanto concerne infine i contenziosi con gli appaltatori, Ferrovie dello Stato informa che nel corso dell’esecuzione dei contratti le situazioni controverse, che avevano dato luogo al contenzioso con le imprese appaltatrici dei lavori, sono state integralmente superate.

Ad oggi, nel rapporto con i singoli appaltatori, non risultano iscritte riserve per richieste che superino il 10 per cento dell’importo delle opere.

Concludendo si può affermare che il programma di Grandi Stazioni costituisce un importante momento di rigenerazione di uno dei più significativi patrimoni immobiliari italiani e dei tessuti urbani ad esso limitrofi. Grandi Stazioni, attraverso la messa in campo delle proprie risorse finanziarie e professionali, ha replicato presso le stazioni di Milano centrale, Torino Porta Nuova e Napoli centrale il positivo modello costituito da Roma Termini, restituendo alla collettività spazi più vivibili, sicuri e accessibili e si appresta, entro il prossimo quadriennio, a concludere questo programma strategico per il sistema della mobilità.

Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti
MATTEOLI

(10 gennaio 2011)