Risposta. - L’ex Generale serbo Veliko Kadijevic è accusato dalle autorità giudiziarie croate di crimini di guerra commessi nella regione croata della Slavonia, al confine con la Serbia, tra l’agosto 1991 e il gennaio 1992, allorquando egli ricopriva l’incarico di Ministro della difesa della Federazione jugoslava. In particolare, Kadijevic è accusato da parte croata di aver ordinato i bombardamenti delle città di Vukovar, Bjelovar e Osijek, che causarono morti tra la popolazione non combattente e danni alle strutture civili. Le autorità croate hanno emanato un ordine di cattura internazionale nei suoi confronti, astenendosi finora dall’avviare il processo in contumacia. Kadijevic sarebbe attualmente in Russia, dove da ultimo gli sarebbe stato concesso, in data 13 agosto 2008, lo status di rifugiato politico. Si segnala, a tale proposito, che la Costituzione russa proibisce l’estradizione di propri cittadini.
Si rileva che il Tribunale de L’Aja per i crimini nell’ex Jugoslavia (ICTY) non ha emanato alcun mandato di cattura a carico di Kadijevic, che non è mai stato incriminato dal Tribunale per gli episodi su cui indaga la magistratura croata. La richiesta di estradizione avanzata da Zagabria si configura pertanto come una questione meramente bilaterale tra Russia e Croazia.
Circa la posizione di Kadijevic rispetto ai procedimenti in essere presso l’ICTY, egli è citato nel capo di imputazione predisposto dal Procuratore generale del Tribunale a carico dell’ex Presidente jugoslavo Slobodan Milosevic, quale componente del nucleo dirigente serbo che pianificò la pulizia etnica in Bosnia e Croazia. Il caso, come noto, è stato archiviato in data 14 marzo 2006, a seguito della morte di Milosevic.
Infine, riguardo all’abbattimento dell’elicottero degli osservatori della Comunità europea, avvenuto il 7 gennaio 1992 nello spazio aereo di Podrute in Croazia, si ricorda che in Italia sono stati aperti due procedimenti giudiziari.
Il primo, iscritto nei confronti del maggiore Emir Sisic (pilota del MIG attaccante delle Forze armate della JNA) è passato in giudicato, in data 17 febbraio 2004, con sentenza della Corte di assise d’appello di Roma, che ha condannato Sisic a 15 anni di reclusione e stralciato la posizione dell’altro imputato, tenente colonnello Dobrivoje Opacic, in quanto latitante. In tale sede, non è stato emanato alcun provvedimento giudiziario nei confronti di Kadijevic.
Il secondo procedimento è stato iscritto nei confronti dei “mandanti” del fatto delittuoso, identificati nel Capo del centro aereo di Bihac, colonnello Dobrivoje Opacic, nel Capo del 5° Corpo delle Forze armate e difesa aerea, generale Liubomir Bajic, nel Capo di Stato maggiore, generale Blagoje Adzic e nel Capo del gruppo di combattimento delle Forze armate e difesa antiaerea, colonnello Bozidar Martinovic.
Esso risulta concluso in primo grado con sentenza di assoluzione, emessa il 16 luglio 2008 dalla III sezione della Corte di assise. Avverso la pronuncia assolutoria, la Procura della Repubblica di Roma ha proposto appello in data 18 novembre 2008.
Ciò premesso, l’eventuale deposizione dell’ex serbo Veliko Kadijevic potrebbe trovare spazio limitatamente al giudizio di secondo grado.
Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri
MANTICA