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Legislatura 16 - Risposta all'interrogazione n. 4-00515



Risposta all'interrogazione n. 4-00515
Fascicolo n.26

Risposta. - La Banca d’Italia, tramite la segreteria del Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio, ha comunicato che ai sensi dell’art. 2 della legge 26 novembre 1993, n. 483, il debito del Ministero dell'economia e delle finanze rappresentato dal saldo del conto corrente per il servizio di Tesoreria, pari a 76.206 miliardi di lire (39.357 milioni di euro), è stato convertito in titoli di Stato con effetto dal 1° gennaio 1994. Tali titoli, costituiti da BTP all’1 per cento con scadenze tra il 2014 e il 2044, sono stati iscritti nell’attivo di bilancio della Banca d’Italia nella specifica voce “Titoli di proprietà - titoli di Stato o garantiti dallo Stato - ex lege 483 del 1993 in libera disponibilità”.

A partire dal 1999, con l’avvio della terza fase dell’unione economica e monetaria, la Banca d’Italia ha adottato gli schemi di bilancio raccomandati dal Consiglio direttivo della Banca centrale europea. Sulla base dei criteri di rappresentazione relativi al nuovo schema di stato patrimoniale, i titoli ex lege n. 483 del 1993 all’1 per cento sono confluiti nella voce dell’attivo “Crediti verso la pubblica amministrazione”.

Nel mese di dicembre 2002, ai sensi dell’art. 65 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, i titoli in questione (39.357 milioni) sono stati oggetto di concambio; con tale operazione, sottoposta al parere preventivo della BCE, tali titoli sono stati ceduti all’emittente in cambio di titoli a rendimento di mercato (con scadenza compresa tra il 2012 e il 2031) per un controvalore complessivo di 17.520 milioni (valore nominale pari a 15.416 milioni). Dall’operazione descritta è emersa una differenza negativa da concambio di 21.837 milioni. Gli effetti dell’operazione e le modalità di copertura della perdita sono stati descritti in dettaglio nella nota integrativa al bilancio 2002 della Banca d’Italia.

Quest’ultima ha, infine, comunicato che a decorrere da tale esercizio, tutti i titoli ricevuti in concambio sono rimasti iscritti nella voce “Crediti verso la pubblica amministrazione” e sino ad oggi non è intervenuta alcuna cessione degli stessi.

Giova precisare che l’art. 1 della legge 26 novembre 1993, n. 483, prevede che "la Banca d’Italia non può concedere anticipazioni di alcun tipo al Tesoro”, in applicazione dell’art. 104, comma 1, del Trattato di Maastricht, il quale dispone che «è vietata la concessione di scoperti di conto o qualsiasi altra forma di facilitazione creditizia, da parte della BCE o da parte delle Banche centrali degli Stati membri (in appresso denominate “Banche centrali nazionali”), a istituzioni o organi della Comunità, alle amministrazioni statali, agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di diritto pubblico o a imprese pubbliche degli Stati membri, così come l’acquisto diretto presso di essi di titoli di debito da parte della BCE o delle Banche centrali nazionali».

Pertanto, ai sensi dell’art. 1 della suddetta legge, è stata disposta la soppressione del conto corrente di Tesoreria presso la Banca d’Italia, allora sempre in scoperto per importi rilevanti. Il saldo a debito del tesoro verso la Banca d’Italia, al 31 dicembre 1993, venne trasferito in un conto di transito e, per consolidare tale conto, il passivo monetario è stato convertito in titoli di Stato. Sono stati, dunque, emessi e assegnati alla Banca d’Italia buoni del tesoro poliennali per lire 76.205.757.000 con cedole annuali pari all’l per cento - cioè al tasso d’interesse passivo precedentemente riconosciuto dal Tesoro alla Banca sullo scoperto di conto:

- BTP 1 per cento emesso il 1° gennaio 1994 con scadenza il 1° gennaio 2014 per un valore nominale di 10.800 miliardi di lire, pari a 5.577.734.510,17 euro;

- BTP 1 per cento emesso il 1° gennaio 1994 con scadenza il 1° gennaio 2019 per un valore nominale di 10.800 miliardi di lire, pari a 5.577.734.510,17 euro;

- BTP 1 per cento emesso il 1° gennaio 1994 con scadenza il 1° gennaio 2024 per un valore nominale di 10.800 miliardi di lire, pari a 5.577.734.510,17 euro;

- BTP 1 per cento emesso il 1° gennaio 1994 con scadenza il 1° gennaio 2029 per un valore nominale di 10.800 miliardi di lire, pari a 5.577.734.510,17 euro;

- BTP 1 per cento emesso il 1° gennaio 1994 con scadenza il 1° gennaio 2034 per un valore nominale di 10.800 miliardi di lire, pari a 5.577.734.510,17 euro;

- BTP 1 per cento emesso il 1° gennaio 1994 con scadenza il 1° gennaio 2039 per un valore nominale di 10.800 miliardi di lire, pari a 5.577.734.510,17 euro;

- BTP 1 per cento emesso il 1° gennaio 1994 con scadenza il 1° gennaio 2044 per un valore nominale di 11.405,76 miliardi di lire, pari a 5.890.581.892,17 euro.

Il 31 dicembre 2002, come stabilito nella convenzione stipulata tra il Ministero dell’economia e la Banca d’Italia in data 24 dicembre 2002, fu disposta un’operazione straordinaria di concambio per il ritiro dal mercato dei suddetti titoli, per un ammontare in valore nominale pari a 39.356.988.953 euro (equivalenti a 76.205.757.000 lire).

Tali buoni poliennali, quindi, sono stati rimborsati anticipatamente e, pertanto, cancellati.

A fronte dei citati titoli ritirati, sono stati assegnati alla stessa Banca titoli più recenti, emessi a condizioni di mercato per un valore nominale pari a 15.416 milioni di euro:

- 21a tranche del BTP cedola 5 per cento 1° agosto 2001 - 1° febbraio 2012 per un valore nominale pari a 2.700.000.000 euro;

- 23a tranche del BTP cedola 6,5 per cento 1° novembre 1997 - 1° novembre 2027 per un valore nominale pari a 7.400.000.000 euro;

- 27a tranche del BTP cedola 5,25 per cento 1° novembre 1998 1° novembre 2029 per un valore nominale pari a 816.182.208,67 euro;

- 41a tranche del BTP cedola 6 per cento 1° novembre 1999 1° maggio 2031 per un valore nominale pari a 4.500.000.000 euro.

Tali BTP, che sono quotati sul Mercato telematico delle obbligazioni e dei titoli di Stato (MOT), avendo date di scadenza comprese fra il 2012 e il 2031 non sono stati rimborsati e fanno parte del portafoglio titoli di Banca d’Italia.

Il debito, dunque, registrato al valore nominale di rimborso secondo le regole della Procedura dei disavanzi eccessivi di cui all’art. 104 del Trattato di Maastricht, ha subito una diminuzione di circa 23.900 milioni di euro.

Lo Stato italiano deve essere ritenuto debitore a tutti gli effetti in relazione alle sopra elencate passività.

Si soggiunge, infine, che, sempre ai sensi dell’art. 3 della legge 26 novembre 1993, n. 483, il Ministero, in sostituzione del conto corrente di Tesoreria, per fronteggiare eventuali sfasamenti temporali fra entrate e uscite, ha istituito presso la Banca d’Italia il “Conto disponibilità del Tesoro per il servizio di tesoreria”, che non può presentare saldi a debito. La dotazione iniziale di tale conto è stata costituita da titoli di Stato di diversa scadenza, emessi il 21 dicembre 1993, per un valore nominale complessivo di 31.000 miliardi di lire (pari a circa 16.010,16 milioni di euro), collocati presso la Banca d’Italia con rendimenti corrispondenti a quelli di mercato. Di tale importo, 3.009 milioni di euro, corrispondenti agli originari 6.000 miliardi di lire, scadranno a dicembre 2023, mentre gli altri titoli sono stati già rimborsati.

Il netto ricavo dell’emissione è stato iscritto all’entrata del bilancio statale, ed è stato riassegnato ad apposito capitolo dello stato di previsione della spesa del Ministero.

Il comunicato stampa del 31 dicembre 2002, relativo alla citata operazione di rimborso anticipato, è a disposizione degli interroganti.

Il Sottosegretario di Stato per l'economia e finanze
COSENTINO

(2 febbraio 2009)