Risposta. - Il Governo italiano si è costantemente adoperato in questi anni a favore di una riapertura della discussione in ambito europeo sulla proposta di regolamento sul commercio diretto con Cipro nord, bloccata in Consiglio dal 2004 a causa del veto cipriota. Si ritiene infatti essenziale tener fede agli impegni assunti da parte europea all’indomani del referendum sul piano Annan per la riunificazione dell’isola, onde porre fine all’isolamento della comunità turco-cipriota e favorire lo sviluppo economico della parte nord di Cipro.
In tale ottica l’Italia ha pertanto incoraggiato l’iniziativa della Commissione volta a riavviare l’iter di esame del progetto di regolamento da parte del Parlamento e del Consiglio UE, a seguito dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona e del conseguente mutamento della base giuridica del regolamento (si applicherebbe ora l’articolo 207 TFUE relativo al commercio con i Paesi terzi, che sostituisce l’articolo 133 del TCE e prevede il passaggio alla procedura legislativa ordinaria, segnatamente co-decisione e voto a maggioranza qualificata in Consiglio). La base giuridica individuata dalla Commissione viene tuttavia contestata da parte di Nicosia, che ritiene che debba invece applicarsi il protocollo X all’atto di adesione di Cipro, che disciplina la sospensione dell’acquis comunitario nelle zone dell’isola non controllate dal Governo cipriota e prevede una decisione all’unanimità in Consiglio. Tale tesi è stata peraltro sostenuta dal Servizio giuridico del Consiglio nel 2004, mentre il Servizio giuridico della Commissione aveva giustificato la base giuridica attuale. L’Italia ha sempre mantenuto nell’ambito di tale disputa legale un approccio flessibile e costruttivo e, pur comprendendo le preoccupazioni e gli interessi di Cipro, auspica che si possa giungere ad una soluzione concordata nel quadro dell’acquis comunitario. Si ritiene infatti essenziale procedere ad avviare un dibattito sul merito del progetto di regolamento e si sostiene pertanto tutte le iniziative volte a favorire una sua rapida approvazione. In tale contesto si è pertanto mantenuto uno stretto coordinamento con gli eurodeputati italiani all’interno della Commissione commercio internazionale del Parlamento europeo, cui è stato assegnato il dossier, ed in particolare con il relatore, Niccolò Rinaldi, onde far avanzare celermente l’esame parlamentare del provvedimento.
Il Governo italiano è infatti pienamente consapevole dell’importanza dell’approvazione di tale regolamento non solo al fine di garantire il necessario sviluppo socio-economico della comunità turco-cipriota, ma anche al fine di favorire il processo di adesione della Turchia, obiettivo prioritario di politica estera dell’Italia. Come ribadito da ultimo dal Ministro degli affari esteri turco Davutoglu in occasione del Consiglio di associazione UE-Turchia del 10 maggio 2010, l’approvazione di tale provvedimento rappresenterebbe il giusto segnale di apertura da parte dell’Unione per indurre il Governo turco a dare piena applicazione al protocollo addizionale all’accordo di associazione UE-Turchia (cosiddetto protocollo di Ankara), estendendo anche a Cipro la libertà di transito attraverso i porti e gli scali aerei turchi. In tal modo verrebbe meno uno dei principali ostacoli al progresso dei negoziati tecnici in vista dell’adesione. Secondo le decisioni del Consiglio del dicembre 2006, all’adempimento da parte turca del protocollo di Ankara è infatti subordinata l’apertura di 8 capitoli negoziali (1 circolazione delle merci; 3 diritto di stabilimento e libertà di circolazione dei servizi; 9 servizi finanziari; 11 agricoltura e sviluppo rurale; 13 pesca; 14 trasporti; 29 unione doganale; 30 relazioni esterne) e la chiusura delle trattative in tutti gli altri settori dell’acquis comunitario. La riapertura della discussione sul commercio diretto potrebbe altresì costituire una leva per accelerare il negoziato inter-cipriota, anche alla luce di un atteggiamento di disponibilità della Turchia a considerare la possibilità di una contropartita (ad esempio, consentire l’accesso dei ciprioti alla città di Varosha).
Alla luce di tali considerazioni, l’Italia è impegnata in un’intensa attività di sensibilizzazione a favore di una rapida approvazione del regolamento, sia nei competenti fori comunitari che a livello bilaterale, in occasione dei numerosi incontri tra i massimi esponenti governativi italiani e gli omologhi dei Paesi partner. Si ritiene infatti opportuno sostenere le iniziative suscettibili di imprimere maggiore dinamismo al dialogo fra l’Unione e la Turchia e favorire il superamento delle difficoltà che ostacolano il negoziato di adesione. In tale ottica, l'Italia ha esortato da un lato Nicosia a mantenere un atteggiamento aperto e costruttivo sulla questione del commercio diretto e, dall’altro, incoraggiato il Governo turco ad una maggiore flessibilità nelle relazioni con Cipro, con particolare riferimento al protocollo di Ankara.
Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri
MANTICA