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Legislatura 16 Risposta ad interrogazione scritta n° 4-03967, 4-02805



Risposta alle interrogazioni n. 4-03967, 4-02805
Fascicolo n.104

Risposta. - Si risponde su delega della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Con riferimento alle due interrogazioni 4-03967 e 4-02805, cui si risponde in forma congiunta, essendo di analogo argomento, ossia l’iter di approvazione del decreto interministeriale sul pane, anche sulla base degli elementi forniti dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e della salute, si rappresenta quanto segue.

L’art. 4, comma 2, della legge n. 248 del 2006 ha demandato al Ministero dello sviluppo economico, di concerto con i Ministeri delle politiche agricole e della salute, l’adozione di un regolamento interministeriale volto a disciplinare la denominazione di panificio e di pane fresco e la dicitura di pane conservato, in modo da garantire uno strumento normativo moderno e innovativo per una più efficace e trasparente informazione dei consumatori.

Detto schema di decreto è stato notificato, dalla competente Direzione generale del Ministero, in data 11 giugno 2007, alla Commissione europea in applicazione dell’articolo 8 della direttiva 98/34/CE.

Nel corso del periodo di differimento dell’adozione del provvedimento, il relativo testo fu contestato dalla Commissione e dalla Repubblica federale tedesca, che emisero due pareri circostanziati ai sensi dell’articolo 9.2, nonché dalla Slovenia che formulò delle osservazioni ai sensi dell’articolo 8.2 della direttiva 98/34/CE.

Come previsto dalla direttiva, l’Italia riferì alla Commissione sul seguito che intendeva dare ai pareri circostanziati, ma la Commissione rispose con osservazioni e invitò le autorità italiane, in particolare, a: 1) riconsiderare la necessità dell'applicazione dei requisiti di cui agli articoli 2 e 3 dei progetto ai prodotti importati che chiaramente non pretendono di essere "pane fresco"; 2) fare in modo che il progetto di decreto non crei ostacoli ingiusti al commercio intracomunitario di prodotti, inserendo una clausola di reciproco riconoscimento al fine di garantire che gli articoli 2 e 3 non impongano requisiti di presentazione, etichettatura o confezionamento "aggiuntivi", laddove la presentazione del prodotto e le informazioni generali fornite nel negozio siano già sufficienti per assicurare che la definizione “pane fresco” di cui all'articolo 3 del progetto non sia pregiudicata.

Per tenere conto delle raccomandazioni della Commissione, in esito a consultazioni estese a rappresentanti delle categorie interessate, il Ministero integrò gli articoli 3 e 4 dello schema di decreto notificato e, in data 26 febbraio 2010, comunicò alla Commissione che era stato avviato l’iter per l’adozione definitiva del provvedimento corrispondente alla notifica 2007/0334/I.

Il testo così modificato, in data 8 marzo 2010, dagli appositi uffici venne segnalato alla Commissione, assicurando la tempestiva trasmissione del decreto all’atto della sua adozione. Ad oggi non sono pervenuti altri messaggi dalla Commissione.

Il tavolo tecnico di lavoro con le associazioni della panificazione, istituito presso il Ministero per la predisposizione del citato schema di decreto, in vista degli obiettivi da perseguire, ha richiesto l’intervento delle associazioni di categoria che, pur apportando il loro notevole contributo alla stesura di un testo condiviso, ne hanno allungato notevolmente i tempi di emanazione.

Per completezza di informazione, si precisa, altresì, che nell’ambito del Piano cerealicolo nazionale, in fase di attuazione presso il Ministero delle politiche agricole, è stata programmata la realizzazione di un sistema di qualità alimentare nazionale per le filiere pane e pasta, compatibili con la normativa comunitaria, al fine di ottimizzare il prodotto pane anche attraverso la valorizzazione delle materie prime e di prodotti trasformati di origine nazionale e garantire la qualità e la salute dei consumatori.

Il Ministero della salute, dal canto suo, pur dichiarandosi disponibile a collaborare per la stesura definitiva del decreto in questione, auspica che non vengano decise deroghe o forme di liberalizzazioni non ben regolamentate che potrebbero eludere controlli e valutazioni igienico sanitarie.

Da quanto esposto si può concludere come il Ministero stia concretamente lavorando in collaborazione con gli altri Ministeri interessati per arrivare all’approvazione del decreto sul pane e che al momento, nonostante le difficoltà incontrate per coordinare le amministrazioni concertanti e gli enti coinvolti, si può a buona ragione affermare che non è lontana la formalizzazione di un testo concordato e definitivo che porti a breve al regolamento interministeriale.

Il Sottosegretario di Stato per lo per lo sviluppo economico
SAGLIA

(15 dicembre 2010)